SERRAVALLE PISTOIESE – Un gruppo rock dal sound internazionale che nasce da groove carichi e ballabili e con melodie che vanno dritte al cuore.
In occasione della prima serata del Serravalle Rock, venerdì 26 luglio, la Rocca di Castruccio vedrà tra i protagonisti anche la band bolognese dei Vegas On Bass, nata nel capoluogo emiliano alla fine del 2021.

In quasi tre anni di attività i Vegas On Bass hanno già all’attivo numerosi concerti in varie località italiane e un’importante esperienza all’estero nei club di Londra; nel 2024 hanno pubblicato il loro EP di debutto, dal titolo “Circle”, composto dalle quattro tracce “Comeback”, “Out of Order”, “Fall for Nothing” e “This Time”.
Grazie alla loro disponibilità abbiamo avuto modo di intervistarli in anteprima per conoscere meglio la loro storia e la loro musica, in vista dell’esibizione sul palco del Serravalle Rock.
Da cosa deriva la scelta del nome “Vegas On Bass”? E come è nato il vostro incontro per dare vita a questo progetto musicale?
All’inizio il progetto non aveva un chitarrista e le sonorità basso e batteria ricordavano la colonna sonora di “Pulp Fiction”, il celebre film di Tarantino. Un nostro amico scherzando ci aveva chiamato i fratelli Vegas, dal nome del protagonista del film Vincent Vega, e da lì nome della band.
Quali sono i vostri artisti o gruppi di riferimento dai quali avete tratto ispirazione o che vi hanno influenzato nel vostro percorso musicale?
Veniamo tutti da percorsi musicali differenti, al momento i gruppi che ci influenzano maggiormente sono i Nothin But Thieves e i Cleopatrick.

A gennaio di quest’anno avete pubblicato “Circle”, il vostro primo EP composto da quattro tracce. Si tratta di un percorso musicale di tipo “circolare”, come suggerisce il titolo?
Abbiamo deciso di chiamare “Circle” il nostro primo EP perché per noi ha rappresentato una naturale chiusura di un cerchio iniziata un paio d’anni fa e chiusasi con il live a Londra del settembre scorso.
In base alla vostra esperienza, ritenete che la città di Bologna, dove la vostra band si è costituita, possa vantare ancora oggi un ambiente molto vivace e stimolante per giovani artisti che vogliono fare musica indipendente?
Bologna in questo momento sta vivendo un periodo eccezionale. C’è un’atmosfera molto stimolante e tantissima gente che suona e tanti locali dove poter ascoltare buona musica. Sicuramente questo ci ha aiutato perché ci ha permesso fin dall’inizio di poterci esibire in locali storici come il Covo e poter iniziare il nostro viaggio.

Oltre a concerti in varie località italiane avete suonato in un paio di date in due club di Londra, una scelta inconsueta per una band emergente. Che esperienza è stata e che cosa vi ha lasciato dal punto di vista artistico?
È stata un’idea nata quasi per scherzo. Eravamo molto contenti del lavoro che stavamo facendo e diverse persone ci dicevano che avevamo un sound internazionale: allora abbiamo provato a mandare delle mail per suonare a Londra e, contro ogni aspettativa, ci hanno chiamato. È stata un’esperienza bellissima. Il pubblico inglese è molto curioso e nonostante fossimo italiani il locale era pieno, ci siamo divertiti molto, penso che torneremo a breve.










