giovedì, Settembre 10, 2026

Un sound curato e dall’anima internazionale: intervista a Filo Vals

PISTOIA – Sabato 8 luglio la terza serata del Pistoia Blues Festival, con il main stage dei Baustelle, è stata aperta, tra gli altri artisti, dall’esibizione del cantautore Filo Vals.

Classe 1996, Filo Vals – nome d’arte di Filippo Valsecchi – è un giovane cantautore italiano dall’anima internazionale. Romano di nascita, si trasferisce nel Regno Unito dove si laurea in Economia con Filosofia e Politica. In Inghilterra coltiva la sua passione per la musica ed esordisce nel 2017 con “Mr. World”, che ottiene un ottimo riscontro sui social e sulle piattaforme digitali. Il brano viene trasmesso da diversi network radiofonici e la casa automobilistica Ford lo sceglie come jingle per lanciare la nuova Ford Fiesta. A “Mr. World” seguono altri quattro singoli, tutti scritti e composti da Vals: “Just Guessin”, “Dance”, “Prima del Caffè” e “Occasionale”, che ottengono risultati molto positivi su Spotify e su altre piattaforme digitali.

A dicembre 2019 il cantautore firma con Sony Music e pubblica una nuova versione di “Mr. World”, che entra nell’airplay dei network più importanti, mentre a gennaio 2021 esce il suo primo progetto discografico, intitolato “Filo Vals”. La sua attività live si è fino ad ora svolta nei più importanti e iconici club italiani ed esteri, dai londinesi Troubadour e 93 Feet East, allo storico Music Inn e all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Il cantautore Filo Vals

Il suo singolo più recente è “Ballerina” (Papaya Records), uscito lo scorso mese di maggio: un brano fresco e dai ritmi ballabili, metafora sulla possibilità di realizzazione di se stessi.

A seguito della sua esibizione live al Pistoia Blues, abbiamo avuto modo di intervistare Filo Vals con domande sul suo percorso artistico e sulle emozioni nell’essere salito sul palco di una manifestazione come il Blues.

Quali sono gli artisti dai quali hai tratto spunto o ispirazione all’inizio del tuo percorso musicale? C’è stato un preciso modello di riferimento?

All’inizio non c’è stato un preciso modello di riferimento se non forse quello del mondo folk americano: i vari Bob Dylan, Simon & Garfunkel per poi arrivare a fenomeni contemporanei più moderni come Paolo Nutini e Milky Chance.

I tuoi studi ti hanno portato in Inghilterra, a contatto con l’ambiente anglosassone: quanto ha influito questa esperienza all’estero sulla tua carriera artistica?

Personalmente attribuisco molta della ricchezza culturale del Regno Unito al loro straordinario patrimonio musicale. Lì ho cominciato a fare i primi Open Mic nei pub.

L’anima “internazionale” si rivela anche nella tua abilità di comporre e cantare testi in italiano e in inglese: pensi di continuare a portare avanti questa scelta “bilingue” anche in futuro?

Mi piacerebbe molto continuare a creare questo dialogo “europeo” attraverso la musica leggera. Mi sembra un’arma sottile e delicata per divulgare un senso di cultura che vada oltre il confine naturale delle Alpi. D’altronde viviamo in un mondo ormai globalizzato, è una scelta per certi aspetti “necessaria”.

Nel tuo ultimo singolo “Ballerina” parli della possibilità di superare le difficoltà per realizzare i propri sogni: nel brano c’è un richiamo autobiografico?

È una figura puramente simbolica, uno spunto tratto da una storia vera dalla quale ho preso ispirazione per la canzone.

Che cosa ha significato per te salire sul palco del Pistoia Blues Festival?

Sono sempre felice di salire sui palchi in mezzo ai “teatri architettonici” d’Italia, soprattuto se dietro c’è un organizzazione seria e rigorosa come quella del Pistoia Blues.

Il tuo “sogno nel cassetto” in ambito artistico e professionale?

Sarà forse banale, ma mi piacerebbe un giorno suonare ai grandi festival internazionali.

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