di Andrea Mori
PRATO – In via Strozzi, ormai, ogni residente ha una o più storie da raccontare. Nel caso di Fabrizio Papi, che abita all’angolo della strada, per la precisione in via Favini, ne ha una che lo riguarda in prima persona e che si è verificata circa 20 giorni fa, mentre come suo solito portava a spasso il cane.
“Mi trovavo all’angolo della strada quando ho visto ragazzi magrebini e pachistani che se le stavano dando da una parte all’altra della strada, nel senso che si stavano lanciando sedie e altri oggetti. Io ero lì vicino – prosegue Papi – cercando di chiamare il 112 sia perché c’era il rischio che colpissero qualche passante o qualche macchina, sia perché banalmente poteva finire peggio tra di loro”.
Il proseguo del racconto fa capire come chi si mette di mezzo, cercando di segnalare comportamenti criminali, finisce per rischiare lui stesso.
“Uno di questi magrebini si è avvicinato a me e mi ha preso il telefono dalla mano per vedere se io avessi fatto foto a lui e agli altri partecipanti alla rissa. Io gli ho detto di non averne scattata nessuna – ricorda – ma che il cellulare lo avevo in mano per chiamare la polizia”.
A quel punto la violenza si è spostata su Fabrizio perché lui, riappropriatosi del telefono, ha dovuto lottare per alcuni metri col giovane, tra spintoni e botte, mentre entrambi avanzavano sulla strada. Il ragazzo straniero non era infatti convinto della risposta di Papi: pensava che le foto le avesse fatte.
Fabrizio, come d’altronde molti altri residente e commercianti della zona, ripete che “ci vorrebbe un costante monitoraggio della situazione perché qui ogni pochi giorni succede qualche cosa: ieri l’altro sera, per esempio, ho visto due cinesi scendere da due grosse macchine e darsele di santa ragione per poi salire ognuno sul proprio veicolo ed andarsene come se niente fosse”.
Abbiamo infine volto chiedergli secondo lui quali sono quei punti che meriterebbero particolare attenzione da parte delle forze dell’ordine: “Ho notato come molti spacciatori e personaggi aggressivi, che spesso si trovano di fronte alla sala scommesse (quella si trova vicino alla farmacia BENU e al negozio di vestiti Logli ndr.), adesso vadano anche al Penny Market. Accanto al supermercato – precisa Fabrizio – c’è un piccolo vialetto in cui vanno a fare i propri scambi di droga e chissà cos’altro”.



