mercoledì, Settembre 9, 2026

Teatri di Confine, ultimi eventi a Palazzo Fabroni e Villa Stonorov

PISTOIA – Venerdì 14 giugno, nel “giardino d’autore” del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, a Pistoia, è di scena la danza.

Alle ore 19.00 è il momento di WOOD, con Maria Anzivino, per la coreografia di Marianna Moccia e Sara Lupoli. Il viaggio della performance è una metafora della crescita dell’uomo e del suo rapporto con la natura. Natura di cui fa parte, ecosistema che prova a decifrare, da cui scappa, con cui dialoga, che prova a dominare e a cui soccombe per rinascere nel fluire armonioso del suo tempo. Wood prende per mano lo spettatore e lo accompagna in un viaggio visuale e sonoro dove le scene dondolano sul sottile filo dell’immaginazione e della compartecipazione, evocando suggestioni legate alla complessità dell’essere umano e all’ostinata ricerca dell’equilibrio.

Una scena dello spettacolo “Wood” (foto Giulia Di Vitantonio)

A seguire THERE IS A PLANET di Michele Scappa, con il performer Emanuel SantosThere is a Planet è una ricerca finalizzata a distanziarsi dall’ambiente teatrale, attraverso un’indagine del corpo negli spazi: un corpo che si abbandona, che osserva, che include e che comunica. L’indagine prende ispirazione dalla mostra fotografica di Ettore Sottsass alla Triennale Milano (2017-18), da cui deriva l’omonimo titolo.

Sono fotografie, scattate in quarant’anni di viaggi intorno al mondo, che riguardano l’abitare e in generale la presenza dell’uomo sul pianeta: tra le pagine scorrono gli scenari incontaminati della natura (panorami di fiumi, foreste, distese marine, rocce) e immagini di architetture, case, persone, situazioni particolari, profondamente umane. Lo spettacolo è stato selezionato per la vetrina della giovane danza d’autore Extra 2023 – Network Anticorpi XL.

Ad ospitare la serata di venerdì 14 giugno sarà il “giardino d’autore” del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni. 

Gli appuntamenti del programma 2024, infatti, sono ospitati in diversi spazi espositivi, luoghi d’arte che dialogano con teatro, danza e musica, mostrandosi in una veste inedita: insieme al Museo del Novecento, a Pistoia Villa Stonorov-Fondazione Vivarelli, e a Pescia, la Gipsoteca Libero Andreotti e il Museo della Carta.

Proprio dirimpetto alla pieve romanica di Sant’Andrea con lo splendido pulpito di Giovanni Pisano (1301), il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, dal nome della nobile famiglia pistoiese che lo abitò fino al 1842, espone la collezione permanente di arte moderna e contemporanea del Comune di Pistoia che, costituita da fondi civici originari, acquisizioni e donazioni, consente un itinerario attraverso il panorama artistico dagli anni Venti del Novecento ai giorni nostri.

Il percorso museale, ordinato cronologicamente e per nuclei omogenei di opere, inizia dalle sale del pianoterra dove, oltre agli spazi riservati all’accoglienza del pubblico con una video-installazione informativa sulla storia dell’edificio e delle sue collezioni fino al nuovo giardino, è collocata la sezione dedicata al Novecento artistico pistoiese dalla seconda metà degli anni Venti alla fine degli anni Sessanta. Al primo piano, intorno al grande salone centrale a doppio volume, individuato come luogo privilegiato per la riflessione sull’arte anche grazie all’imponente Scultura d’ombra di Claudio Parmiggiani sulle pareti, il percorso prosegue con le sale monografiche dedicate ai pistoiesi Mario Nigro, Fernando Melani, Gualtiero Nativi e Agenore Fabbri, e con le sale collettive che ospitano le opere donate al Comune di Pistoia da molti degli artisti intervenuti dal 1990 a Palazzo Fabroni con mostre personali o tematiche, dando luogo ad un significativo itinerario attraverso l’Arte Povera, il Concettuale, la Minimal Art, la Poesia visiva e così via, con un totale rinnovamento del linguaggio e dei materiali artistici.

Undici ritratti fotografici di artisti di Aurelio Amendola sono distribuiti in varie sale. Gli spazi del secondo piano sono destinati alle mostre temporanee. Sul retro del palazzo, oltre l’ampio loggiato, lo spazio esterno è stato completamente riconfigurato nel triennio 2019-2021 come un “giardino d’autore” contemporaneo, su progetto degli architetti Alessio Gai e Michele Fiesoli, cui ha collaborato l’artista Federico Gori.

Insieme al Museo Civico d’arte antica in Palazzo Comunale, al Museo dello Spedale del Ceppo e alla Casa-studio Fernando Melani, il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni fa parte dei Musei Civici di Pistoia. Aderisce all’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e alla Rete del Contemporaneo in Toscana.

La rassegna si conclude lunedì 17 giugno (ore 21.15) a Villa Stonorov – Fondazione Vivarelli di Pistoia.

