PISTOIA – Un ricco volume sulla storia delle mura di Pistoia, per secoli confine fisico a scopo difensivo, ma anche limite simbolico tra un “dentro” e un “fuori”.
È stato presentato al pubblico questo pomeriggio nella saletta incontri di Palazzo de’ Rossi il libro in grande formato “Le mura di Pistoia: la lunga storia di un confine difensivo e simbolico”, a cura di Giampaolo Francesconi, edito dalla Società Pistoiese di Storia Patria con il contributo determinante della Fondazione Caript.
Il volume si configura come l’esito conclusivo di un lungo lavoro di ricerca compiuto all’interno del sodalizio pistoiese che ripercorre la storia millenaria del confine urbano della città, dalle prime tracce rinvenute fino agli ultimi anni, costellati di riusi e demolizioni, attraverso secoli di evoluzioni e modifiche che hanno mutato non soltanto il loro aspetto urbanistico, ma anche la percezione simbolica delle stesse presso i pistoiesi della città e del contado.
Grazie a un approccio interdisciplinare che investe numerosi settori, dalla storia alla letteratura, dall’architettura all’archeologia, è stato possibile scrivere una storia di Pistoia dall’età romana al secondo Novecento a partire proprio dalle sue mura, “filo rosso” che segue tutta l’opera e le conferisce una spiccata unità, aprendo in conclusione anche interessanti spunti di riflessione sul presente e sul futuro delle mura urbane.

“È stato un percorso lungo e laborioso – hanno ricordato il presidente Luca Mannori e il curatore Giampaolo Francesconi – l’interesse della Società di Storia Patria verso una storia di Pistoia attraverso le sue mura prende le mosse una decina di anni fa, e il progetto ha visto il primo passo concreto nel 2015 con la pubblicazione di un numero monografico del Bullettino dedicato alle mura di Pistoia. Poi ci sono stati dei rallentamenti, c’è stato il periodo della pandemia che ha ostacolato le attività di ricerca sul campo, c’è stata l’assenza di una sede per la nostra Società: le difficoltà non sono mancate, ma grazie all’aiuto di tutti siamo riusciti a portare in fondo la pubblicazione di questo volume, avvenuta lo scorso mese di maggio.
È un libro impegnativo come gestazione ma che possiamo considerare come un contributo civico, perché restituisce all’attenzione della comunità pistoiese e della coscienza collettiva un monumento che per troppo tempo è stato quasi ignorato e messo in disparte nel dibattito cittadino.
Questo sentimento di indifferenza dei pistoiesi verso la cinta muraria è stato avallato e incentivato anche a seguito di demolizioni e rimozioni delle mura avvenute nel corso del Novecento, e ancora più con i recenti crolli di porzioni di mura rimaste in piedi: sembra che le mura costituiscano un impiccio o un fastidio, in realtà esse sono un manufatto dotato di una propria dignità architettonica e un simbolo vivente di un’identità che per secoli ha segnato il confine tra città e campagna, tra mondo urbano e mondo rurale.
Il volume affronta il problema della percezione delle mura nella città contemporanea e costituisce uno strumento di riflessione sul presente di Pistoia e sulla sua evoluzione urbana, che nella seconda metà del secolo scorso è proceduta in maniera del tutto casuale e caotica, attraverso un processo di riempimento degli spazi lasciati vuoti, come aveva già affermato Natale Rauty.
Si avverte quindi il bisogno di comprendere la storia delle mura di Pistoia e il loro valore simbolico e identitario per progettare il futuro della città e ripensare insieme la destinazione degli spazi urbani, in un’epoca che sta vedendo una radicale trasformazione delle città con una pericolosa crisi dei centri storici. Con una domanda implicita ma ricorrente: qual è l’eredità culturale che oggi le mura ci consegnano?”.

