mercoledì, Settembre 9, 2026

Tre incontri sul verde urbano per le trasformazioni virtuose di Pistoia

di Marco Cei

PISTOIA – L’Ordine di dottori agronomi e dottori forestali, quello degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Pistoia, e il comune di Pistoia con il suo patrocinio, organizzano 3 incontri sul verde urbano e sulle cosiddette soluzioni basate sulla natura (NBS – Nature Based Solutions) cercando di applicarle ai casi del nostro territorio.

Un venerdì al mese (18 marzo – 29 aprile – 20 maggio 2022) nei locali di Uniser e della biblioteca San Giorgio (via Pertini, 358 a Pistoia), sono stati invitati esperti del settore a parlare agli iscritti dei due ordini, ma soprattutto ai cittadini, interessati alle possibilità di trasformare in meglio le nostre città. Si discuterà infatti di soluzioni tecniche partendo e cercando applicazioni nei concreti “casi aperti”, spesso dolenti quali le condizioni del viale Adua, del degrado nella zona dei cimiteri, del nuovo ospedale mal collegato alla città, con la possibilità di dibatterli pubblicamente. Gli incontri sono infatti pensati per i professionisti, ma soprattutto per amministratori e cittadini, con un taglio degli interventi anche divulgativo, come dimostrano anche le sedi pubbliche prescelte.

Venerdì 18 marzo 2022 alle ore 15.30 si svolgerà il primo incontro incentrato su un prezioso e ampio documento curato dall’Università di Firenze, dal suo Dipartimento di Architettura, che ha raccolto e curato la pubblicazione di 4 quaderni (uno per anno) di tesi e approfondimenti su Pistoia e le sue macro aree a più alto potenziale paesaggistico (spesso coincidenti con quelle più degradate): “Pistoia Ongoing Masterplan”. Con tutti i limiti degli studi e progetti fatti da studenti, ancorché seguiti da esperti del nostro territorio, questi documenti costituiscono una grande risorsa di idee e di possibili soluzioni. Il prof. Paolinelli e alcuni professionisti (architetti, agronomi, forestali) ci porteranno dentro questi quaderni e ai modi per sfruttarli in vista di trasformazioni virtuose da fare sul territorio pistoiese.

Venerdì 29 aprile 2022 alle ore 15.30 nei locali della biblioteca San Giorgio si terrà il secondo incontro nel quale sarà protagonista il comune di Pistoia con interventi dell’ufficio Lavori pubblici (verde pubblico) e di governo del territorio, che approfondiranno i progetti in corso e lo stato della pianificazione verde; alcuni professionisti intervengono poi sugli stessi temi, portando sollecitazioni e diversi punti di vista. Il focus, oltre che su Pistoia, potrà essere esteso anche a territori e contesti più ampi.

Venerdì 20 maggio 2022 alle ore 15.30 nei locali della biblioteca San Giorgio si svolgerà l’ultimo incontro al quale sono stati invitati alcuni professionisti e amministratori da zone e città contermini protagonisti di interventi verdi in corso o già realizzati: il tema, con la nostra consueta passione per l’inglese, è quello delle “Best practices” esperienze virtuose dalle quali c’è sempre da imparare senza la paura di copiare. I casi portati nel dibattito sono scelti anche per la loro possibile replicabilità nei nostri contesti urbani.

Imparare dalla natura

Negli ultimi anni il verde urbano ha subito una profonda trasformazione, da semplice strumento di abbellimento di quartieri e strade, dal cosiddetto verde ornamentale, si sta passando a considerarlo elemento strutturale della transizione ecologica a cui siamo chiamati continuamente e con sempre più urgenza. Sono così diventati di assoluta importanza gli alberi, le piante, ma più in generale ogni processo naturale che contribuisca ad alleggerire il peso delle attività umane sul mondo che ci circonda.

Oggi è così di moda che corriamo forse il rischio opposto, rispetto alla sua marginalità precedente, cioè che il verde diventi un totem semplicemente da adorare a prescindere, mentre invece occorre adottare sempre un sano criterio critico, basato su fatti ed esperienze, meno su sentimentalismi e umori.

