PISTOIA – L’amministrazione di Pistoia ha respinto un ordine del giorno presentato dal Pd sul tema delle CER (Comunità Energetica Rinnovabile). Il documento chiedeva di adoperarsi per far seminari rivolti alla popolazione sui comportamenti da adottare in casi di emergenza causata da eventi meteorologici estremi e di divulgare appunto l’opportunità che le CER offrono, prospettando anche la realizzazione su alcuni edifici comunali di impianti fotovoltaici, costituendo CER cosi come stanno facendo già molti comuni.

“Questo Ordine del Giorno – dice Antonella Cotti, consigliera Dem che ne è stata la presentatrice – è stato respinto perché, a detta dell’assessore ed anche della maggioranza (che ha votato no ad eccezione di 4 consiglieri/e che si sono astenuti), è stato considerato un documento troppo politico. In effetti è questo un argomento su cui preferiscono attendere e non riescono ad essere lungimiranti: evidentemente non credono molto in questa che invece è un’opportunità che offre molti benefici ambientali e ricadute nelle tasche dei cittadini e delle cittadine”.
In Italia ci sono 3 milioni di poveri energetici, persone che non possono permettersi di fare scelte ecologiche e non possono riscaldarsi d’inverno e raffrescarsi d’estate.
Una CER è un soggetto giuridico in forma di associazione cooperativa che mette insieme enti locali e singole persone, società o imprese che sono collegate ad una stessa cabina elettrica di media tensione, per condividere l’energia prodotta dal fotovoltaico o eolico o geotermico.
E mette insieme obbiettivi ambientali e concreti risparmi per chi ne fa parte. Si calcola un 20/ 25,% di risparmio sulle bollette. Hanno infine hanno una importante funzione sociale di welfare: se ad esempio un’amministrazione insedia il fotovoltaico su una scuola o un impianto sportivo e costituisce una CER, nel momento in cui il suo impianto produce più energia di quella che consuma, la mette a disposizione di utenti economicamente più fragili, collegati alla stessa cabina.
“Ma l’Amministrazione pistoiese ha preferito dire no a questa possibilità. Peccato! – commenta amaramente Antonella Cotti – Pistoia resta ancora una volta al palo, attendista ed incapace di fare scelte importanti”.







