AGLIANA – Marco Paolini, Moni Ovadia, Patrizia Laquidara, Ugo Dighero, Chiara Riondino: sono solo alcuni dei nomi degli ospiti che andranno in scena al Teatro Moderno di Agliana per la stagione teatrale 2023/24.
Un cartellone che quest’anno si arricchisce rispetto alle stagioni precedenti e arriva a dieci spettacoli, con sette appuntamenti in abbonamento, due fuori abbonamento nel segno della danza e della musica e uno spettacolo a ingresso gratuito in matinée per le scuole in occasione del Giorno della Memoria.
Il programma, presentato stamani nel foyer del teatro, accompagnerà il pubblico del Moderno da dicembre fino ad aprile, ed è frutto, come di consueto, della collaborazione tra la Fondazione Toscana Spettacolo, l’associazione culturale Il Moderno e l’amministrazione comunale.
La campagna per le conferme dei vecchi abbonamenti è aperta dal 30 novembre al 9 dicembre; i nuovi abbonamenti possono essere sottoscritti dal 14 al 23 dicembre.
Quest’anno il teatro riparte con una programmazione più ricca e variegata rispetto alle ultime stagioni – spiegano i direttori artistici Carlo Coda e Massimo Talone – siamo riusciti a dare vita a una proposta molto trasversale che unisce l’impegno civile al teatro di commedia, senza dimenticare i grandi classici della tradizione teatrale e l’attenzione verso i più giovani e i ragazzi delle scuole. C’è un’articolazione molto differenziata sia di generi, sia di necessità, per cercare di rispondere al meglio alle esigenze e alle sollecitazioni di tutti i tipi di pubblico”.

Il sipario del Moderno si alza mercoledì 20 dicembre (ore 21) per l’anteprima di stagione (fuori abbonamento), nel segno del gospel, affidata a The voice of Victory: una formazione gospel proveniente dalla città di Orlando, in Florida, nata nelle parrocchie battiste, che ha assunto col tempo un ruolo di rilievo, prima nella comunità religiosa della propria città, poi in tutti gli Stati Uniti. Il concerto viene proposto nell’ambito del Toscana Gospel Festival.
La stagione in abbonamento si apre ufficialmente sabato 13 gennaio (ore 21) con Laudato sii: Moni Ovadia legge e commenta l’enciclica di Papa Francesco. In scena Moni Ovadia, scrittore, autore, uomo di cultura agnostico, ma da sempre vicino alla spiritualità e agli interrogativi propri degli uomini di fede, che ha deciso di dare vita un reading ispirato all’enciclica papale in cui si potesse evidenziare la forza rivoluzionaria di questo scritto, ovvero la denuncia dell’attuale crisi ecologica e l’assoluta necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’uomo.
Sabato 20 gennaio (ore 21) al Moderno è di scena la danza con lo spettacolo (fuori abbonamento) Collezionisti di Sabbia, realizzato nell’ambito del progetto Mux, che racconta le vicende legate alle relazioni umane, all’accoglienza, all’ascolto tra individui, al dialogo tra diversi. Cinque quadri coreografici su temi che da sempre fanno parte della crescita dell’individuo e delle comunità che abitiamo.
La stagione prosegue venerdì 26 gennaio (ore 21): Marco Paolini e Patrizia Laquidara sono i protagonisti di Boomers, un salto nei ricordi, nei frammenti di memorie condivise di un piccolo mondo neanche troppo antico, ma tramontato, sepolto nella rapida trasformazione del paesaggio, del costume, della dipendenza da tecnologie portatili e pervasive. Nasce dall’esperienza di un autore che ha fondato sulla memoria una parte importante del suo lavoro e oggi si interroga su quali siano le risposte possibili del teatro ad un mondo in cui esperienze virtuali e reali sono sempre più mescolate, senza gradi di separazione netti.

L’Avaro di Molière, con Ugo Dighero e Mariangeles Torres, è lo spettacolo in programma domenica 18 febbraio (ore 21). Nella nostra contemporaneità orientata al consumo, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone suona sovversivo, in netta opposizione alla tirannia consumistica. Intorno ad Arpagone gli altri personaggi, apparentemente vittime della sua tirannia, sono in realtà figure votate a ideali ben riconoscibili, sottomessi soprattutto al vincolo economico che li lega a lui.
Sabato 24 febbraio (ore 21) al Moderno arriva Il fantasma di Canterville, liberamente ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde e diretto da Tonio De Nitto. Virginia, una ragazza sensibile e generosa, va ad abitare con la sua famiglia in un castello infestato da un terribile fantasma, condannato a tormentarsi finché una antica profezia non sarà compiuta. Una storia ricca di humor e suspense, in cui razionalità e inquietudine si alternano, in un mosaico di paesaggi sinistri e personaggi non meno inquietanti, regalando momenti davvero spettrali tra le grigie mura del rinomato Castello di Canterville.
Sabato 9 marzo (ore 21), Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino portano in scena Piccole donne crescono? per la regia di Matteo Marsan. Le tre attrici sono le protagoniste di un testo brillante e commovente, a tratti parodistico e irriverente, tratto dal romanzo di Luisa May Alcott. Le sorelle March tentano a modo loro di infrangere le secolari leggi che stabilivano quale fosse la condotta appropriata per una donna; l’epistolario e la biografia della Alcott fanno da contrappunto ai dialoghi per disegnare un quadro nuovo e tentare una risposta possibile al punto interrogativo presente nel titolo: “Piccole donne crescono?”.
Sabato 23 marzo (ore 21) è il momento di Rimini, spettacolo finalista dell’edizione 2022 del progetto In-Box. In una specie di intervista continua e ininterrotta, prende forma il racconto caleidoscopico di quella metropoli balneare che è la riviera romagnola. Attraverso l’obiettivo silenzioso della sua macchina fotografica, infatti, il protagonista dello spettacolo trascina il pubblico alla scoperta di una realtà dove luci e ombre, stereotipi e fantasmi, tradizioni e contraddizioni si trovano a convivere sotto quel velo di spensieratezza felliniana per cui Rimini è conosciuta in tutto il mondo.

Per l’ultimo appuntamento in stagione, domenica 7 aprile (ore 21), al Moderno va in scena La dodicesima notte di William Shakespeare, adattato e diretto da Giovanni Ortoleva. Una commedia sorprendente, che sa essere amara e lieve, surreale e tenera, profondamente malinconica e irresistibilmente divertente.
Infine, mercoledì 24 gennaio (ore 10), in occasione del Giorno della Memoria, al Teatro Moderno va in scena Bent di Martin Sherman: una pièce che porta alla ribalta lo sterminio subito da migliaia di persone per il proprio orientamento sessuale, una pagina di storia così importante, eppure così trascurata, che pone inquietanti interrogativi sulla realtà di oggi. Lo spettacolo è fuori abbonamento e ad ingresso gratuito.
I prezzi rimangono invariati: biglietti da 11 euro (8 euro biglietto ridotto per studenti universitari e under-35) e abbonamenti da 70 euro.









