mercoledì, Settembre 9, 2026

Vedere i “particolari” della musica nella fotografia di Simone Chelucci

PISTOIA – La capacità di scoprire e vedere i dettagli di un evento musicale, l’attenzione al “particolare” come elemento riconoscibile e caratterizzante di un artista durante il suo concerto.

È un affascinante viaggio tra le pieghe della musica e dei suoi protagonisti quello proposto nella mostra personale “Vedere…in musica” del fotografo pistoiese Simone Chelucci, inaugurata lo scorso 24 febbraio presso il caffè pasticceria Bohero (corso Silvano Fedi 5) nell’ambito della rassegna “In arte Bohero” curata da Giusy Cumbo.

Dopo le “fotografie di pezzetti” di Marco Saielli, questo secondo appuntamento dell’anno solare al Bohero mantiene come filo conduttore il tema della musica e delle fotografie di concerti dal vivo, presentati però da Chelucci in chiave molto originale e particolare.

Il fotografo pistoiese Simone Chelucci e alcune immagini della sua mostra fotografica “Vedere…in musica” negli spazi della Pasticceria Bohero (foto di Andrea Capecchi)

Le sue novanta foto esposte negli spazi interni e nella saletta della pasticceria presentano diversi formati, un’alternanza tra foto a colori e foto in bianco e nero, e sono disposte a piccoli gruppi, ciascuno dal carattere unitario: è infatti attraverso la “lettura d’insieme” di ciascun gruppo di quattro-cinque foto che l’osservatore ha modo di ricomporre, di ricostruire l’evento e di farsi un’idea sull’artista suo protagonista.

Un artista colto dalla fotografia di Chelucci non solo attraverso primi piani del volto, come avviene abbastanza comunemente, ma soprattutto attraverso vari dettagli e particolari dell’abbigliamento, degli strumenti musicali, delle luci, del modo di muoversi sul palco e della performance in generale: la sua fotografia ci presenta così elementi talvolta impossibili da notare a occhio nudo per gli spettatori del concerto, talvolta facilmente riconoscibili perchè diventati con il tempo i “segni distintivi” e caratterizzanti di un determinato artista.

L’idea di fondo della mostra “Vedere…in musica”, come spiega Chelucci, è quella di proporre un modo originale e diverso di osservare e “leggere” i concerti. “Il mio approccio alla fotografia è relativamente recente, ho iniziato nel 2016 quando ho acquistato la mia prima macchina fotografica – spiega l’autore – tuttavia fin da bambino ho sempre nutrito questa passione che mio padre mi ha trasmesso, e ho deciso così di entrare in questo “mondo” con grande curiosità e voglia di imparare.

Nel 2018 ho fotografato il mio primo concerto, per giunta come semplice spettatore in mezzo alla platea del pubblico e con un’attrezzatura neppure adeguata: ma quelle prime foto mi hanno spinto a voler “vedere di più”, a “scoprire” e “indagare” l’artista attraverso i dettagli della sua performance dal vivo. La collaborazione con la rivista di Officina Giovani di Prato mi ha permesso e dato l’opportunità di seguire e fotografare i concerti in zona, e da lì ho cominciato la mia attività di fotografo di musica, unendo insieme queste mie due grandi passioni”.

Le fotografie di Chelucci, tuttavia, non presentano mai una visione generale e d’insieme del concerto comprendente artista, band, pubblico e palco, ma si concentrano sui particolari. “L’interesse per il soggetto è un aspetto che ho ripreso dai reportage e ho cercato di tradurre nelle mie foto dei concerti: attraverso i dettagli, infatti, è possibile descrivere il tipo di artista, capire qualcosa della sua personalità e del suo modo di intendere la musica e il rapporto con il pubblico, notare i particolari che lo rendono riconoscibile e a suo modo unico.

Per esempio, le calze e la borsetta di Loredana Bertè o l’abito total white e i tatuaggi di Achille Lauro consentono all’osservatore di riconoscere l’artista in questione da tali particolari, ancora prima di vederlo in volto.

E ciò dà maggiore forza e valore ai dettagli, considerando che solo in alcuni scatti ho fotografato i volti, in primo piano, degli artisti in concerto; tante altre volte mi sono lasciato trasportare dalla voglia di scoprire particolari di personaggi che neppure io all’inizio conoscevo”.

Le foto di Chelucci ci invitano a “viaggiare” tra artisti diversissimi per genere musicale, età, notorietà, dai nomi piuttosto conosciuti della scena musicale italiana e internazionale ad artisti più “di nicchia”, meno noti al grande pubblico ma di indiscusso valore, che in questi ultimi cinque anni hanno tenuto concerti – in alcuni casi, uniche date italiane – in teatri, arene, locali e club delle zone comprese fra Prato, Firenze e Pistoia.

Che si tratti dei concerti in piazza dei festival estivi con migliaia di persone o di eventi “minimi” e intimi, talvolta con qualche decina di spettatori, le foto di Chelucci con i loro dettagli e i loro particolari hanno il potere e la capacità di incuriosire, di far scoprire e conoscere la storia artistica e personale di un artista. Perchè sono proprio i dettagli, molto spesso, il punto di partenza per “capire” un soggetto, nonchè gli elementi rivelatori di una personalità, uno stile, un comportamento, un modo di vivere.

“Ho organizzato la mostra per piccoli gruppi di foto in vario formato – conclude Chelucci – per dare l’idea di un’esposizione dinamica, che rispecchi visivamente il carattere della musica. Ciascun gruppo è costituito da una composizione di un numero variabile di foto, di solito quattro-cinque disposte in successione o intorno a un’immagine centrale: il confronto e il “dialogo” tra le foto della composizione restituisce una serie di dettagli che l’osservatore è chiamato a “ricomporre” per immaginare l’artista o la scena nella sua interezza. È una chiave di lettura diversa per vedere la musica”.

L’esposizione “Vedere…in musica” di Simone Chelucci resterà visibile al pubblico, nei consueti orari di apertura del caffè pasticceria Bohero, fino al prossimo 17 marzo. Tutte le foto in esposizione sono inoltre disponibili per la vendita.

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