In scena Tindaro Granata con il suo VORREI UNA VOCE, spettacolo coprodotto da LAC Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res. Vorrei una voce è un monologo costruito con le canzoni di Mina cantate in playback, fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che Tindaro Granata ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare, all’interno della Casa Circondariale di Messina, con le detenute di alta sicurezza.

Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. “Abbiamo messo in scena l’ultimo concerto live di Mina – ricorda Tindaro Granata – con l’idea di entrare nei propri ricordi, in un proprio spazio dove tutto sarebbe stato possibile, recuperando una femminilità annullata, la libertà di espressione della propria anima e del proprio corpo. […] Mi sono trovato, con loro, a cercare il senso di tutto quello che avevo fatto fino ad allora. […] In Vorrei una voce in scena ci sono solo io, delle ragazze mi porto i loro occhi, i gesti, le loro lacrime e i sorrisi. Grazie a loro racconto storie di persone che dalla vita vogliono un riscatto importante: vogliono l’amore per la vita, […]”.

L’appuntamento conclusivo di lunedì 17 giugno sarà ospitato a Villa Stonorov-Fondazione Vivarelli di PISTOIA.

La Fondazione Jorio Vivarelli ha per scopo la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell’opera del Maestro e la promozione di iniziative culturali e nuovi progetti artistici. Essa realizza e patrocina senza scopo di lucro mostre, pubblicazioni d’arte e iniziative culturali, comprese attività di ricerca.

La Fondazione ha sede a Villa Stonorov, che nasce alla fine degli anni Sessanta dal progetto di Oskar Stonorov, uno tra i maggiori esponenti dell’architettura razionalista che fece parte, con Mies van der Rohe, Gropius e Mendelsohn, dell’ondata di esuli che tra gli anni Venti e Trenta lasciarono l’Europa per gli Stati Uniti, contribuendo in tal modo a introdurre e diffondere, nella realtà americana del New Deal, le acquisizioni e le esperienze del Movimento Moderno.  Stonorov coltivò un’inguaribile passione per la scultura. La villa da lui progettata, apparentemente semplice, si rivela in realtà sapientemente curata fin nei minimi particolari, particolari che la rendono profondamente toscana: dal cotto rosso alle mura color ocra, fino alle grandi porte-finestre ad arco che si aprono su un parco ricco di ulivi, cipressi, mimose, acacie, tigli e pioppi. Negli spazi interni sono custodite le sculture, i disegni, le incisioni, le medaglie, le monete e quant’altro rientra nella poliedrica produzione artistica di Jorio.

La Fondazione ha la più ampia collezione di opere del Maestro, composta da sculture, disegni, produzione medaglistica e una raccolta di gessi e bozzetti. Detiene l’archivio di tutta la carriera artistica di Jorio e delle mostre e ricerche a lui dedicate dal 1946 ad oggi e dal 1999 anche delle attività sviluppate dalla Fondazione. L’archivio è composto dai documenti, la corrispondenza, le fotografie, le rassegne stampa che accompagnano la sua opera e le mostre a lui dedicate. La Fondazione ospita anche la biblioteca del Maestro con oltre duemila volumi, numerosi filmati e documentari.

In anni recenti, la Fondazione si è posta l’obiettivo di promuovere la conoscenza e lo sviluppo dell’arte contemporanea. A tale scopo, si è dotata di una foresteria, ricavata nei locali che furono l’abitazione del Maestro destinandola a “Residenza d’artista”.

Molte iniziative sono dedicate alle giovani generazioni, spesso in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, attraverso attività proprie ed anche con l’istituzione di borse di studio per gli studenti della provincia. Le attività rivolte ai più giovani, organizzate anche in collaborazione con associazioni culturali con finalità pedagogiche, svolgono una funzione didattica di avvicinamento all’arte ed offrono anche occasioni di socializzazione per bambini e famiglie nei periodi di chiusura scolastica.

Biglietti:

€ 12 intero

€ 8 ridotto

€ 5 ridotto ragazzi under 14

€ 5 speciale serata 4 giugno – Museo della Carta Pescia

Riduzioni:

ridotto per Over65, soci UNICOOP Firenze, possessori Carta Fedeltà Far.com, abbonati alle Stagioni Teatri di Pistoia, abbonati Stagione Teatrale Lamporecchio, allievi Scuola Mabellini, iscritti corsi Funaro, soci CRAL/Associazioni convenzionate; possessori di abbonamenti regionali (Regione Toscana) e biglietti Trenitalia per Pistoia e Pescia da un’altra provincia (dello stesso giorno o il giorno prima dell’evento), Giovani Card, Biglietto Futuro under 35 con Unicoop Firenze, Carta dello Studente della Toscana.

Info e prevendita:

Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112

(Corso Gramsci, 127 – Pistoia)

orario estivo: martedì, giovedì e venerdì ore 16/19; mercoledì ore 11/15; sabato ore 10/13

La sera dell’evento la biglietteria aprirà un’ora prima della rappresentazione presso la sede di spettacolo (info 3339250172)

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