domenica, Settembre 6, 2026

Torna Fabroni Sound Garden: tre eventi sonori nel giardino d’autore

PISTOIA – Tre serate, tre esperienze sonore differenti, un unico luogo: il giardino d’autore di Palazzo Fabroni.

Torna a Pistoia FABRONI SOUND GARDEN Paesaggi di suono per il giardino d’autore di Palazzo Fabroni, il progetto, giunto alla sua quinta edizione, specificamente concepito per lo spazio esterno del museo, e realizzato da Tempo Reale insieme al Comune di Pistoia/Musei Civici/Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, con il sostegno della Regione Toscana e del Ministero della Cultura.

Fabroni Sound Garden

Venerdì 11, domenica 13 e martedì 15 settembre 2026, a partire dalle ore 19, il giardino di Palazzo Fabroni accoglierà tre azioni sonore site specific, pensate per entrare in relazione con lo spazio e con la sua identità artistica. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Nato per mettere in relazione la ricerca musicale contemporanea con la particolare identità architettonica e artistica di Palazzo Fabroni, FABRONI SOUND GARDEN invita il pubblico a vivere la musica non soltanto come ascolto, ma come esperienza immersiva e spaziale. La rassegna nasce infatti dalla collaborazione con Tempo Reale, fondato nel 1987 da Luciano Berio e oggi diretto da Francesco Giomi, centro di riferimento internazionale per la ricerca, la produzione e la sperimentazione sonora. Nel corso delle diverse edizioni, il progetto si è consolidato, portando a Pistoia idee e progetti inediti di respiro internazionale e lasciando tracce concrete e riconoscibili nel territorio, come SOUND LIFE, l’intervento permanente di sound art realizzato nel 2024 sotto l’ampio loggiato prospiciente il “giardino d’autore” di Palazzo Fabroni.

La quinta edizione attraversa tre diversi territori della ricerca sonora: il confronto con un grande classico del minimalismo come In C di Terry Riley, eseguito dal Tempo Reale Electroacoustic Ensemble (TREE); l’incontro tra musica elettronica e danza con Danza Elettrica; e la musica acusmatica della pluripremiata compositrice britannica Manuella Blackburn. Forte di importanti riconoscimenti internazionali, Blackburn ha visto le sue opere eseguite in oltre 250 concerti nel mondo. La sua ricerca trasforma i suoni della quotidianità in sorprendenti paesaggi sonori.

L’iniziativa, come nella stagione passata, dà il via al più ampio progetto “FABRONI SOUND MUSEUM. Verso la costituzione di un polo per la ricerca sonora a Pistoia (2026-2027)”, le cui prossime tappe sono fissate in occasione della Giornata del Contemporaneo il prossimo 10 ottobre e con la seconda edizione di “Fabroni Sound Rooms” nei primi mesi del 2027.

«Gli spazi pubblici della nostra città vivono davvero quando diventano luoghi di incontro, di scambio e di rigenerazione per l’intera comunità. La quinta edizione di Fabroni Sound Garden dimostra come il patrimonio storico e architettonico di Pistoia possa trasformarsi in una casa accogliente per i linguaggi del presente – afferma il sindaco Giovanni Capecchi -. Qui la bellezza nasce nel veder confluire arti diverse – la musica electroacustica, la danza, la ricerca sonora e l’architettura – all’interno di un unico spazio come il giardino d’autore di Palazzo Fabroni. Quando i suoni della quotidianità incontrano il gesto e l’arte contemporanea, lo spazio urbano smette di essere uno sfondo passivo e diventa un’esperienza partecipata, accessibile a tutte e tutti».

«Fabroni Sound Garden conferma la vocazione di Palazzo Fabroni come il luogo aperto a sperimentare linguaggi della contemporaneità – sottolinea l’assessora alla cultura Marica Setaro -. Grazie alla collaborazione con Tempo Reale, il giardino si trasforma ancora una volta in uno spazio di ascolto e di incontro tra musica, arte e pubblico. La quinta edizione, con tre appuntamenti molto diversi tra loro, rafforza inoltre il percorso verso la nascita del Fabroni Sound Museum, con l’obiettivo di fare di Pistoia un punto di riferimento per la ricerca sonora contemporanea».

Ad aprire la rassegna, venerdì 11 settembre alle ore 19, sarà il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble (TREE) con “Terry Riley In C”, uno degli assoluti cavalli di battaglia del centro fiorentino di ricerca, riproposto in una nuova dimensione elettroacustica e con una specifica declinazione pensata per il giardino di Palazzo Fabroni. Composta nel 1964, In C di Terry Riley è una delle opere fondative del minimalismo musicale: una partitura aperta e dinamica, che nella versione proposta da Tempo Reale, proietta il pubblico in una esperienza sonora imprevedibile e coinvolgente. In scena Francesco Canavese, Simone Faraci, Damiano Meacci, Giovanni Magaglio, Cristina Mercuri, Stefano Rapicavoli, Luisa Santacesaria e Francesco Vogli.

Domenica 13 settembre alle ore 19 sarà invece la volta di DANZA ELETTRICA, un percorso itinerante che mette in dialogo corpo, gesto e suono attraverso tre differenti produzioni. Tre coppie artistiche – danzatrici e danzatori insieme a musicisti elettronici – reinterpretano lo spazio attraverso differenti modi di concepire la relazione tra gesto e musica: : Francesca Siracusa e Simone Faraci in Something InsistsSimone Cristofori e Dombre in Sul-levareClaudia Catarzi e Francesco Giomi in Donna con serpente, quest’ultimo progetto realizzato specificamente per Palazzo Fabroni.

La conclusione di FABRONI SOUND GARDEN è affidata, martedì 15 settembre alle ore 19, a Manuella Blackburn, pluripremiata compositrice britannica da tempo attiva nel campo della musica acusmatica. Con “Suoni di tutti i giorni”, Blackburn presenta a Pistoia un programma di opere acusmatiche nel quale il materiale sonoro quotidiano diventa materia di composizione. Rumori, oggetti e suoni familiari vengono sottoposti a processi di trasformazione, montaggio e sintesi, fino a costruire paesaggi acustici nei quali il riconoscibile e l’astratto entrano continuamente in dialogo.

Con la quinta edizione si conferma la vocazione di FABRONI SOUND GARDEN a esplorare le molteplici possibilità della ricerca sonora contemporanea, attraverso linguaggi, generazioni e pratiche artistiche differenti.

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