di Nicola Cariglia*

Rendiamo un doveroso tributo al Natale e alla galassia di buoni propositi che lo accompagna per formulare uno scenario politico tanto intriso di buonismo quanto, paradossalmente di realismo, se riteniamo utile che l’Italia non venga risucchiata dalla palude da cui Draghi sta tentando di portarci fuori.
Lo scenario è il più semplice tra quelli immaginabili. Addirittura il più facile da trasformare in realtà. Perché richiede semplicemente di non toccare per niente la situazione politica che stiamo vivendo. Non in vista o in conseguenza del nuovo Presidente della Repubblica, e nemmeno in vista o in conseguenza delle prossime elezioni.
Perché al di là e al di sopra delle beghe tra i partiti, mai cosa chiede l’interesse della Nazione è stato così nitido e distinguibile. La via è segnata per almeno i prossimi cinque anni. Gli anni da impegnare per la realizzazione del PNRR (opere e riforme) in concerto armonico tra governo, parlamento, articolazioni del potere locale e della rappresentanza funzionale. E sono anche gli anni da impegnare nelle riforme, anche costituzionali, finalizzate a dotarci di stabilità dei governi nazionali, snellezza e non ridondanza dell’azione parlamentare, chiarezza nei rapporti tra stato e regioni, trasparenza e democrazia all’interno dei partiti. Si tratta di ripensare e aggiornare alcuni strumenti attraverso i quali con metodo democratico si adottano le decisioni e si esercita la sovranità popolare. Dunque, pur partendo da posizioni diverse, non dovrebbe essere difficile per partiti che abbiano a cuore l’interesse generale trovare soluzioni condivise.
Sembra troppo chiedere una tale prova di senso di responsabilità ai nostri partiti, prolungando l’attuale stato di non belligeranza per qualche altro anno? Può darsi, ma altre volte è avvenuto. Accadde alla nascita della Repubblica con il varo di una Costituzione che ha retto per 75 anni ma ora richiede qualche ulteriore tagliando. Ed accadde negli anni ’70 di fronte alla tragedia del terrorismo provocato dagli opposti estremismi. Siamo certi che anche oggi sarebbe necessario. Abbiamo molti dubbi che avvenga. Ma talvolta la forza e l’evidenza delle cose possono prevalere ad onta dei limiti della classe politica del tempo.
* direttore www.pensalibero.it









