giovedì, Settembre 10, 2026

Dimensionamento scolastico, le contraddizioni della scuola pratese

di Andrea Mori

PRATO – L’assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Santi e il presidente della Rete dei dirigenti scolastici (Rispo) Mario Battiato, lanciano un appello: “siamo un po’ stanchi di aver presentato, in modo costante, precise richieste soprattutto all’Ufficio Scolastico Regionale rispetto a quella che è la situazione della scuola pratese”.

Ilaria Santi e Mario Battiato

La popolazione scolastica pratese cresce in alcune zone della città e diminuisce in altre, ed infatti il 10 febbraio, data in cui si chiudono le iscrizioni, è emerso il dato di -150 bambini e ragazzi che frequenteranno la scuola il prossimo anno. Questo potrà significare la presenza di un numero inferiore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), di competenza statale, rispetto a quelli che ci sono adesso.

“Alla scuola elementare Collodi – dice Ilaria Santi – ho un minor numero di iscritti, mentre alla materna Tradii ne ho uno che è aumentato in modo importante. Chiediamo pertanto che almeno il numero degli insegnanti resti quello che è. Quello del personale Ata invece non ci basta neanche così com’è, perché come non era sufficiente lo scorso anno, non lo è neanche questo. L’anno scorso – proseguono entrambi – dopo le proteste di tutti i presidi c’è stato dato, per tutta Prato, un personale ‘e mezzo’ Ata in più (ovvero a mansioni ridotte, per cui 36h più 18h). Avere le mansioni ridotte significa non avere a disposizione una persona, il che significa che anche con una scuola nuova e il numero di bambini adeguato questa non può essere aperta.” Al momento, fa sapere l’assessora – in questa situazione si trova la materna Tradii”.

A rendere più complessa la situazione c’è una peculiarità della città, e cioè quella degli studenti che arrivano in corso d’anno. Per l’esattezza si tratta di un numero tra i 200 e i 250 bambini e ragazzi in più a cui, per legge, va assegnato un banco. Senza contare che, seppur leggermente in diminuzione, Prato ha comunque una delle popolazioni scolastiche più alte del Centro Italia, con circa 30mila studenti (dai nidi alle superiori). 

“I dati ad oggi indicano che abbiamo degli aumenti a macchia di leopardo – spiega Santi – in alcune zone infatti i numeri rimangono invariati dalle scuole dell’infanzia alle medie, tanto che i presidi chiedono la formazione di altre classi, mentre in altre abbiamo una decrescita importante. Noi non abbiamo una situazione ‘standard’ come altri Comuni in cui tutti gli istituti comprensivi sono in decrescita per denatalità, ma anzi ci sono gli arrivi in corso d’anno soprattutto dovuti al flusso migratorio”.

“Il personale docente e Ata dovrebbe essere assegnato non in base al numero delle iscrizioni e basta, ma in base alle esigenze dei diversi istituti comprensivi – aggiunge il presidente Mario Battiato – Anche se viene formata una classe in meno, comunque quella scuola andrà aperta, pulita e presidiata. E in molti plessi le classi sono già al massimo dei componenti, 22 alunni, quindi tagliare eventuali nuove classi comporta anche un problema di distribuzione”. 

Dopo la chiusura delle iscrizioni, questo è il quadro emerso:

All’istituto comprensivo Mascagni è stata chiesta una sezione in più per l’infanzia al Pino, due classi per le elementari Mascagni e tre a Borgonuovo e chiesta conferma per sei classi delle medie.

All’istituto Cironi rimane tutto invariato per le medie (7 classi) e per le elementari (4 classi), mentre per l’infanzia chiede di passare da 4 a 5 classi.

All’istituto comprensivo Nord tutto invariato per medie e elementari, come anche per l’istituto Convenevole. 

All’istituto Puddu tutto invariato per le elementari e per il numero delle classi, ma i ragazzi risultano in numero inferiore. 

Al Pacetti viene chiesta una classe in più per le medie, in quanto è stato registrato un numero maggiore straordinario di iscrizioni e si passerebbe pertanto da 3 a 4 classi, mentre per infanzia e elementari rimane tutto invariato. 

Al Lippi si potrebbe perdere una classe di prima media ed una di prima elementare.

Al Levi si perde una prima alla scuola Poli e una prima alle Cecchi. 

Al Castellani tutto rimane invariato. Per l’istituto Marco Polo alla scuola media escono 2 terze medie e entrano 3 classi prime.

Nelle scuole dell’infanzia si registra un leggero calo su Tobbiana, stabile su Munari e Don Milani. Si confermano tutte e 10 le sezioni.

La primaria “Ammannati” conta al momento ha 46 iscritti, con 2 handicap, in calo rispetto allo scorso anno di 7-8 alunni. Sono state richieste 3 classi prime a fronte dell’uscita di 3 classi quinte, con l’obbiettivo di assorbire i bambini di Vergaio dove non è prevista nessuna classe prima e di San Giusto (Villaggio), dal momento che alla “Don Milani” non c’è più posto.

Alla scuola elementare “Don Milani” ci sono 50 iscritti, con 1 handicap, in deciso aumento rispetto allo scorso anno scolastico. Si formano 2 classi prime di 25 alunni ciascuna, al massimo della capienza delle aule e dell’intero plesso. Qualsiasi alunno dovesse arrivare sarà trasferito verso il plesso “Ammannati”. 

Alle medie al momento ci sono 108 iscritti, con 4 handicap, in lieve calo rispetto allo scorso anno, ma più che sufficienti per le 5 classi prime che si vanno a formare, a fronte di 5 classi terze in uscita.

Relativamente al personale docente, visto l’aumento di alunni e soprattutto quello di alunni stranieri sarebbe preferibile avere più posti di potenziamento sia alla scuola elementare che alla scuola media.

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