Il volume si compone di quindici saggi di specialisti nella varie discipline interessate, che attraverso un percorso diacronico affrontano e analizzano il tema delle mura urbane di Pistoia sotto molteplici punti di vista.
Il saggio introduttivo di Giampaolo Francesconi sottolinea lo stretto rapporto tra la presenza fisica delle mura, la percezione dello spazio urbano e il sentimento stesso della città: un confine identitario già avvertito come tale dagli autori antichi ma che diventa centrale nell’età medievale, quando se ne disvela tutta la propria complessità.
Gaddo Mannori e Alessandra Mucci in “Prima di Pistoia” compiono una breve ricognizione sul paesaggio e il territorio dell’area pistoiese in epoca pre-storica prima della formazione dell’insediamento urbano. Giovanni Millemaci in “Pistoia in epoca romana: una città murata?” affronta dal punto di vista storico e archeologico il problema della Pistoia di età romana e della sua conformazione urbana, dalle prime testimonianze nell’età tardo repubblicana fino al periodo ostrogoto.
Tommaso Braccini in “Pistoriae e le mura: voci dall’antichità” ricostruisce attraverso antiche iscrizioni e testi letterari le prime testimonianze relative alla città di Pistoia in epoca romana e altomedievale e alla possibile presenza di una cerchia muraria a protezione del centro urbano.
Ancora Giampaolo Francesconi in “La città altomedievale la prima cerchia muraria” ripercorre lo sviluppo urbano di Pistoia dall’età longobarda alle prime e significative trasformazioni urbanistiche avvenute in età carolingia e poi ottoniana a ridosso dell’anno Mille. Suo anche il saggio seguente, “Un nuovo spazio urbano e la seconda cerchia”, incentrato sulla città murata dell’età comunale e sul significato che le mura assumono in una città che sta affermando la propria identità e il proprio ruolo urbano.
Nicola Bottari Scarfantoni in “Le mura trecentesche” affronta la storia della costruzione della terza cerchia muraria e analizza i vari aspetti legati non soltanto all’architettura e alla edificazione delle mura, ma anche alla loro gestione, organizzazione e amministrazione. Lorenzo Fragai e Silvia Leporatti nel loro saggio “Archeologia e stratigrafia della terza cerchia muraria” si concentrano sull’indagine archeologica dei cantieri della terza cerchia muraria e sull’analisi dei materiali utilizzati.

Luca Mannori in “Le mura del principe” illustra l’evoluzione delle mura pistoiesi e il loro utilizzo durante il primo periodo della dominazione fiorentina, dagli inizi del Quattrocento fino all’epoca di Cosimo dei Medici. Costantino Ceccanti in “Il sistema difensivo Pistoiese nel Cinquecento” analizza con particolare attenzione il processo di progettazione di realizzazione della Fortezza Santa Barbara ad opera dell’architetto militare fiorentino Bernardo Buontalenti, come parte di un più ampio sistema difensivo voluto da Firenze per la protezione del proprio dominio.
Tommaso Braccini e Carlo Vivoli in “Dall’utilizzo militare allo sfruttamento economico nel Seicento” illustrano i mutamenti che nel corso di questo secolo coinvolgono la cerchia muraria pistoiese, dalla prova di fuoco dell’assedio Barberini all’inizio dell’uso civile delle mura e del loro sfruttamento economico con particolare attenzione agli spazi occupati da magazzini, manifatture e orti urbani.
Laura Dominici in “Le mura in età lorenese” evidenzia lo sviluppo costante di questa tendenza anche nel corso del Settecento, attraverso lo sfruttamento economico di mura e bastioni soprattutto nell’età di Francesco Stefano di Lorena. Ancora Dominici nel successivo saggio “Una fabbrica per un luogo di delizia” illustra le nuove strutture che vedono la luce nel corso dell’Ottocento a fianco delle mura e le modifiche che queste ultime subiscono in un’epoca dove hanno ormai perso ogni funzione militare e difensiva.
Olga Agostini in “Un confine difficile” affronta il complesso tema del rapporto tra la città di Pistoia e le sue mura nella prima metà del Novecento con la ridefinizione degli spazi urbani, lo sviluppo di una nuova viabilità e l’espansione della città oltre il suo secolare confine, con la conseguenza di apertura di varchi nelle mura e demolizioni di tratti della cinta muraria.
Il saggio conclusivo di Claudio Rosati, “Le mura cittadine: il cammino di un patrimonio culturale” affronta l’evoluzione delle mura urbane nel secolo scorso e punta l’attenzione sulla loro rivalutazione da “ingombro” a patrimonio culturale e architettonico cittadino, con uno sguardo finale a un futuro in cui si auspica che le mura possano andare incontro a un processo di tutela e valorizzazione in quanto elemento ancora ben presente e integrante della storia e dell’identità di Pistoia.
È possibile richiedere il volume, al costo di 35 euro, contattando direttamente la Società Pistoiese di Storia Patria.










