martedì, Settembre 8, 2026

Zes per l’Appennino tosco-emiliano: “Una leva concreta per attrarre investimenti e ridare slancio ai territori montani”

PISTOIA –  Confcommercio ribadisce la necessità di istituire una Zona economica speciale (Zes) dedicata all’Appennino tosco-emiliano, come strumento strategico di rilancio per le aree montane. “Si tratta di una risposta concreta e strutturata alle difficoltà che da anni frenano lo sviluppo di questi territori”, sottolinea l’associazione.

“Le aree montane scontano svantaggi oggettivi – dal progressivo spopolamento ad una viabilità difettosa, alla perdita di competitività – che richiedono misure mirate e straordinarie – evidenzia Confcommercio – Una Zes può abilitare questo cambiamento, riattivando investimenti, sostenendo il tessuto economico e restituendo prospettive di medio-lungo periodo. Per farlo è necessario che si attivino tutti i livelli istituzionali, dalle Regioni al Governo, che deve sicuramente tenere in stretta considerazione un’area così strategica per il paese come l’Appennino Tosco-Emiliano”. 

Il modello – come noto – è quello di un’area delimitata nella quale applicare agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e corsie preferenziali nell’accesso ai fondi pubblici.

“Ridurre tempi e costi per le imprese significa rendere nuovamente attrattivi territori oggi penalizzati. Parliamo di politiche attive per la competitività”, rimarca l’associazione.

Confcommercio insiste anche sull’esigenza di sostenere chi già opera in queste realtà.

“L’obiettivo non è soltanto quello di attrarre nuovi capitali dall’esterno. È fondamentale rafforzare le imprese esistenti, contrastare la desertificazione commerciale e tutelare quella rete di servizi che garantisce qualità della vita e coesione sociale”.

Per la Montagna pistoiese, in particolare, la Zes rappresenterebbe “un’opportunità concreta e immediatamente spendibile”.

Commercio di prossimità, turismo e servizi potrebbero beneficiare di un contesto più favorevole, capace di compensare criticità infrastrutturali e distanza dai grandi centri.

“Creare condizioni competitive significa offrire alle imprese la possibilità di programmare, investire e generare occupazione”.

Le ricadute attese, sottolinea ancora l’associazione, sarebbero anche di natura sociale.

“Più imprese significano più lavoro, maggiore attrattività per giovani e famiglie e una rinnovata vitalità per le comunità locali. La Zes può diventare uno strumento di coesione territoriale e sviluppo diffuso”.

Da qui l’invito – rinnovato – ad aprire rapidamente un tavolo di confronto tra Province, Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna.

“Solo interventi coordinati e di sistema possono garantire uno slancio competitivo duraturo”, conclude Confcommercio. “I territori montani hanno bisogno di scelte coraggiose e di una visione chiara. È il momento di passare dalle analisi alle decisioni”.

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