PISTOIA – La storia infinita della ex Strada Statale Lucchese non finisce.
Alcuni proprietari dei terreni sui quali era stata costruita la variante della ex Statale Lucchese avevano agito nel 2018 davanti al TAR Toscana chiedendo la restituzione dei terreni oltre al risarcimento del danno da mancato godimento poiché era stata conclusa la procedura espropriativa nei tempi prescritti.
Il Tribunale accolse il ricorso. La Regione Toscana si era, così, vista costretta a procedere alla sanatoria espropriativa indennizzando gli espropriati, anche per somme di notevole consistenza; tutti tranne uno che non aveva accettato l’indennizzo perché la Regione non aveva voluto riconoscere il minor valore della proprietà residua non espropriata. La nuova viabilità aveva, infatti diviso in due il suo podere con gravi danni.
Nell’anno 2020 fu presentata davanti alla Corte di Appello, competente per materia, l’opposizione all’indennizzo come computato dalla Regione. La sentenza del 4 giugno 2024, sciogliendo un diverbio sulla computabilità della diminuzione di valore del fondo unitario non espropriato, ha accolto il ricorso riconoscendo all’opponente una indennità di poco superiore a 130 mila euro, a fronte degli importi computati dalla Regione di circa 42 mila euro.
Avvocato Fabio Cannizzaro










