mercoledì, Settembre 9, 2026

Inchiesta. Migrazioni sanitarie, dove vanno a curarsi i pistoiesi

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Chi per necessità geografica, chi per scelta consapevole, chi obbligato dai tempi di attesa troppo lunghi, chi in cerca di una sanità migliore, non pochi pistoiesi si curano altrove, al di fuori dell’ambito provinciale, rivolgendosi alle strutture sanitarie pratesi e bolognesi, pubbliche o convenzionate che siano.

I numeri riferiti al 2022, spiegano bene il fenomeno della mobilità sia all’interno dell’area dell’azienda sanitaria Toscana Centro (Pistoia, Prato, Empoli), che fuori regione, mobilità per visite mediche, per esami diagnostici, per ricoveri ospedalieri.

Una “migrazione” ben spiegata dai dati che le aziende sanitarie Toscana centro e Distretto Appennino bolognese, ci hanno fornito.

Area pistoiese

I cittadini dell’area pistoiese (quella che va dall’Abetone fino ad Agliana-Quarrata, in tutto 171.442 residenti al 1 gennaio 2021) nel corso del 2022 hanno richiesto 142.565 prestazioni sanitarie, 90.189 sono state soddisfatte dai servizio sanitari locali, 17.433 hanno avuto risposta nelle strutture sanitarie di Prato, 34.943 al di fuori dell’azienda sanitaria Toscana centro.

L’azienda spiega i numeri in maniera sfumata: “generalmente – dice – i cittadini di qualunque territorio ricompresi nell’azienda Toscana centro trovano risposta di prestazioni nel loro abito di residenza”. Nel dettaglio, però, i dati dicono altro e cioè che solo il 63% delle prestazioni richieste dai pistoiesi sono state soddisfatte sul loro territorio, nel 12,5% dei casi sono stati costretti a “migrare” nell’area pratese, per il 24% circa altrove, molti – come vedremo – nell’area bolognese.

Visite mediche specialistiche

Le prestazioni richieste nel 2022 sono state 60.023: 37.632 (63,1%) sono state assicurate dal sistema pistoiese, 8.341 (13,9%) dalle strutture pratesi, 14.050 (23,1%) da strutture di altre Asl, toscane e non.

Esami diagnostici strumentali

Nel 2022 i pistoiesi hanno presentato 82.542 richieste di esami: 52.557 (63,6%) hanno avuto risposta all’interno dell’area pistoiese, 9.092 (11%) nell’area pratese e 20.893 (25,4%) in altre aziende sanitarie

E’ del tutto evidente che migliaia di pistoiesi (30mila prestazioni) hanno deciso, per vari motivi, di scegliere le strutture sanitarie pubbliche di altre zone; è altrettando vero, però, che gran parte dei residenti a Montale e Agliana, tradizionalmente e storicamente sono attratti dai servizi dell’area pratese – non solo quelli sanitari – anche per vicinanza geografica.

Area Valdinievole

I cittadini della Valdinievole (l’area che va da Pieve a Nievole fino ai confini con Lucca, 118.658 abitanti al 1 gennaio 2021) nel corso del 2022 hanno richiesto 104.862 prestazioni sanitarie (43.837 visite mediche, 61.025 esami diagnostici strumentali), in parte soddisfatte all’interno delle strutture del territorio pistoiese; poche le migrazioni verso l’area pratese: 1.951 visite (4,45%), 2.053 esami diagnostici (3,36%), più consistenti quelle verso la Lucchesia, anche in queasto caso per motivi di legami storici e vicinanza geografica.

Il caso Bologna

Nel distretto sanitario Appennino bolognese, operano due ospedali (il Costa di Porretta e l’ospedale civile di Vergato), tre Case della salute: Porretta, Vergato e Castiglion dei Pepoli e una casa di cura, Villa Nobili, sempre a Castiglion dei Pepoli. Le prestazioni sanitarie sono garantite anche a Marzabotto dal Poliambulatorio Etruria, convenzionato con la Regione Emilia Romagna.

Questa distribuzione appenninica dei servizi da ovest a est, garantisce i servizi sanitari sopratutto ai residenti dell’alta Valbisenzio (le strutture di Castiglion dei Pepoli) da una parte e ai residenti della montagna pistoiese (i servizi sanitari di Porretta e Vergato), dall’altra.