L’Europa in questa transizione che è prima di tutto culturale ci può aiutare molto, alcuni paesi sono infatti molto avanti nella applicazione di soluzioni e ricette ambientalmente sostenibili, come dimostrano anche le modalità di funzionamento del New Generation EU, la maggiore scelta economica e politica europea per i prossimi anni (perlomeno fino al 2027), legata come è alla osservanza di criteri e modalità “green”.

Fra gli altri documenti, ce n’è uno di particolare interesse per il verde urbano, un report del 2021 della Agenzia Europea dell’Ambiente EEA (European Envinronmental Agency). Il documento è molto chiaro nello spiegare quali sono queste NBS Nature-Based Solutions, soluzioni tecniche mutuate dal mondo naturale, e quale efficacia possono avere nel contrasto al cambiamento climatico e ai suoi rischi ambientali.

Paesaggio della Valle dell’Arno di Leonardo da Vinci

Il cambio di passo nella impostazione e gestione di insediamenti e attività umane è sicuramente una rivoluzione “copernicana” rispetto al passato recente, ma siamo sicuri che costituisca in assoluto una novità?

Certamente no, in quanto moltissime soluzioni tecniche, invenzioni, tecnologie varie, prendono spunto e funzionano ispirandosi a quanto succede in natura. Per esempio, molte sistemazioni e proposte idrauliche di Leonardo da Vinci sono scaturite dalle sue osservazioni delle dinamiche naturali, come anche altre invenzioni dai suoi studi sul volo e sull’aria.

L’intelligenza vegetale che porta una radice a prendere delle direzioni invece di altre, che fa scegliere ad alcuni semi da chi essere mangiato per assicurarsi la migliore diffusione, i toni di colore che assumono le foglie in base alle loro posizioni per massimizzare la fotosintesi, sono solo alcune delle infinite soluzioni che l’uomo può osservare e sfruttare per i suoi scopi. Pensare e valutare insieme alla natura ci fa scoprire che alla fine gli obiettivi di uomo e natura davvero importanti possono anche coincidere, oltre ad essere molto convenienti.

Il suddetto report dell’Agenzia europea dell’ambiente individua questi focus su cui concentrarsi, temi sensibili da tutelare e valorizzare, fornendo alcune definizioni condivise di NBS: soluzioni alle principali sfide della società ispirate e supportate dalla natura; soluzioni convenienti, che forniscono benefici ambientali, sociali ed economici e aiutano a costruire la resilienza complessiva; soluzioni che apportano caratteristiche naturali e processi naturali diversificati in città e paesaggi, attraverso adattamenti, interventi sistemici efficienti sotto il profilo delle risorse; soluzioni basate sulla natura, devono favorire la biodiversità e supportare la fornitura di una gamma di servizi ecosistemici.

Ma in pratica, quali sono o possono essere queste soluzioni? E in quali campi possono apportare dei benefici significativi?

Mitigazione del microclima

Il verde urbano è un importante fattore per ridurre l’impatto delle isole di calore nelle nostre città: la creazione di zone d’ombra attraverso alberature e vegetazione influenza in modo diretto la vivibilità degli spazi urbani, soprattutto nella stagione estiva. Gli studi dimostrano che anche tetti e pareti verdi migliorano il comfort climatico degli spazi urbani. In particolare, queste coperture verdi  riducono la temperatura estiva della copertura (fino a 50° in meno per un tetto, fino a 15° per una parete) e quindi degli spazi sottostanti; contribuiscono inoltre a mitigare i picchi di calore anche nel suo intorno (fino a 2-5° in meno) e nell’intera città. La sostituzione a verde del 20% delle coperture orizzontali di Milano porterebbe a una riduzione delle temperature stimate in 2° circa.

Bosco ricreato all’interno della nuova biblioteca Nazionale di Parigi

Riduzione inquinamento atmosferico

È provata la capacità di molti alberi e arbusti di assorbire alcuni inquinanti tipicamente presenti nell’aria delle nostre città, al di là della classica CO2. Ad esempio, attraverso la superficie delle foglie diversi alberi assorbono il PM10 e gli ossidi di azoto, sostanze altamente nocive per la salute umana. Intervenendo con le giuste alberature fasce arbustive è quindi possibile sfruttare questa capacità della vegetazione in aree della città particolarmente esposte all’inquinamento, ad esempio quello derivante dal traffico urbano.

