FIRENZE – La Fiorentina supera in rimonta per 2-1 la Lazio grazie a due rigori trasformati da Gudmundsson e trova finalmente la prima vittoria della nuova stagione.
Nel “lunch match” della quinta giornata di campionato la squadra di mister Palladino, ancora a secco di successi in questo scorcio iniziale di stagione, ospita al Franchi la Lazio di Baroni, reduce da un buon momento di forma e da prove piuttosto convincenti. Ma la Fiorentina parte subito forte e va vicinissima al vantaggio: al 9′ Dia perde una brutta palla sulla trequarti, Kean serve Colpani nello spazio, il centrocampista si infila tra i due centrali difensivi e lascia partire un destro potente che Provedel, di piede, riesce a deviare di quel tanto che basta per centrare in pieno il palo. Grande opportunità per la squadra viola e magistrale intervento dell’estremo difensore laziale che in maniera fortunosa e con la complicità del legno nega la rete alla formazione di casa.

La Lazio risponde al 19′ con un’azione personale di Isaksen che semina il panico nella difesa viola, prima di lasciare palla a Zaccagni: il tiro del centrocampista azzurro non sorprende De Gea, reattivo nel respingere di pugno e allontanare la minaccia. Sul finire del primo tempo, dopo una lunga fase di equilibrio, sono gli ospiti a prendere il controllo della gara e a rendersi più minacciosi, come al 37′ con il destro rasoterra di Dia che, servito da Noslin, impegna De Gea in un altro intervento a terra.
I biancocelesti premono e al 41′ trovano la rete del vantaggio: punizione battuta da Tavares con palla veloce e tagliata verso il centro dell’area di rigore, dove Gila sovrasta Comuzzo, in ritardo nella marcatura, e di testa infila la palla in rete. Altra disattenzione difensiva della Fiorentina che subisce goal su palla inattiva, prima rete nel nostro campionato per il difensore spagnolo della Lazio e terzo assist in altrettante partite per il portoghese Tavares, una delle rivelazioni di questo inizio di stagione.
La Fiorentina torna negli spogliatoi in svantaggio, Palladino decide di cambiare modulo abbassando i due esterni, inserendo un centrale di difesa e gettando nella mischia l’islandese Gudmundsson, fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva dei gigliati che, dopo i problemi fisici e le vicende extracalcistiche, fa il proprio esordio con la maglia viola accolto dagli applausi e dagli incitamenti del Franchi.

Questa si rivelerà la mossa decisiva: infatti dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo lo stesso Gudmundsson riceve in area un pestone da Guendouzi, l’arbitro non ha dubbi e indica il dischetto del rigore. È lo stesso numero dieci viola che si incarica dalla battuta dagli undici metri, spiazzando Provedel e regalando la prima gioia ai suoi nuovi tifosi.
La Lazio tenta di reagire, ma i viola fanno buona guardia e impediscono ai biancocelesti di creare azioni pericolose, per una partita che rimane a lungo sui binari di un sostanziale equilibrio. Al 71′ una bella discesa sulla fascia destra porta Dodò al cross in mezzo per Kean, che, dimenticato dalla difesa laziale e lasciato libero di saltare indisturbato, non colpisce bene il pallone, gettando via un’ottima occasione. Due minuti dopo è la Lazio a rendersi minacciosa con il destro dalla distanza di Guendouzi, il cui tiro finisce alto sopra la traversa.
Il “botta e risposta” tra le due formazioni continua anche nei minuti successivi: al 80′ Colpani si accentra e lascia partire un sinistro che si spegne di poco a lato, mentre al 85′ è ancora Guendouzi a provarci da fuori area, con De Gea che respinge il pallone, poi allontanato da Ranieri in calcio d’angolo sulla pressione dell’accorrente Pedro. Sul successivo corner, Guendouzi anticipa tutti e gira di testa colpendo la parte inferiore della traversa: la Lazio pareggia il conto dei legni mentre la Fiorentina, in affanno negli ultimi minuti, riesce a salvarsi per pochissimi centimetri da una rete probabilmente decisiva.
Ma gli uomini di Palladino non demordono e su un’azione di ripartenza spinta da Dodò trovano l’occasione per ribaltare lo svantaggio iniziale: al momento del cross sulla linea di fondo l’esterno viola subisce un intervento da Tavares, l’arbitro Marcenaro inizialmente lascia correre ma poi, richiamato dal VAR ed esaminato il contatto al replay, assegna il penalty in favore dei viola. Vibranti proteste da parte della panchina laziale e dei giocatori in campo, che lamentano un contatto leggero, accentuato dalla caduta a terra di Dodò: ma il direttore di gara non vuole sentire ragioni e dal dischetto Gudmundsson fa due sue due, firmando la sua prima doppietta in maglia viola.
Nel recupero la Fiorentina resiste e al termine di una partita di sacrificio porta a casa la prima vittoria in stagione: un risultato che fa ben sperare sulla strada della “costruzione” di un’identità di squadra e di gioco da parte di mister Palladino e che dà fiducia e morale a tutto l’ambiente viola in vista dei prossimi impegni in campionato e in Conference League.
Domenica prossima, altro match molto delicato e sentito in trasferta a Empoli, per un derby toscano in cui stavolta i biancazzurri sfidano i viola presentandosi da imbattuti.

FIORENTINA (3-5-1-1): De Gea; Comuzzo, Martinez Quarta (46′ Gudmundsson), Biraghi (46′ Ranieri); Dodò, Bove, Mandragora (65′ Kouamè), Cataldi (81′ Adli), Gosens; Colpani (81′ Ikonè); Kean. A disposizione: Terracciano, Martinelli, Kayode, Parisi, Richardson, Sottil, Beltran. All. Palladino.
LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Lazzari (69′ Marusic), Patric, Gila, Tavares; Guendouzi, Castrovilli (61′ Rovella); Isaksen (61′ Tchaouna), Zaccagni, Noslin; Dia (69′ Pedro). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Pellegrini, Romagnoli, Vecino, Dele-Bashiru. All. Baroni.
ARBITRO: Matteo Marcenaro (Torre Annunziata); guardalinee Del Giovane e Di Iorio; quarto assistente Colombo; VAR Abisso.
RETI: 41′ Gila, 49′ rigore e 90′ rigore Gudmundsson.
NOTE: ammoniti Gosens, Isaksen, Biraghi, Patric, Guendouzi, Dodò; calci d’angolo 3-10; tiri in porta 5-6; recupero: 1′ e 5′










