giovedì, Settembre 10, 2026

La Prato complicata raccontata da Sandro Malucchi

di Andrea Mori

MONTEMURLO – Nel parco di villa Giamari a Montemurlo si è tenuto il secondo appuntamento con “Notti del mistero”, una rassegna di 4 incontri promossa dal Comune di Montemurlo dedicata alla narrativa di genere giallo. Per ogni serata è stato organizzato l’incontro con un autore o un’autrice del territorio, con la conduzione e la conversazione con gli scrittori gestita dai fratelli Vattiata.  

Sandro Malucchi

Ieri sera è stato il turno di Sandro Malucchi, sindacalista della Cgil che ha presentato il suo libro “L’ultima verità sulla morte” (Eccoci edizioni 2021). 

Il protagonista della storia è Andrea Solimani, un personaggio “sbagliato”, come lo definisce lo stesso autore. Si tratta infatti di un antieroe che si impegna nella ricerca della verità non tanto per la volontà di fare giustizia, ma fondamentalmente con l’obbiettivo di salvaguardare i propri interessi. Il tutto in una Prato perennemente tesa fra crisi economica e difficoltà di integrazione tra i popoli.

In “L’ultima verità sulla morte”, Prato è una città vista come un laboratorio dove tante sono le realtà che si alternano, molte delle quali piene di violenza”.

Se nel precedente libro (“Il silenzio ostinato dei traditori”) il protagonista finiva per occuparsi di indagini su omicidi rituali nella Chinatown pratese, adesso si trova ad avere a che fare con qualcosa di molto più vicino a lui: l’indagine sulla morte del proprio migliore amico. Indagine che lo porterà a scoprire tante verità scomode sia sulla città che su sé stesso. 

“Solimani è calato in una realtà complicata, – spiegabuono Malucchi – oltre ad essere se stesso complicato e ad avere relazioni complicate. Talmente complicate da renderlo quasi anaffettivo”. 

Il protagonista infatti non sembra in grado di stabilire relazioni affettive, specialmente quelle di coppia. E anche la soddisfazione sessuale la ritrova nella frequentazione di prostitute. 

Dietro la scelta di un personaggio che difficilmente rimane simpatico al lettore c’è una ragione ben precisa, dice l’autore: “è un personaggio sporco, che grazie alla sua opacità riesco a far entrare in tante situazioni altrettanto opache. Andrea Solimani è funzionale al racconto. Mi sarebbe stato difficile raccontare una città complicata come Prato, che in alcune sue parti è anche opaca, utilizzando un personaggio salvifico, di specchiata moralità.”

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