sabato, Luglio 18, 2026

Vannucci Piante. Alla ricerca di una sostenibilità che genera valore

di Marcello Paris

PISTOIA – Un titolo e un percorso quello che la Vannucci Piante ha da tempo intrapreso per coltivare nel segno della sostenibilità ambientale coniugata con la sostenibilità economica.

Al tavolo di Vannucci Piante

Per valutare e discutere su quanto fatto fin’ora e decidere come continuare con la sperimentazione messa in atto nella produzione in vaso, Vannino Vannucci ha riunito intorno ad Pisa con i quali la Vannucci da qualche tempo ha stretto delle collaborazioni o convenzioni per sperimentare nuovi metodi di produzione, in particolare buone pratiche per constatare la quantità di CO2 che le piante riescono a catturare durante il loro accrescimento e sperimentare nuovi prodotti e sistemi per eliminare le malerbe senza l’uso, o molto limitato, di diserbanti.

Al tavolo di confronto, sotto la regia di Andrea Massaini, con alcuni agricoltori e responsabili di associazioni di categoria c’erano il professor Luca Incroci dell’università di Pisa, il professor Francesco Nicese, la ricercatrice dottoressa Camilla Pandolfi e per la politica o le istituzioni c’erano l’onorevole Irene Gori, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, la vicesindaca di Pistoia Stefania Nesi, il consigliere regionale e d ex sindaco Alessandro Tomasi e per un breve saluto si è presentato il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika.

Il clou dell’incontro sono state le relazioni dei docenti e della ricercatrice, che poi era la ragione principale dell’incontro, i quali hanno esposto i risultati delle loro sperimentazioni contenute nel progetto finanziato dalla Fondazione Caript.

In apertura dei lavori, Vannucci ha ricordato come da oltre dieci anni l’azienda ha smesso in atto pratiche per la riduzione, se non eliminazione, il glifosato, un diserbante dannoso per la salute mentre da molto più tempo è stato ridotto il consumo di acqua grazie al riciclo, dopo depurazione, delle stesse. Per la Vannucci Piante il percorso illustrato e discusso non è immagine ma sostanza che non è praticato solo dalla nostra azienda, ha detto, ma si sta estendendo anche dalle altre, comprese le minori.

Per i docenti la sperimentazione in atto sta dando buoni risultati nella vasetteria, la maggiore produzione di Pistoia e del Distretto, limitando molto l’accrescimento delle piante parassite e di conseguenza l’uso di fitofarmacie diserbanti inoltre verificare se il nuovo metodo di produrre, oltre alla cattura di CO2 consente di trattenere l’acqua in eccesso, come le bombe d’acqua, ed evitare le inondazioni.

Mentre la sperimentazione a cui lavora la dottoressa Pandolfi consiste nel monitoraggio in tempo reale dell’accrescimento delle piante e dei benefici che apportano all’ambiente stoccando l’anidride e quanti inquinanti riescono a rimuovere.

Durante l’incontro sono stati presentati i dati emersi fino qui della sperimentazione che va avanti a grandi passi anche per l’urgenza che i fenomeni atmosferici richiedono e rendere più “abitabile” l’ambiente che si circonda, perché è stato detto, ma è di tutta evidenza, che limitare i fenomeni avversi in luogo i benefici si sentono anche a distanza e Pistoia come polmone verde non fa bene solo alla città ma a tutto il distretto.

Quello che manca, hanno sostenuto anche i rappresentanti delle istituzioni, la comunicazione diffusa affinché i cittadini conoscano la realtà del vivaismo pistoiese, ed in particolare quanto stanno facendo le aziende, soprattutto le maggiori come la Vannucci Piante, e come si attrezzino e contribuire a rendere l’ambiente sostenibile e far capire che la coltivazione delle piante non sia un pericolo per la salute, come ancora alcuni pensano, ma viceversa un aiuto concreto per una migliore qualità della vita, almeno dal punto di vista ambientale.

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