ALTO RENO TERME – Domenica 3 agosto alle ore 15 al castello Manservisi, a Castelluccio, verrà inaugurata la mostra “Volti di pietra”, organizzata dall’associazione “Fulvio Ciancabilla”. All’inaugurazione interverranno la storica Alessandra Biagi che parlerà della tradizione delle marcolfe o mummie, come vengono chiamate nel Bolognese, Sara Sargenti e Lucrezia Buganè che presenteranno un libretto da loro realizzato sulle “Teste di pietra” dell’alto appennino.

Stefano Vannini, presidente dell’Associazione “Fulvio Ciancabilla” illustrerà il percorso dal quale è nata la “Bottega degli scalpellini della Valle del Reno” e Alfredo Marchi, scalpellino e direttore artistico della “bottega” illustrerà la tecnica utilizzata per la realizzazione dei volti.
Seguirà un concerto di Gina Battista e un laboratorio di scultura dove tutti potranno provare, con la supervisione dei maestri, l’emozione dello scalpello e del mazzuolo.
Da alcuni anni l’associazione “Fulvio Ciancabilla” con il suo settore operativo “La Bottega degli scalpellini della valle del Reno” porta avanti con tenacia l’obiettivo di far rinascere l’antico mestiere dello scalpellino che nelle montagne dell’Appennino tosco- emiliano, ha una tradizione millenaria.
Purtroppo la chiusura delle cave e la durezza del lavoro stava facendo scomparire questi preziosi artigiani. L’associazione ha pertanto avviato un tentativo di recupero con la disponibilità di tre maestri, non solo bravi artisti, ma anche disponibili a trasmettere la loro abilità.
Ed è così che dopo otto corsi di avvicinamento alla scultura su arenaria si è creata una compagine di una ventina di scalpellini capaci che ci fanno dire che, vista la loro abilità, siamo riusciti a ricreare un piccolo gruppo di operatori, la “bottega” appunto, che può garantire il recupero dell’antica tradizione.
Per affinarne le capacità artistiche è stato avviato un corso di perfezionamento che ha avuto come tema “il volto umano” e come scopo principale quello di dare nozioni di base per la scultura su pietra arenaria del volto umano, in basso ed alto rilievo.

Partendo da una lezione teorica che ha ripercorso le tecniche della scultura antica, ellenica e romana, gli artisti, sotto la guida dei maestri (Alfredo Marchi e Rodolfo Mucci in primis e con la collaborazione dello scalpellino Riccardo Vaccaro) hanno realizzato una ventina di opere che rappresentano un campionario di volti diversi come diversa è la vena artistica di ogni scultore.
La mostra al castello Manservisi è l’occasione di confrontare questi volti classici con le “Marcolfe”, altra tipologia di volto di millenaria origine presente fin dai tempi antichissimi nelle montagne dell’alto appennino bolognese e modenese fino alla Garfagnana e alla Liguria. Si tratta di visi deformi, quasi mostruosi, per incutere timore e, nella credenza popolare, tener lontani demoni, spiriti maligni, streghe, “energie” negative. L’antica tradizione, con scopi apotropaici, secondo gli studiosi risalirebbe alle popolazioni celtiche che abitavano questi monti prima della colonizzazione romana.
Nel territorio di Fanano (Modena) è viva la tradizione di scolpire ancora queste opere ed è in collaborazione con uno di questi artisti, Gionata Orsini, che viene organizzata l’esposizione nel Castello Manservisi a Castelluccio (Alto Reno Terme).
La manifestazione si svolgerà dal 3 agosto al 15 agosto e sarà l’occasione di esporre queste opere che rappresentano anche l’elevato livello artistico che i nostri scalpellini hanno raggiunto.










