PISTOIA – Nuovo capitolo per il sistema di accoglienza a Vicofaro (Pistoia). Il prossimo 21 si svolgerà l’udienza, presso il tribunale di Pistoia, per l’adozione a carico di don Massimo Biancalani del giovane Lamin. La novità è stata presentata questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa alla presenza del parroco e degli avvocati Baldi e Malucchi
Lamin è stato rimpatriato nelle scorse settimane a Banjul (Gambia), paese da cui era scappato ancora minorenne. Dopo essere stato espulso dal sistema canonico di accoglienza a seguito di un episodio di spaccio, il giovane è approdato nella comunità di Vicofaro, dove, nel giro di poco tempo, è diventato un membro importante nelle attività del centro di don Binacalani. Fermato durante un controllo di routine a ottobre, a Lamin è stata contestata la posizione di soggetto irregolare sul territorio italiano e quindi inviato nel cpr di Potenza in attesa di essere rimandato al suo paese di origine.

Rimpatriato a Banjul (Gambia), dopo 5 mesi di detenzione nel centro di Potenza, ora la vicenda di Lamin potrebbe essere a un punto di svolta. “Potrebbe diventare figlio adottivo di don Biancalani” – spiega l’avvocatessa Elena Baldi. ” Al momento – aggiunge – dal punto di vista tecnico non ci sono ostacoli. Resta da capire se la legislazione del Gambia è favorevole. Lamin, comunque, rappresenta l’emblema dei ragazzi ospitati dal don Biancalani”.
La procedura di adozione, come riferisce il parroco, era già stata avviata nel giugno 2022, 4 mesi prima che Lamin fosse fermato. “Con questo atto – spiega – vogliamo mandare un messaggio di speranza e umanità: è ormai chiaro che si vuol fare terra bruciata attorno a Vicofaro”. Tanto che il parroco parla di un vero accanimento contro la comunità e si suoi ospiti. E punta il dito, per il caso di specie, anche contro una memoria spedita dalla Prefettura di Pistoia verso il Cpr di Potenza. “La memoria dice di trattenere il ragazzo nel cpr di Potenza perché – dice-, abitando a Vicofaro, non sarebbe possibile una prognosi positiva rispetto al percorso di integrazione. Ma tra le altre cose Lamin nel nostro centro si è preso cura per mesi dei bambini che ospitiamo e che la stessa Questura non poteva mettere altrove”.
Tra le altre cose il ragazzo, con l’autorizzazione del Vescovo, aveva preso la residenza a Vicofaro e aiutava don Massimo nelle attività parrocchiali.
“Con questo atto – chiosa l’avvocato Fausto Malucchi – portiamo avanti anche una specie di ribellione al barbaro sistema di accoglienza che c’è in Italia. Quando non ci sono gli estremi per poter essere ospitato – specifica – il migrante viene trattenuto in centri in condizioni disumane di detenzione e sottoposti di fatto a un pena che è peggiore di quella già disumana applicata ai detenuti. Non possiamo accettare questo”, conclude.
Se l’adozione – che non comporta ne un aggravio per la Diocesi pistoiese ne l’acquisizione diretta della cittadinanza italiana, come spiega l’avvocatessa Baldi – dovesse andare in porto Lamin diventerebbe quindi figlio adottivo di don Massimo Biancalani e potrebbe far ritorno in Italia, cadendo il divieto di ritorno che segue l’espatrio. Su quest’ultimo aspetto, comunque, si dovrà pronunciare anche il Ministero degli Interni. (r.b.)
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