PISTOIA – Dopo l’apertura a novembre con il Trio Orelon, la Stagione Cameristica 2025/26, a cura di Daniele Giorgi e promossa da Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript, propone sabato 13 dicembre (ore 20.30) nello spazio suggestivo del Saloncino della Musica di Palazzo de’ Rossi, sua sede storica, una serata che intreccia riflessione e ascolto, pensiero critico e interpretazione musicale attorno alla figura di Giuseppe Tartini (1692 – 1770), il più grande violinista del Settecento, filosofo del suono e maestro d’Europa.
Protagonista è Mirko Schipilliti, musicista e medico, figura poliedrica capace di unire l’attività scientifica a una vivace vocazione artistica e culturale. Appassionato studioso, autore di libri, articoli e note di sala, è un divulgatore brillante, dotato di quella rara capacità di raccontare la musica con passione e chiarezza.

In questa occasione presenta al pubblico la sua recente monografia “Giuseppe Tartini. Genio dell’arco”, edita da Zecchini nel 2025: una biografia critica nata dopo 80 anni di silenzio editoriale, che alla luce di tutte le ultime scoperte e indagini, con nuove evidenze e deduzioni, ricostituisce finalmente la sua attualità di straordinario violinista, compositore e trattatista, una fra le più complesse, audaci, affascinanti ed enigmatiche personalità musicali di tutto il Settecento europeo, spesso ridotta ad aneddoti e leggende.
Alla conversazione seguirà il concerto, con Schipilliti al clavicembalo in duo con Chouchane Siranossian, violinista di fama internazionale, fra gli interpreti più autorevoli, raffinati e originali per Tartini e tutto il repertorio barocco. La sua carriera, segnata da prestigiosi riconoscimenti discografici e collaborazioni con i principali specialisti del settore, si distingue per il rigore filologico unito a una forza comunicativa immediata.
Il programma riunisce quattro Sonate di Tartini che ne ripercorrono l’arco creativo, tra cui le due più celebri: la cosiddetta Didone abbandonata, ricondotta dai contemporanei al mito di Didone ed Enea, e Il trillo del diavolo, la cui relazione leggendaria con un sogno evocativo ha suggestionato per secoli interpreti e ascoltatori.
Un’occasione preziosa per far rivivere Tartini, genio capace di parlare ancora al nostro presente.









