PISTOIA – E’ passato un anno dalla morte di Luana D’Orazio, la giovane operaia di un’azienda tessile di Montemurlo, stritolata dall’orditoio a cui stava lavorando. In sua memoria oggi alle 18 sarà celebrata una messa nella chiesa di Santa Maria Assunta a Spedalino (Agliana).
Lo scorso 6 aprile si è aperta l’udienza preliminare per accertare le responsabilità dell’accaduto. A risponderne, per omicidio colposo e rimozione delle misure antiinfortunistiche sono la titolare dell’azienda Luana Coppini, il marito Daniele Faggi e il tecnico addetto alla manutenzione. A quanto accertato dalle indagini, infatti, il macchinario era stato manomesso da qualcuno, eliminandone le protezioni per velocizzare il lavoro. Così la giovane, in pochi secondi si è trovata risucchiata negli ingranaggi e schiacciata al suo interno.
Due giorni fa, in occasione della festa del primo maggio, come riporta il Tirreno, la madre Emma Marrazzo aveva parlato, a proposito di lavoro, di ”una vera e propria guerra. ”Lo dicono chiaro anche i dati – aveva detto – tre morti al giorno, hanno fatto una media, quindi i lavoratori cosa devono festeggiare?”. E se lo fanno spero “facciano festa diversamente”, “scendano in piazza anche loro” per avere in primo luogo “la sicurezza, un posto sicuro”. (r.b.)







