mercoledì, Settembre 9, 2026

Teatro Manzoni, il “Grand Jetè” come metafora della vita

di Letizia Porcù

PISTOIA – I ballerini entrano in scena con le luci della platea ancora accese, il palco spogliato delle quinte dà l’idea che quello che andremo a vedere saranno le prove, e non lo spettacolo stesso.

Di fatto “Grand Jeté”, la cui prima regionale è andata in scena ieri sera al Teatro Manzoni, è un vero e proprio meta-balletto con l’abbattimento della quarta parete: più volte, durante lo spettacolo, il pubblico è chiamato a partecipare schioccando le dita a tempo, urlando i celebri conti dei ballerini “cinque, sei, sette, otto”, fino a lanciare le braccia in aria come durante un grand jeté, per liberarsi del peso degli errori che (giustamente) tutti commettiamo nella vita.

Grand Jetè (foto di Andrea Macchia)

Il balletto della coreografa Silvia Gribaudi andato in scena con la MM Contemporary Dance Company (Emiliana Campo, Lorenzo Fiorito, Mario Genovese, Matilde Gherardi, Fabiana Lonardo, Alice Ruspaggiari, Rossana Samele, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa e Leonardo Zannella) utilizza alcuni passi tecnici della danza per illustrare una metafora della vita: “Tombé…vi è mai capitato? – Chiede Gribaudi simulando una caduta – Pas de bourrée…un po’ storditi, no? – Continua la coreografa – E infine GRAND JETÉ!”

Accettarsi e accettare gli errori e i momenti di sbandamento che abbiamo durante la vita, e utilizzare questi momenti in cui siamo “in basso” per darsi lo slancio per saltare verso l’alto e liberarsi in un potente e leggero grand jeté.

Uno spettacolo ironico e autoironico che cela un messaggio profondo, che il pubblico ha colto e accolto piano piano, non sapendo fino a che punto poter interagire e collaborare con i ballerini e la coreografa, ma che alla fine ha permesso a tutti di saltare con le braccia verso l’alto liberandosi dei problemi e dei pensieri tramite un fragoroso applauso.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI