martedì, Ottobre 6, 2026

Vivaismo pistoiese, i numeri

PISTOIA – Ecco alcuni dei principali dati del distretto vivaistico pistoiese, collocato nei cinque comuni della piana, cioè Pistoia, Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle pistoiese, così come emergono da uno studio condotto dalla Provincia di Pistoia.

I comuni

Quello più vivaistico è Pistoia, che ospita il 67% della superficie totale, seguito da Quarrata con l’11%, Serravalle con il 7%, Agliana con il 6 e Montale al 2%.
Le aziende e la loro tipologia. Le aziende del settore sono 1.272. L’87% ha una superficie inferiore ai 5 ettari, ma rappresenta il 45% della superficie totale. Tra i 5 e i 10 ettari si collocano 110 aziende, 52 tra i 10 e i 50 e solo 5 coltivano una superficie superiore ai 50 ettari. Si tratta in gran parte di imprese individuali, ma sono presenti anche i vivai organizzati in forma societaria. Le aziende utilizzano in media 4,6 trattori, oltre ad altri macchinari come follatrici, muletti e invasatori che hanno una capacità media di produzione di 742 vasi l’ora. Forte è il radicamento sul territorio, visto che il 90% delle imprese dichiara di avere terreni solo all’interno della provincia, e il 60% di coloro che dichiara di possederne anche fuori non oltrepassa l’ambito regionale.
L’evoluzione nel settore. L’ assetto aziendale del comparto è il risultato di una evoluzione cominciata 30 anni fa e tutt’ora in atto. Le aziende si sono sviluppate in massima parte attraverso progressive acquisizioni di terreni in proprietà o in affitto e possiedono ancora una grande vitalità. I rapporti organizzativi fra le aziende mostrano come figure perno della filiera siano i grandi vivai, i quali riescono a controllare contemporaneamente la fase produttiva e la commercializzazione. I piccoli vivai rivestono, invece, il ruolo di subfornitori, ed in cambio di sicurezza, offrono ai grandi vivai l’opportunità di ottenere una maggiore differenziazione di prodotto e una più elevata flessibilità strutturale e gestionale. Negli ultimi 10 anni il vivaismo sembra aver ricevuto un ulteriore importante impulso, infatti quasi il 30 per cento delle modifiche di possesso del capitale fondiario risultano avvenute nell’ultimo decennio.

Gli imprenditori

L’età media dei vivaisti è di 46 anni. Buono è anche il loro livello di istruzione, visto che il 45% ha il diploma di scuola media superiore, il 29% la licenza media e il 7% è laureato. Quanto alla commercializzazione dei prodotti, gli imprenditori del settore ritengono che occorra far leva soprattutto sulla buona qualità, su contratti interdistrettuali, sull’assortimento delle varietà e su un’elevata standardizzazione, utilizzando le infrastrutture aziendali. Il loro desiderio è di intensificare i commerci con la Germania (22%), la Francia (20%), seguite dalle altre regioni italiane (11%), la Spagna (9%) e la Gran Bretagna (7%). I principali problemi del settore sono individuati (49%) in un mercato il cui andamento è difficile da prevedere e dalla conseguente mancanza (29%) di apposite strutture di orientamento.

Gli addetti

Quelli direttamente impegnati sono circa 3.500, dei quali 2.200 sono lavoratori dipendenti. Per coltivare un ettaro di terra a vivaio servono mediamente 158 giorni di lavoro e almeno 0,6 addetti. La capacità di impiego nel Distretto è pari a 725.000 giornate annue.
Da un’indagine condotta tra gli operatori del settore è emerso che la più forte richiesta di manodopera (81%) riguarda gli operai specializzati. Nel 2000 l’Inps rilevava nelle aziende agricole della provincia di Pistoia 2.218 dipendenti, suddivisi in 1.412 operai a tempo indeterminato, 624 a tempo determinato e 182 impiegati. Di questi appartengono al settore vivaistico 1.840 dipendenti che pagano regolari contributi; 1.197 operai fissi, 518 operai avventizi e 125 impiegati. I coltivatori diretti vivaisti attivi nel distretto pistoiese, stimati dai dati INPS, risultano circa 1.730. Di conseguenza la forza lavoro complessiva dedita al settore vivaistico conta nominalmente circa 3.570 addetti.
Le specie coltivate. A livello nazionale la provincia di Pistoia rappresenta, da circa vent’anni, un quarto della produzione italiana del settore. La varietà e le specie coltivate sono oltre 2.500. Nel pistoiese predomina l’attività vivaistica ornamentale da esterno, ovvero la produzione di alberi e arbusti destinati all’allestimento di opere a verde, giardini, parchi urbani, alberi stradali, ripristino ambientale, indirizzate a soddisfare una domanda di verde sia pubblica che privata. Per produrre alberi cosiddetti “a pronto effetto” occorrono dai 10 ai 20 anni.

Il valore della produzione

Il prodotto lordo vendibile ammonta ad oltre 300 milioni di euro di cui 160 esportati. Metà della produzione è rivolta ai Paesi dell’UE, un quarto al mercato interno e ancora un quarto viene esportata fuori dall’Unione Europea. Il 57% delle aziende pistoiesi ha contatti con altre aziende del settore, il 43% con i grossisti rivenditori, il 21% con i garden. La quota che riguarda i clienti privati è del 21%.
Le superfici coltivate e il loro valore. Sono 3.619 gli ettari di territorio coltivati a vivaio nella piana pistoiese, 4.600 nell’intera provincia. La piana ospita il 40% della superficie complessiva coltivata a vivaio in provincia di Pistoia, visto che in Valdinievole prevale di gran lunga la floricoltura. Nei comuni di Pistoia e Quarrata è collocata l’80% della superficie vivaistica provinciale. I valori fondiari oscillano tra i 186.000 e i 217.000 euro all’ettaro.
Le anime del vivaismo. Le due tipologie tipiche del vivaismo pistoiese sono le coltivazioni in pieno campo e la vasetteria. La prima rappresenta il 90% della superficie complessiva, la seconda ammonta a 455 ettari (il 10%) ma negli ultimi 5 anni è cresciuta ad un ritmo di 30 ettari l’anno. Nel Distretto si trovano 933.370 metri quadrati di serra, cioè il 22,2% degli oltre 4,2 milioni di metri quadrati dell’intera provincia. Nonostante il processo di meccanizzazione sia molto avanzato, le peculiarità del processo produttivo non hanno consentito la sua completa meccanizzazione e l’intervento manuale è ancora predominante. Nelle aziende più grandi la gestione dei prodotti fitosanitari, è spesso affidata a contoterzisti esterni specializzati.

Il fabbisogno d’acqua

Ciascuna azienda dispone mediamente di una portata complessiva di circa 550 litri al minuto, che corrispondono a circa 40 litri/minuto per ciascun ettaro di superficie servita. Gli impieghi annui unitari per ettaro di vasetteria sono circa 4.000 metri cubi, mentre circa 180 servono invece per l’ettaro di pieno campo. Complessivamente il consumo d’acqua nel distretto è stimato intorno ai 2,5 milioni di metri cubi l’anno, il 70% dei quali serve per la vasetteria e il 30% per le coltivazioni tradizionali.
Le prospettive. Il 50 per cento dei circa 170 imprenditori intervistati considera il mercato in sostanziale tenuta, mentre il 12% lo giudica in crescita. Si può stimare in oltre 1.100 ettari, di cui quasi 400 ettari di nuova coltivazione in contenitore, la crescita attesa del settore.

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