giovedì, Settembre 10, 2026

Teatro Metastasio, Livia Gionfrida porta in scena “Si illumina la notte”

PRATO – In prima nazionale, da martedì 20 a domenica 25 febbraio al Teatro Metastasio debutta SI ILLUMINA LA NOTTE, una drammaturgia originale della dramaturga e regista Livia Gionfrida sviluppata nell’ambito di un progetto di ricerca intorno l’opera di Franco Scaldati e prodotta dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Teatro Metropopolare e con il sostegno della residenza artistica Fondazione Armunia (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).

Si tratta del terzo tassello di una trilogia dedicata a Scaldati – dopo le messe in scena di PINOCCHIO prodotto nel 2020 dal Teatro Stabile di Catania, e INEDITO SCALDATI prodotto nel 2022 da Teatro Biondo di Palermo –, un percorso di teatro civile che mira a fare della poesia resistenza, arma potente contro l’abbrutimento delle coscienze: “La parola – sottolinea Gionfrida – è stata lentamente svuotata di significato e gli esseri umani ne hanno perso il valore. Così facendo hanno perso sé stessi e rotto il patto d’amore tra gli esseri umani, ma anche con le altre creature e con il loro stesso habitat naturale che stanno distruggendo ciecamente.

Una scena dello spettacolo “Si illumina la notte” (foto di Augusto Biagini)

Il teatro oggi più che mai, nell’incontro poetico tra umani, nel recupero e nella scoperta rinnovata della parola e dei suoi poteri, può curare e dare un nuovo e più profondo senso alla nostra vita”.

Nell’approccio alla poetica scaltadiana, Gionfrida scompone e ricuce i frammenti dell’autore, li mette in connessione con il suo mondo e la sua biografia, reinventa storie nuove, disegna scene, cuce parole sui corpi degli interpreti, traspone in altre lingue e in azioni i versi del poeta, attraverso sessioni di studio che vedono anche nella scelta degli attori (tra quelli in scena anche Melino Imparato, storico collaboratore di Scaldati) e nel lavoro con essi una parte centrale del lavoro di drammaturgia.

SI ILLUMINA LA NOTTE in particolare prende le mosse dalla traduzione fatta da Scaldati de La Tempesta di Shakespeare e si intreccia ad alcuni frammenti originali e altri tratti dalla prima produzione dell’autore palermitano la cui opera dall’atmosfera fortemente onirica e metafisica resta sempre in bilico tra sogno e realtà in un incanto che si fa percorso esistenziale senza rinunciare mai al gioco e all’ironia.

L’atmosfera del lavoro è quella post-apocalittica in cui il tragico si fa continuamente comico, in un ribaltamento continuo che diventa gioco scenico e si rivolge talvolta in modo diretto allo spettatore con chiari riferimenti al teatro popolare e al De Filippo cui lo stesso Scaldati fa riferimento nella sua traduzione de La Tempesta shakespeariana.

E proprio da una terribile tempesta sembrano giungere i personaggi di questo spettacolo, sopravvissuti a chissà quale disastro climatico, morale, bellico. Sono figure sospese tra immaginazione e realtà, vita e morte, venute fuori dalle macerie di una umanità in declino, da una buia Apocalisse in cui tutte le parole sembrano scomparse e occorre ritrovarne memoria e ridefinire il senso di ogni cosa.

Luce e ombra diventano metafora di un conflitto esistenziale e qui ogni elemento naturale, il mare, la luna, la pioggia, trascende sé stesso e si fa terreno di riflessione sulla vita e sulle relazioni tra le creature che sembrano trovare nel mistero della poesia una riconciliazione.

“Il buio” dice Scaldati “è quella zona dove tutto si macera e poi si ricompone.”

SI ILLUMINA LA NOTTE è un piccolo viaggio catartico che suggerisce la possibilità di un mondo nuovo oltre la distruzione.

Intorno allo spettacolo, martedì 20 febbraio alle ore 19, presso la caffetteria del Metastasio, è previsto un incontro di approfondimento del ciclo Sorsi di Teatro a cura di Luisa Bosi, e mercoledì 21 febbraio, dopo lo spettacolo, un incontro del ciclo Punti focali, a cura di Lorenzo Donati.

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