di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Cantautrice pistoiese, Vanessa Florenzi si sente legata da un filo rosso al mondo dei bambini. Lavora infatti come insegnante nella scuola primaria, mentre da oltre 20 anni, si esibisce cantando le sigle dei cartoni animati degli anni 70/80/90/2000, proprio quelle che hanno accompagnato anche la sua infanzia.

Da quanto tempo ti esibisci con la cover band dei cartoni animati?
Negli ultimi 10 anni sono una componente delle Alabarde Spaziali, conosciuta Cartoon-Band Toscana, ma avevo già avuto esperienza con un’altra Cartoon-Band locale, dalla quale è scaturita la passione per questo genere. Negli anni ho calcato palchi importanti come Lucca Comics, Festa dell’Unicorno a Vinci, Viper, Flog, Santomato, Siddharta Club, Cencio’s Club, H2No e molti altri locali e contesti Comics importanti, anche fuori dalla Toscana. Ho conosciuto e condiviso il palco anche con chi le sigle le ha cantate o scritte davvero come: I Cavalieri del Re, Douglas Meaking, Giorgio Vanni e la regina indiscussa Cristina D’Avena.
Cosa portate sul palco?
Il live proposto dalle Alabarde Spaziali non è un concerto per bambini, ma un vero e proprio spettacolo alternato da musica e Cosplayer, che integrano talvolta le sigle con i loro personaggi protagonisti, senza la mancanza di vari colpi di scena… ma questi sono dettagli che si scoprono solo venendoci a vedere dal vivo o sbirciando nelle nostre pagine Instagram e Facebook. La magia che si crea rievocando la nostra infanzia è un’energia che ti fa tornare veramente indietro nel tempo e diventa straordinario poter comunicare, attraverso queste sigle, questa vibrazione speciale. Dentro ai nostri cuori teniamo stretti quei ricordi e le sigle dei cartoni animati che ci hanno accompagnato in tutti quei giorni, diventano un eco di quei momenti bellissimi.

Poi è nata l’esigenza di scrivere tuoi brani, quando?
L’esplorazione nella scrittura di canzoni invece inizia a 5 anni, proprio guardando Kiss me Licia e trovando ispirazione da Mirko e i Beehive. Inizialmente venivano improvvisati testi su melodie inventate sul momento, senza nessun accompagnamento strumentale. Dagli 8 anni in poi, presa confidenza con una piccola tastierina di mia sorella, ho iniziato a dare alle canzoni anche una melodia suonata. Alle medie ci fu la svolta, poiché nell’ora di musica, imparai a suonare la chitarra, seppur con semplici accordi, così all’età di 13 anni avevo già composto una ventina di brani sia a chitarra sia a tastiera e che tutt’ora tengo incise in cassette registrate all’ora con il walkman. Dai 18 anni, da quando ho fatto la mia prima esibizione dei miei inediti, fino ad ora, ho sempre creato vari progetti musicali, finalizzati all’arrangiamento e all’esecuzione degli stessi. La composizione è quindi sempre esistita, all’inizio come gioco, poi come esigenza personale e successivamente si è trasformata in una vera e propria passione, che cerca sempre di manifestarsi ed essere condivisa. Le canzone attualmente prodotte dall’etichetta indipendente Sartoria musicale e ascoltabili in tutte le piattaforme musicali sono, in ordine di uscita: “Racconterò di te”, “Col silenzio dei suoni”,”Un giorno capirai”, “Nuovo giorno” e “Quella promessa”. Ci sono tuttavia molti altri brani scritti non ancora pubblicati e che piano, piano daranno vita ad altre canzoni che avranno modo di essere condivise. I testi sono maggiormente autobiografici e spaziano da esperienze personali a semplici pensieri, sensazioni o riflessioni che possono poi essere immedesimate da chiunque, dando al testo varie interpretazioni, quella che ognuno sente sua.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
I progetti futuri sono quelli di continuare la mia avventura “cartoonesca” con le Alabarde Spaziali, che mi rendono spensierata, gioiosa e giocosa proprio come una bambina. Per di più questo progetto musicale quest’anno compie ben 10 anni di attività live e sono in vista molti spettacoli già in programma, ancora più elaborati e ricercati anche nella cura degli arrangiamenti. In parallelo come ho sempre fatto, prosegue la stesura, pubblicazione ed esecuzione dei miei pezzi, che lasciano emergere invece il mio lato più introspettivo e fragile. I sogni nel mio cassetto si stanno piano piano avverando tutti…quindi spero di continuare ad avverare quelli che mancano e ad avere sempre abbastanza spazio nel mio cassetto, per nuovi sogni e nuovi progetti.










