di Fabrizio Geri
PISTOIA – Dopo trentacinque anni di militanza, lascio il partito dei Verdi.
Una scelta sofferta, maturata attraverso una lunga riflessione, resa inevitabile da dinamiche locali che non ritengo più condivisibili.
Nel corso di questi anni ho sempre creduto nei valori dell’ambientalismo politico, della partecipazione e della democrazia interna. Ho contribuito con impegno e senso di responsabilità alla crescita del partito, condividendo un percorso fatto di confronto, presenza sul territorio e attenzione alle comunità. Ho sempre servito il partito, senza mai servirmene per fare carriera e senza mai ricevere favori. Ho interpretato il mio ruolo come un servizio, nel rispetto dei principi in cui ho sempre creduto.
Alla luce di quanto accaduto recentemente a livello pistoiese, ritengo però che questi principi siano stati messi in discussione. La nomina imposta dal livello regionale di Beatrice Beneforti, appena iscritta, insieme a quella di Simona Laing, rappresenta un metodo che non rispecchia la tradizione partecipativa del partito. Si tratta di decisioni assunte senza un adeguato coinvolgimento della base e delle realtà locali. Non è una questione personale, ma una questione di metodo e di rispetto delle dinamiche democratiche. Quando viene meno il confronto, viene meno anche il senso dell’impegno politico condiviso.
Il partito che ho conosciuto era profondamente radicato nei territori e attento alla partecipazione. Oggi, purtroppo, non mi riconosco più in questo modello. Lascio con rispetto, ma anche con la consapevolezza di aver sempre agito con correttezza e spirito di servizio. I valori dell’ecologia, della giustizia sociale e della partecipazione continueranno a guidare il mio impegno civico.










