MASSA (Ansa) – Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver sfiorato” Giacomo Bongiorni: “ovviamente è dispiaciutissimo per quanto accaduto”, ma “estraneo alla parte dei fatti che vedono l’esito finale”, la morte del padre 47enne.

Lo ha detto l’avvocato Giorgio Furlan, difensore di Alexandru Miron, uno dei due maggiorenni fermati con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni, ucciso davanti al figlio di 11 anni sabato scorso in una piazza di Massa, al termine dell’interrogatorio di garanzia in carcere.
L’altro maggiorenne fermato, Eduard Carutasu, al gip, come ha riferito il suo difensore Enzo Frediani, ha detto che ci sarebbe stata una discussione tra i due gruppi, ma “la cosa sembrava finita là. Poi “Bongiorni” e tornato verso di loro “e ha assestato una testata a uno” mentre il cognato “si è fatto sotto”.
Come ancora riferito dall’avvocato Frediani, Eduard Alin Carutasu ha tirato un calcio “alla testa” di Bongiorni “mentre era già a terra ma per rabbia”, “non con effetto mortale”, “non è un calcio dato per far male, né per uccidere, né per ferire”, è un calcio “modesto, dato mentre Caratasu si allontana con gli altri”.
Piantedosi, la vicenda Massa impone seria riflessione su violenza giovani

ROMA (Ansa) – “Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi”.
Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel question time alla Camera.
“Il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi”, sottolinea Piantedosi.