Natura e biodiversità

E’ sempre più evidente come le nostre città possano diventare luoghi ricchi di natura e biodiversità,  perché anche gli ambienti urbani sono in grado di contribuire al mantenimento della qualità ecologica del territorio. Per garantire la presenza di specie animali e vegetali che possono vivere nelle nostre città  è necessario però che gli spazi verdi siano progettati in modo da costituire habitat idonei alla presenza delle varie specie. Per questo motivo è importante che le piante utilizzate siano piante autoctone o naturalizzate, tipiche del territorio, e che soprattutto gli spazi verdi siano in continuità tra loro. 

Riduzione deflusso acque (run-off)

Il verde urbano può contribuire in modo importante a ridurre i fenomeni di allagamento delle città e di esondazione dei canali di prima raccolta, ripristinando la permeabilità del suolo e sfruttando l’assorbimento idrico da parte delle piante stesse. I problemi sorgono infatti dalla fortissima diminuzione dei “tempi di corrivazione”, cioè dell’intervallo temporale fra evento meteorico e arrivo delle acque nei corpi idrici superficiali. Anche i tetti verdi possono avere una funzione importante per ridurre i surplus di acqua piovana, trattenendo le acque di pioggia e rilasciandole più lentamente nel sistema fognario: è stato dimostrato che, in presenza di una copertura verde, nel caso di piogge intense, i picchi di deflusso dell’acqua siano ridotti del 60 – 80% circa. Possono inoltre essere creati dei giardini particolari (“rain garden” o “swales”) dove far confluire e smaltire i surplus idrici prodotti negli eventi piovosi estremi.

Soluzioni tecniche di deflusso e assorbimento idrico in un parcheggio dell’Università dell’Arkansas (Usa)

Riduzione inquinamento acustico 

Siepi e fasce arbustive possono fungere da vere e proprie barriere antirumore, seppure parziali, riducendo l’impatto acustico di infrastrutture e attività produttive presenti in città. La vegetazione infatti può assorbire una parte delle onde sonore e ridurne la propagazione. Questo vale anche sui tetti verdi, dove i sistemi vegetati possono determinare una riduzione fino a circa 3 dB sulle coperture e fino a 8-10 dB negli spazi interni sottostanti.

Risparmio energetico

Una copertura verde degli edifici garantisce consistenti risparmi nei consumi e nei costi di riscaldamento e di condizionamento estivo, in confronto ad una copertura tradizionale non inverdita. I risparmi variano a seconda della tipologia di edificio, del clima e della dimensione e tipologia della copertura, ma, soprattutto se sul tetto, si aggirano almeno sul 10%.

Pareti verdi su una fabbrica a Sant’Agostino a basso input energetico

Qualità della vita 

Diversi studi dimostrano che stare a contatto con il verde soprattutto in città costituisca un bisogno primario per il benessere delle persone. Con l’emergenza sanitaria Covid 19, tale necessità si è rilevata ancora più urgente. D’altra parte la qualità degli spazi verdi influenza direttamente i benefici che essi possono avere sul benessere delle persone, non solo come luogo dove svolgere attività di svago e socialità, ma anche come luogo dove potersi sentire vicini alla natura.  Rafforzare e far crescere la qualità della relazione che le persone riescono ad avere con il verde e la natura, anche in ambito urbano, è quindi una sfida chiave per migliorare la qualità della vita nelle nostre città.

Senso di appartenenza e coesione sociale 

Diverse nostre città sono ormai ricche di esempi sulle iniziative di piccoli gruppi di cittadini che hanno deciso di prendersi cura di spazi verdi, siano questi già gestiti o al contrario totalmente abbandonati, e come possano nascere esperienze di grande valore sociale. Intorno ai giardini cosiddetti condivisi – cioè gestiti insieme da più persone o associazioni –si creano innanzitutto relazioni inter-personali e senso di comunità. Ecco perché associamo alla co-gestione del verde benefici che vanno ben oltre la cura del verde pubblico: perché la co-gestione di un orto, di un giardino e di uno spazio pubblico diventa occasione per incontrarsi, stare insieme e far crescere senso di appartenenza, il vero senso dell’abitare.

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