Sono in particolare i cittadini di Sambuca, San Marcello e quelli che vivono lungo la valle del Reno a spostarsi verso il territorio bolognese.

La dottoressa Sandra Mondini

“A Porretta – spiega la dottoressa Sandra Mondini, direttrice del Distretto Appennino bolognese – sono soprattutto i pistoiesi a utilizzare i nostri servizi sanitari, a partire dai residenti nelle frazioni vicine a Porretta, ma anche da coloro che lavorano in Appennino. Un flusso che ha una sua logica nelle problematiche della montagna pistoiese. Negli anni passati esisteva anche un accordo tra Pistoia e Bologna che garantiva il medico di famiglia anche alle famiglie toscane di confine, famiglie che potevano utilizzare un doppio ricettario. Non è infatti possibile, oggi, rinnovare tale accordo per la generale carenza di medici di medicina generale, nel nostro Distretto come in Toscana, e non solo. Ma tra le due Regioni c’è anche un accordo per facilitare l’accesso al pronto soccorso”.

Visite mediche

Nel corso del 2022 le prestazioni garantite ai pistoiesi dall’ospedale Costa di Porretta sono state 539 (143 visite, 292 esami diagnostici, 104 interventi terapeutici), mentre l’ospedale civile di Vergato ha dato risposta a 140 richieste (59 visite, 40 esami diagnostici, 51 prestazioni terapeutiche).

Le prestazioni richieste da cittadini pratesi sono state soddisfatte per lo più da Villa Nobili: 897 visite, 1.506 esami diagnostici, 1097 servizi terapeutici.

Ma il dato che più colpisce è quello del Poliambulatorio Etruria di Marzabotto, molto attrattivo per i pistoiesi. Nel corso del 2022 le visite specialistiche sono state 108 mente gli esami diagnostici sono stati molto elevati: 3.653 prestazioni.

“Ma in questo caso non esiste alcun accordo tra i due sistemi sanitari – precisa la dottoressa Mondini – l’accesso al poliambulatorio di Marzabotto, come nelle nostre altre strutture, è favorito dal sistema di prenotazioni: ogni cinque giorni lo aggiorniamo rimettendo a disposizione i posti lasciati liberi, sia per le visite specialistiche che per la diagnostica, in questo modo offriamo più disponibilità anche ai cittadini di altri comuni. Però vorrei precisare che l’utilizzo delle strutture del distretto appenninico da parte di residenti fuori regione non penalizza i cittadini della montagna proprio perché vengono resi disponibili i posti che i cittadini stessi rendono liberi”.

C’è anche una migrazione al contrario, però, non verso le strutture sanitarie pubbliche pistoiesi, i bolognesi preferiscono il privato convenzionato.

“C’è un flusso consistente da Bologna verso Villa Maria a Pistoia – conferma la dottoressa Mondini – ed è molto consistente quando non ci sono posti liberi nel Bolognese. A dire il vero sono migrazioni poco comprensibili ma le liste d’attesa sono notevoli anche qui e quando un cittadino trova altrove le risposte che cerca, non ha problemi a spostarsi”.

L’ospedale Costa a Porretta Alto Reno

Pronto soccorso

In questo caso la scelta incide poco, ci si rivolge al pronto soccorso dell’ospedale in caso di emergenza, spesso in seguito a incidente stradale. Prendiamo il caso dell’ospedale di Porretta. Nel 2022 gli accessi totali al Costa dal territorio toscano sono stati 774 su un totale di 13.055, ma poco meno della metà (324) erano cittadini residenti a Sambuca, al confine con Porretta; 21 persone di San Marcello, 76 di Pistoia, 96 di Prato, 64 di Firenze, 193 da altri comuni della Toscana.

A Prato, invece, su un toale di accessi al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano, pari a 85mila pazienti, 5.604 (6,5%) erano provenienti dall’area pistoiese soprattutto dai comuni della Piana.

Ricoveri ospedalieri

I cittadini residente nella zona pistoiese che ha avuto necessità di ricovero ospedaliero nel 2022 sono stati 20.273, 1.736 (8,56%) sono stati ricoverati all’ospedale Santo Stefano di Prato, mentre i residenti in Valdinevole che hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale sono stati 14.836, 309 dei quali (2,08%) sono stati ricoverati nel nosocomio pratese.

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