PISTOIA – Siamo contenti che la maggioranza si sia accorta soltanto dopo 6 anni che il turismo sia un vettore economico fondamentale per la nostra città. È infatti sotto gli occhi di tutti che il nostro patrimonio culturale, assolutamente ricco di potenziale, non sia sfruttato come dovrebbe e che di conseguenza ne risenta anche il settore turistico, nonostante l’impegno di tante realtà del territorio.
Dal 2015 la gestione delle competenze nel turismo è cambiata, passando dalla Provincia al Comune capoluogo, ed è vero che la Regione dal 1 gennaio 2016 ha stanziato 427mila euro ogni anno; tuttavia si trattava di fondi destinati a stipendiare quei dipendenti che sono stati trasferiti da un ente all’altro. Dopo 7 anni è probabile che ci siano stati variazioni nei numeri del personale (basti pensare ai pensionamenti), che hanno portato inevitabilmente ad una riduzione dei fondi per tutti i Comuni capoluogo.
Visto il tempo trascorso, l’Amministrazione comunale non avrebbe potuto pensare ad una strategia per ammortizzare i costi di eventuali nuove assunzioni o di un riassetto dell’organico?
Riprendendo poi alcune osservazioni dei colleghi consiglieri sul bilancio regionale del 2022, rispetto a quello del 2021, la missione “Turismo” risulta effettivamente tra le ultime. Approfondendo il documento ufficiale si scopre tuttavia come questa diminuzione di risorse (di circa 20 milioni) sia riconducibile alla riduzione delle quote vincolate tra lo Stato e l’Unione Europea per il POR-Frse (Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale). È pur vero però che la missione “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, strettamente legata alla precedente, rileva invece un incremento proprio di 20 milioni di euro. L’Amministrazione ha la possibilità, con la dovuta pianificazione, di attingere anche a questo secondo canale di finanziamento? Stanti le recenti dichiarazioni, non sembra questa la sua priorità. Sempre dati alla mano, prendendo come riferimento la delibera regionale del 7 novembre 2022, non si può non notare come Pistoia sia il terzo Comune capoluogo (dietro soltanto a Lucca e Siena) per quantità di risorse stanziate fino ad oggi dalla Regione Toscana. Tutto meno che la penalizzazione paventata dai colleghi.
Andando poi ad analizzare i nostri flussi turistici le cifre sono scoraggianti da tempo; la pandemia ha causato forti ripercussioni anche su questo settore, ma sul tutto il territorio nazionale e non solo su Pistoia. I dati del 2019 sono infatti altrettanto impietosi per la nostra città. L’Amministrazione comunale, da quando è in carica, non ha dato un indirizzo politico che possa apportare un incremento significativo dei flussi: lo dimostra la lentezza della ripresa del turismo a Pistoia, rispetto alle realtà vicine a noi. Lucca è riuscita a registrare 687mila presenze in un anno, Arezzo addirittura 1.3 milioni di presenze soltanto sotto Natale: due esempi di capoluoghi toscani che fanno delle attrazioni turistiche un fulcro fondamentale della vita economica della città. Se vogliamo restare nel nostro ambito provinciale, vale la pena comparare i dati delle presenze di Pistoia con quelli di Montecatini Terme e l’esito è sconfortante: solo nello scorso novembre, Montecatini registra 59mila presenze contro le poco più di 5mila di Pistoia. Perché chi visita il capoluogo di Regione e non solo viene assorbito dalla città termale e non da Pistoia? Quali sono le azioni messe in campo per trattenere qua i turisti vista la posizione centrale della nostra città? Quali sono le politiche di sviluppo del settore ricettivo che sono stati improntate in questi sei anni?
Non si può pretendere che sia la Regione a risolvere tutti i problemi senza che il Comune capoluogo si occupi di una progettazione che gli compete in toto e che vada oltre l’immediato presente. L’Amministrazione, anziché sviluppare una strategia per il turismo e il territorio, preferisce evidentemente nascondersi dietro dati inesatti o incompleti. Ad esempio, nell’avviso finanziato agli Ambiti turistici per 5 milioni scaduto lo scorso ottobre, si legge che vengono attribuite risorse più cospicue a quei progetti dei comuni capoluogo che avrebbero rispettato certe caratteristiche e garantito un cofinanziamento alle politiche turistiche. L’Amministrazione è riuscita ad ottenere le agevolazioni previste che avrebbero apportato più risorse? O si è limitata a presentare il progetto per ricevere le risorse regionali senza un impegno proprio?
Abbiamo visto come la spesa per il turismo nel bilancio regionale si sia ridotta e quali siano le motivazioni, ma invece quella del bilancio comunale? Siamo nella fase di approvazione del bilancio 2023-2025 e sarà interessante scoprire le ragioni dietro a determinate scelte. Pistoia si trova all’interno di un epicentro turistico di rilevanza mondiale, quello della Toscana, ma l’Amministrazione sembra incapace di dare alla città quell’importanza che la sua collocazione geografica ed il suo inestimabile patrimonio artistico e culturale le dovrebbero garantire. Non si può continuare ad accusare terzi delle conseguenze delle proprie politiche di investimento; se la Regione deve cambiare rotta sul tema, sicuramente l’Amministrazione comunale deve almeno provare ad accendere i motori.
Gruppo Consiliare Partito Democratico









