PISTOIA – In occasione del 60 anniversario del disastro del Vajont l’Istituto Pacini di Pistoia ha organizzato una conferenza, tenuta dall’ingegnere Alessio Carlo Padovan, membro dell’Associazione bellunesi nel mondo.
Un evento che ha visto il ripercorrere i tragici momenti che precedettero la frana staccatasi il 9 ottobre 1963 dalle pendici del monte Toc e tracimata nel bacino artificiale creato dalla diga, una struttura a doppio arco che al tempo poteva vantare di essere la più grande del mondo, provocando un’onda di 250 metri che coinvolse Erto, Casso e distrusse gli abitati del fondovalle veneto tra cui Longarone, causando la morte di oltre 1910 persone.
Un’occasione per ricordare, sicuramente, ma anche per spingere gli studenti a riflettere confermando dell’interesse che le istituzioni scolastiche devono avere, e che il Pacini dimostra ancora una volta, per l’educazione ai valori fondanti di una comunità civile.
La descrizione appassionata dell’ospite, cultore di storia per vocazione, già noto all’Istituto per aver presentato anni prima un intervento sulla Prima guerra mondiale, ha tenuto con il fiato sospeso duecento studenti di tutti gli indirizzi (AFM, Scienze applicate e Linguistico) revocando tutto il percorso di progettazione e costruzione della diga, le fasi della tragedia, i soccorsi, il lungo processo che ne è seguito e l’attuale valorizzazione del territorio spingendoli a riflettere su un disastro annunciato che la voce inascoltata della giornalista Tina Merlin aveva denunciato fin dagli anni Cinquanta.
Quello che è stato definito nel 2008 dalle Nazioni Unite il più grande disastro ambientale mai causato dall’uomo, in occasione dell’iscrizione nel registro internazionale del programma Unesco Memory of the word, diventa oggi a scuola l’occasione per aiutare i ragazzi a ripensare al loro rapporto con l’ambiente (“Occuparsi dell’ambiente e rispettarlo è garanzia di vita” ha detto infatti Mattarella quest’anno in occasione della cerimonia commemorativa tenutasi presso la diga del Vajont), per educare attivamente alla sostenibilità e alla protezione del mondo che ci circonda e per immaginare, insieme, un futuro sostenibile.







