mercoledì, Settembre 9, 2026

Un medico testimone dell’alluvione a Vaiano

di Andrea Mori

VAIANO (Prato) – Anche a Vaiano l’alluvione ha colpito duro. Abitazioni, fabbriche, studi medici e professionali danneggiati. In via Fratelli Rosselli, l’acqua ha causato un vero e proprio disastro. Al civico 19 della strada si trovano gli studi medici della Misericordia che già da lunedì, fortunatamente, sono tornati pienamente operativi. Uno dei medici che lavora nello studio, Luigi Matrone, ha raccontato a Report la notte terribile dell’alluvione  

Da destra, dott. Luigi Matrone, dott. Monica Biz, dott. Carmelinda Rosa, le segretarie Silvia Bellocci e Elisa Vannozzi Mariottini

“Ho chiuso – ricorda – l’ambulatorio alle 20 e la strada già era diventata un fiume, quindi sono corso verso la macchina e ho imboccato la statale dove però l’acqua continuava a salire. Si erano infatti venuti a creare tanti rivoli che rapidamente diventavano vere e proprie cascate che dal pendio cadevano sulla strada. Il mio viaggio verso il centro di Prato si è fermato quando ad un certo punto, alla Briglia, c’è mancato poco che restassi impantanato con la mia Jeep, un intoppo che fortunatamente mi ha impedito di proseguire. Dico fortunatamente perché ho poi saputo che a La Foresta si era verificata una frana. Alla fine quindi, circondato dall’acqua, ho fatto marcia indietro e sono salito in collina dove c’era un deflusso migliore”. 

Gli studi medici alla Misericordia

La mattina presto del giorno dopo è tornato agli studi. Che situazione ha trovato?

Già alle Fornaci c’erano tanti detriti e muretti mezzi caduti. In via Fratelli Rosselli lo scenario era tristissimo: distruzione e fango ovunque.  Munito di materiale per le pulizie mi sono avviato verso lo studio sapendo che ci sarebbe stato un bel da fare. Non appena sono entrato sono riuscito a mettere in salvo vaccini dal valore di circa 3000 euro. Per quanto riguarda i computer è andata bene, l’acqua per pochi centimetri non li ha raggiunti. 

Con gli altri dottori e il personale siete riusciti a pulire gli studi e a renderli pienamente operativi già per lunedì mattina.  

Sì, anche perché sono molte le visite d’urgenza legate all’alluvione, in più stiamo facendo molti vaccini antitetanica.  

La voragine nel marciapiedi

Lei ha circa 1500 pazienti, in pochi giorni avrà già quindi avuto modo di parlare con molti vaianesi. Come li ha trovati? 

I vaianesi sono abituati a rimboccarsi le maniche, lo si vede dall’impegno che ci stanno mettendo per tornare alla normalità quanto prima aiutandosi l’un con l’altro. Alcuni mi hanno raccontato i propri momenti di paura vissuti durante l’alluvione, e un’immagine che mi ha colpito è quella dell’acqua arrivata a coprire interamente le finestre che, da un momento all’altro, si sarebbero potute rompere provocando una vera e propria bomba d’acqua. Un mio paziente, proprietario di una fabbrica, mi ha raccontato invece degli strumenti che ha voluto salvare che si trovavano al piano terra: c’è riuscito, ma ha rischiato molto visto che la parte bassa dell’edificio si stava rapidamente riempiendo d’acqua. Fortunatamente è riuscito a raggiungere il piano superiore dove poi ha passato la notte. 

Il lanificio sventrato dall’alluvione

Lei segue persone con disturbi di natura psicologica e psichiatrica? Se sì, ha avuto modo di parlarci dopo il disastro?  

Ne ho molti e sì, ci ho parlato; quello che ho potuto verificare è una riacutizzazione dei sintomi ansiosi. A questo proposito va detto che è stato attivato un servizio per le emergenze psicologiche predisposto dall’Asl che ho subito provveduto a diffondere ai miei assistiti. 

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