PISTOIA – Una selezione di ritratti eseguiti con varie tecniche pittoriche, esposti negli spazi interni della Taverna Gargantuà in piazzetta dell’Ortaggio.
È la nuova mostra personale di Laora Pomposi, in arte Kaori, da sempre appassionata di disegno e pittura, che torna a “invadere” con la propria arte le pareti delle salette interne del “Garga” in un’esposizione originale e insolita.

Dopo il Liceo Artistico e l’inizio di un percorso di studi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, Laora ha deciso di interrompere e di intraprendere altre strade dal punto di vista professionale, ma la passione per l’arte e la pittura in particolare le è sempre rimasta e ha continuato a disegnare e dipingere da autodidatta.
“Cerco sempre di sfruttare il tempo libero per dedicarmi all’arte – racconta – è un mio bisogno, mi serve per rilassarmi e per staccare la mentre. Come personalità sono molto istintiva, nella vita e nel lavoro faccio le cose molto di pancia, e questo si riflette anche nella mia pittura: alcune volte nelle mie opere c’è un filo logico, altre volte no, preferisco lasciarmi trasportare dall’istinto e dal sentimento o dall’emozione che provo in quel preciso momento.
In questa mostra ho raccolto lavori di diverso formato eseguiti nell’arco di quattro anni, sono tele di studio di varie tecniche pittoriche che ho voluto riunire insieme: ci sono alcuni miei autoritratti, ma soprattutto volti e visi di uomini e donne che ho realizzato a partire da fotografie. Mi piace molto sperimentare e variare le tecniche artistiche, nei lavori si alternano disegni a pennarello o penna stilografica, dipinti a tempera o in acrilico su tela, tutte modalità che mi consentono di concentrarmi sui dettagli e sui particolari dei volti che raffiguro, e sui quali dedico gran parte della mia attenzione.
Molte delle mie opere non hanno titolo, è una scelta voluta e consapevole per non mettermi ansia e pressione quando realizzo i miei lavori, la mia arte nasce dall’istinto e almeno all’inizio non voglio darmi vincoli”.

Le opere esposte al Gargantuà sono disponibili per la vendita; la stessa Laora esegue spesso ritratti su commissione e ricorda di alcuni volti realizzati in passato su richiesta per amici o conoscenti in occasione di compleanni o altre particolari ricorrenze.
“È la mia seconda personale al Garga – spiega – la prima fu subito dopo la fine della pandemia, fu una liberazione e un ritorno alla vita quotidiana ma per me rappresentò anche l’occasione per far vedere a tutti e per mostrare i lavori che avevo eseguito durante il periodo del confinamento domestico. Sono stati mesi molto difficili, però l’aspetto positivo è stato l’aver ritrovato una forte vena artistica, l’aver riacquistato fiducia e consapevolezza nei miei mezzi, e dovendo stare tanto tempo chiusa in casa ne ho approfittato per dedicarmi al disegno e alla pittura. E devo ringraziare Paolo Boccardi e Francesco Innocenti, titolari del Gargantuà, per essersi mostrati non solo disponibili, ma anche entusiasti di contaminare con i miei lavori gli spazi del locale, che anche in questi giorni si presentano agli avventori in una veste diversa dal solito”.

Laora ci racconta anche la curiosa origine di Kaori, non solo “nome d’arte” con cui firma le sue opere, ma vero e proprio soprannome con il quale in tanti la conoscono in città. “Mi è stato dato da Francesco Innocenti da quando, nell’ormai lontano 2016, iniziai a lavorare qui al Garga. Cecco ama dare un soprannome a tutti: io sono italo-filippina e gli ricordai Kaori, una ragazza giapponese protagonista di un famoso spot pubblicitario della Philadelphia che andava in onda nei primi anni Novanta. Mi disse: lo sai che assomigli a Kaori? E da lì tutti hanno iniziato a chiamarmi così, ormai è diventato il mio secondo nome”.
E Kaori è una ragazza istintiva, determinata, appassionata, che come spesso ripete ama stare “sulle nuvole”, inteso non nel senso di disattenzione e disinteresse, ma in quello positivo di slancio creativo e ricerca interiore. Tutti elementi che si rivedono nella sua arte, alla quale spera di potersi dedicare ancora a lungo.









