SERRAVALLE – E’ necessario ricordare — con chiarezza e senza sconti — che il fosso tombato di via San Biagio fu gravemente danneggiato dall’alluvione del dicembre 2019 e che, già nella primavera del 2020, la Regione Toscana aveva stanziato 1 milione e 400 mila euro per rifare l’opera. È un dato: le risorse c’erano, e da tempo.
Nonostante ciò, l’intervento venne appaltato solo due anni dopo, quando l’attuale consigliere Gorbi ricopriva il ruolo di vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, con l’incarico diretto di seguirne l’iter.
Sono passati altri due anni e mezzo: i lavori sono fermi, il cantiere è abbandonato e i cittadini continuano a pagare le conseguenze di scelte amministrative lente, inefficaci e prive di controllo politico.
Responsabilità che non si lavano cambiando casacca.
Oggi assistiamo allo spettacolo paradossale di chi, dopo aver guidato la fase chiave dell’intervento, tenta di presentarsi come osservatore neutrale, come se bastasse indossare una nuova maglia politica per cancellare anni di immobilismo.
Non è così.
Le responsabilità amministrative non svaniscono per magia: rimangono negli atti, nei ritardi, nei disagi e nella realtà quotidiana che i cittadini affrontano da anni.
È troppo facile alzare il dito oggi, dopo averlo tenuto abbassato quando serviva seguire, controllare e far procedere il cantiere. È troppo comodo rivendicare meriti inesistenti e fingere verginità politica dopo aver avuto ruoli che comportavano decisioni, vigilanza e risultati.
Basta recite: servono risposte vere
I cittadini non hanno bisogno di telecamere, passerelle o protagonismi improvvisati.
Hanno bisogno di sapere:
• chi ha permesso che un finanziamento del 2020 diventasse un cantiere fantasma nel 2024;
• perché l’appalto del 2022 non si è tradotto in un avanzamento reale;
• cosa è accaduto nella fase amministrativa che avrebbe dovuto garantire continuità e controllo;
• quando i lavori ripartiranno davvero.
Finché nessuno risponderà a queste domande, ogni tentativo di auto assoluzione apparirà solo per ciò che è: un tentativo tardivo di riscrivere la propria storia politica.
La verità è semplice: via San Biagio è ferma da anni. E le responsabilità hanno nome e tempi precisi.
La comunità ha il diritto di pretendere serietà, competenza e trasparenza.
Non slogan, non maquillage politico, non amnesie selettive.
Via San Biagio merita finalmente un’amministrazione che lavori, non che reciti.
E i cittadini meritano la verità, non l’ennesima sceneggiatura costruita per nascondere ciò che è sotto gli occhi di tutti: chi ha avuto un ruolo centrale in questa vicenda non può oggi far finta di non averlo avuto.
Unione comunale Pd Serravalle









