PRATO – Emozionante e poetico, colorato e danzante, risultato di un’attenta ricerca teatrale in cui musica e parole si fondono e si armonizzano.
Al Teatro Metastasio di Prato il regista e attore napoletano Arturo Cirillo propone una rilettura tra parole e canzoni di “Cyrano de Bergerac”, tratta dalla celeberrima commedia del drammaturgo francese Edmond Rostand, a sua volta ispirata a un personaggio storico, Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del Seicento francese e considerato un precursore della letteratura fantascientifica.

Un “grande classico” del teatro di fine Ottocento, riproposto in una nuova versione che rispetta la trama generale dell’opera, focalizzando però l’attenzione del pubblico sui personaggi e sulle loro parole, grazie all’adozione un linguaggio poetico e “in rima” ora dal tono comico e scherzoso, ora lirico e drammatico.
Una commedia dai molti volti, che pone però al centro il protagonista Cyrano, abile scrittore e poeta, maestro nell’arte della recitazione, spadaccino infallibile e “cadetto di Guascogna” dalla straordinaria vitalità: celebre, inoltre, per il suo particolarissimo naso, di inusitata grandezza e lunghezza, che è allo stesso tempo suo vanto e orgoglio e sua “dannazione”, in quanto causa della sua “bruttezza” e dell’essere quindi respinto dalle amanti.
Dietro le apparenze (e il suo prominente naso), infatti, anche Cyrano custodisce un segreto inconfessabile che lo turba di continuo: prova un fortissimo quanto purissimo amore per la cugina, la bella Rossana, la quale però, ignorando i suoi sentimenti, un giorno gli confessa di essersi innamorata del giovane cadetto Cristiano, posto sotto la tutela e la protezione dello stesso Cyrano.

Da questo equivoco di fondo si sviluppa il dramma, con Cyrano che darà prova di amicizia leale e disinteressata aiutando Cristiano a conquistare il cuore e a ottenere il bacio di Rossana, suggerendo al giovane amico le parole giuste e le frasi poetiche da pronunciare per “colpire” la donna.
Emblematica la scena del balcone, citazione dal “Romeo e Giulietta” di Shakespeare: di notte Rossana si affaccia sul balcone della propria dimora, richiamata dal nome dell’amante, e ascolta le parole di Cristiano nascosto tra le piante del giardino e protetto dall’oscurità. Non è da solo: insieme a lui c’è Cyrano che è lì per aiutarlo, prima con suggerimenti, poi in prima persona, falsificando la voce e “recitando” come un abile attore la parte del giovane innamorato. Ma Cyrano sta davvero recitando? Oppure è veramente il suo cuore pieno d’amore per Rossana che le sta parlando?
Solo anni dopo, in punto di morte, Cyrano svelerà l’inganno e confesserà il suo amore per la cugina: le parole nelle lettere di Cristiano suonavano così autentiche perchè era lui a scriverle, “liberando” i propri reali sentimenti sotto il nome dell’amico.

Ne emerge un Cyrano simbolo di un amore impossibile e fallimentare, che sarà per lui fonte di tormento e di rovina, anche se non cederà mai al rimorso o alla possibilità, più volte balenata, di approfittare di questa sua abilità poetica e retorica per beffare il giovane e inesperto Cristiano e rivelarsi in prima persona come amante di Rossana. Non tradirà l’amico cadetto, di cui è tutore, e darà prova di un’amicizia profonda e disinteressata, anche contro il proprio interesse: ma quello di Cyrano, se pure può sembrare un comportamento “puro” ed “eroico”, deriva dall’amara constatazione della propria bruttezza, del suo “maledetto naso” che lo rende inadeguato ed esposto alla derisione, rappresentando un ostacolo insormontabile per l’accesso al cuore di Rossana.
È un Cyrano poetico e visionario, a tratti sognatore fantastico (come quando immagina di essere caduto dalla Luna), quello interpretato in maniera impeccabile dallo stesso Cirillo: intorno a lui, una molteplicità di personaggi ora lirici e drammatici, ora comici e buffoneschi, con la rappresentazione di molti “tipi umani” prigionieri delle loro mediocrità, al di sopra delle quali si eleva l’indomabile Cyrano.
Fino alla grottesca considerazione finale, dal sapore pirandelliano: dopo una vita trascorsa come “suggeritore” per gli altri e dopo aver amato Rossana per tramite di Cristiano, ma restando per sè inappagato, Cyrano giunge alla presa di coscienza della propria perdita di identità. Sulla sua lapide il riconoscimento quale “amante molto eloquente” rimerà amaramente con “in vita sua fu tutto e non fu niente”.









