martedì, Settembre 8, 2026

Terapia intensiva neonatale al San Giovanni di Dio

FIRENZE – È stato inaugurato oggi, 19 marzo, presso la TIN (Terapia Intensiva Neonatale) del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio, il progetto “Nascere prima del tempo“. Un’iniziativa dedicata al sostegno della genitorialità fragile attraverso la lettura condivisa e il canto in età precoce.

Il progetto, che nasce da un’idea dell’Assessora Deleghe Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili e della Famiglia, Cultura della Legalità e Turismo, Fiorenza Poli del Comune di Scandicci, sviluppato e promosso con i volontari di AUSER, di Nati Per Leggere, e tutta l’equipe della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di Torregalli con l’obiettivo di sviluppare una progettazione condivisa, operatori sanitari, volontari e genitori, sui temi del benessere e della salute fin dall’epoca neonatale.

È importante sostenere la genitorialità tutta ed in particolar modo quella più fragile – dichiara l’Assessora Poli –   promuovere gesti semplici come la lettura o il canto accanto alla incubatrice significa diffondere buone pratiche di attaccamento sicuro tra genitori e neonati: il libro e la musica diventano strumenti per costruire relazioni interrotte bruscamente da una nascita prematura. Ringrazio tutto il personale della Tin che ha subito accolto il progetto ed ha permesso la sua realizzazione e ringrazio al tempo stesso i volontari di Nati per Leggere che con Auser renderanno possibile tutto questo“.

La nascita prematura rappresenta un evento complesso, spesso traumatico, che interrompe bruscamente la continuità della relazione madre–neonato e costringe la famiglia ad affrontare un percorso sanitario intenso e delicato. Numerosi studi scientifici evidenziano come il contatto vocale precoce tra genitori e bambini prematuri favorisca una maggiore stabilità cardiorespiratoria, un incremento più rapido del peso e una migliore risposta agli stimoli dolorosi. La voce dei genitori, già riconosciuta dal bambino durante la vita intrauterina, costituisce un ponte naturale tra prima e dopo la nascita.

In Terapia Intensiva Neonatale, non è la voce registrata a fare la differenza, ma quella viva e diretta, accanto all’incubatrice o durante la kangaroo-care. Il dialogo fatto di parole, canto e lettura ad alta voce attiva una relazione reciproca: i vocalizzi del genitore si modulano sulle reazioni del bambino, favorendo un’interazione che sostiene l’attaccamento sicuro e rafforza la competenza genitoriale.

Le evidenze scientifiche indicano inoltre che i bambini nati prematuri possono presentare, nel tempo, maggiori fragilità nello sviluppo linguistico e cognitivo, anche a causa dell’esposizione a contesti altamente medicalizzati e alla riduzione degli stimoli relazionali. Un ambiente arricchito di parole e di scambi affettivi, già durante il ricovero, rappresenta dunque un investimento concreto sullo sviluppo futuro.

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