di Andrea Mori
PRATO – Una vittoria con un distacco così ampio dal secondo classificato, Gianni Cenni (41,46%), forse non se l’aspettava neanche la stessa Ilaria Bugetti (52.17%). Una Bugetti che fa la storia, essendo la prima donna della città a diventare sindaco. Un trionfo targato Ilaria che lascia il candidato del centrodestra a 8.703 voti di distanza.

Tutto comincia alle 14 quando iniziano ad essere scrutinate le sezioni elettorali di Prato. Poco dopo, al comitato elettorale della candidata, che si trova in centro storico, cominciano ad arrivare sempre più curiosi e, soprattutto, sostenitori, che aggiornano con trepidazione la pagina che li informa delle percentuali in tempo reale. Tuttavia la sofferenza non dura molto, superate le 17 infatti, si inizia a capire che il divario è troppo grande, praticamente incolmabile. Tra la candidata di centrosinistra e il candidato di centrodestra ci sono più di 10 punti percentuali.
Due ore dopo, intorno alle 19, da piazza del Duomo arriva Ilaria Bugetti, è sorridente: sa di avere la vittoria in tasca. Immediati sono i commenti e i cori festanti delle persone presenti, che nel frattempo sono diventate tantissime.
Una volta arrivata sulla soglia dell’entrata del comitato, con non poca fatica viste le mani da stringere e gli abbracci da ricambiare ad ogni metro, ha ringraziato tutti, senza nascondere la commozione.

“Adesso subito a lavoro – ha commentato Bugetti –. Come ho già detto altre volte, per qualche giorno sarò impegnata a studiare, a girare tra i vari uffici, per capire. Ora però due giorni di riposo – precisa con un sorriso rilassato – e poi partiamo a lavorare tutti insieme per questa bella avventura”.
Quando le viene chiesto cosa crede abbia fatto la differenza nella conquista di questo importante risultato, la sindaca non ha dubbi: “La nostra unione, il fatto che eravamo tutti compatti, il progetto di coalizione, ma soprattutto il cuore di questa città”.
Infine Ilaria Bugetti, insieme al sindaco uscente Matteo Biffoni e all’attuale giunta, si è diretta verso il palazzo comunale, ovvero dove si trova quello che a breve sarà il suo ufficio, da dove non ha mancato di affacciarsi alla finestra e salutare i moltissimi in piazza festanti.



