martedì, Settembre 22, 2026

Versilia. Lotta alla contraffazione: sequestrati 15mila capi di lusso, cinque denunce

LUCCA – Nel corso dei quotidiani controlli a tutela del tessuto economico del territorio, le Fiamme Gialle hanno intensificato l’impegno nel contrasto alla rivendita di prodotti di lusso contraffatti su tutta la costiera versiliese. Il costante pattugliamento delle zone più sensibili al fenomeno ha permesso, grazie a undici distinti interventi, di sottoporre a sequestro 15.032 capi di abbigliamento ed accessori riportanti marchi di note case di alta moda finemente contraffatti individuando improbabili magazzini e centri di smistamento.
Le operazioni delle fiamme gialle di Viareggio sono cominciate ad inizio stagione quando, grazie ad un’analisi integrata dei flussi di corrispondenza contraddistinti da particolari alert e riscontri sul territorio, è stato scoperto nel centro cittadino di Viareggio un punto di stoccaggio gestito da soggetto extracomunitario in cui sono stati rinvenuti migliaia di capi di abbigliamento di lusso contraffatti pronti per essere immessi in commercio.
Le attività, proseguite nel corso di tutta l’estate, hanno consentito di eseguire numerosi sequestri “costringendo” gli illegali commercianti a cercare fantasiosi punti di occultamento dei capi contraffatti. Diversi sono stati infatti i sequestri operati tra le cabine dei bagni versiliesi o negli anfratti a ridosso della pineta del parco. In una circostanza a far da magazzino era stata adibita un’autovettura in sosta fissa, parcheggiata per oltre un mese nel centro di Forte dei Marmi, mentre in un’altra occasione i prodotti contraffatti sono stati rinvenuti in un locale di servizio, presumibilmente, messo a disposizione da un gestore balneare all’interno del proprio stabilimento.
Per limitare i rischi di interventi e le possibili perdite causate dai sequestri i venditori abusivi si sono organizzati con tablet e smartphone, mostrando ai bagnanti vacanzieri i cataloghi di borse, camice, giubbotti, pantaloni e orologi direttamente sullo schermo degli apparati elettronici.
Una volta trovato l’accordo e controllata la disponibilità del prodotto si conclude l’affare movimentando la merce a fronte di un pagamento effettuato rigorosamente in contanti.
Il giro di affari rende il fenomeno di particolare interesse economico in considerazione del fatto che, per i prodotti di più alta “qualità”, i prezzi superano le diverse centinaia di euro.
Complessivamente le attività permettevano di deferire alla Procura della repubblica di Lucca cinque persone per i reati previsti e puniti dagli artt. 474 (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi) e 648 (ricettazione) del Codice penale e di sottrarre al mercato illecito prodotti per un valore stimato superiore a 200.000 euro.
L’azione si inserisce nei compiti istituzionali della Guardia di Finanza, polizia economico-finanziaria impegnata a reprimere gli illeciti in ogni forma, a presidiare il mercato legale e la libera concorrenza, tutelando al contempo le proprietà intellettuali e preservando il made in Italy che da sempre, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, si distingue quale sinonimo di qualità.

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