di Stefano Di Cecio
PISTOIA – Chi ama le tasse o almeno pensa che siano importanti? La risposta più probabile è nessuno. La parola non piace, in particolare a quel 10% circa della popolazione italiana il cui reddito deriva da lavoro autonomo e a un altro 10% da redditi di capitale.

Chi le paga allora? Oltre l’80% del gettito IRPEF deriva da redditi di lavoro dipendente. Le tasse però sono importanti per garantire il funzionamento dello Stato, la sanità, l’ambiente, l’istruzione, le politiche sociali, la sicurezza, la difesa. Tutto dipende dalle tasse che devono essere equamente distribuite come recita l’articolo 53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Pistoia ha accolto un incontro di due giorni in cui si è parlato di etica e fisco.

Nella prima giornata la Sala di Grandonio del Comune di Pistoia ha accolto 109 ragazzi di quinta elementare delle scuole di Pistoia. Il motivo? Un gioco, “Le belle tasse”, organizzato da Franco Fichera, professore ordinario di diritto tributario presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Il gioco, a cui i bambini hanno partecipato molto volentieri pur non sapendo di cosa si trattasse, è tratto dal libro scritto dallo stesso docente, una sorta di sperimentazione dal vivo sul significato e sull’importanza di pagare le tasse per salvaguardare il “bene comune” e far funzionare la società in cui viviamo.
“Oggi siamo impegnati in un gioco particolare – ha detto Fichera presentandosi ai ragazzi -, questo gioco si chiama il gioco delle tasse. Non so se mi avete sentito parlare di questa parola”.
Ognuno poteva intervenire e dire la sua, i ragazzi sono stati divisi in gruppi distinti, il capo del governo, al centro, con il campanello con cui chiedere eventualmente il silenzio, poi i 10 membri del governo che avrebbero preso le decisioni fondamentali per la giornata. Sotto di loro 5 ragazzi nel ruolo di amministratori ed altri 5 nel ruolo di esattori. I rimanenti ragazzi ricoprivano il ruolo di cittadine e cittadini. A tutti sono state distribuite delle monete di cioccolato ma non in egual misura, a qualcuno di più ad altri meno simulando così quello che avviene in realtà con le diverse ricchezze individuali.
Ha aggiunto poi il professore: “La parola gioco è chiara ed è sempre piacevole partecipare a un gioco, la parola tasse no ed è questa la novità dell’incontro di questa mattina, possiamo dire che le tasse sono un sacrificio individuale per l’interesse collettivo”.
Il gioco è proseguito per tutta la mattina finendo con la raccolta delle tasse ovvero delle monete di cioccolato, che è stata superiore a quanto era stato calcolato, e al successivo investimento nelle necessità dello “Stato”.
Al termine, abbiamo incontrato il professore rivolgendogli alcune domande
Questa esperienza di Pistoia rispetto a tutte le altre che lei ha fatto, che cosa le è sembrata?
“Mi è sembrata un’ottima esperienza perché i bambini, che sono i protagonisti della giornata, erano molto attenti. E poi erano molto attivi, nel senso che continuamente si vedevano le loro mani alzate per avere spiegazioni. Come lei sa, il gioco è molto articolato, ricevono queste monete di cioccolata che è già un momento un poco sorprendente per loro perché non sanno perché sono venuti lì, né gli insegnanti le hanno preparate. Poi man mano entrano nel gioco, e lo spiego molto semplicemente ma anche concisamente che le tasse sono un sacrificio individuale per l’interesse collettivo”.
Delle sue esperienze nelle altre città ce n’è qualcuna che l’ha particolarmente colpita ?
“C’è un filo che lega tutte le esperienze, la presenza dei bambini e la loro attenzione. La loro vivacità, queste mani alzate è un fenomeno costante e permette il gioco che si basa su di loro. La risposta c’è, dappertutto”.
In quante città lo ha fatto?
“Beh, penso una ventina. Dal nord al sud: Milano, Torino, la prima l’ho fatto a Roma, Palermo, Ruvo di Puglia, San Giorgio di Piano vicino a Bologna, Insomma, grandi e piccoli centri, dipende dalle scuole e dagli inviti che ricevo”.

Il giorno dopo, sabato 16 novembre, nella Sala maggiore, si è svolto il convegno “Etica e Fisco” che ha visto la partecipazione di numerosi e qualificati protagonisti della scena economica ed universitaria nazionale.
Dopo i saluti del sindaco Alessandro Tomasi, del presidente della Fondazione CARIPT Luca Gori, del presidente della Fondazione Turati Giancarlo Magni, del vice presidente di Banca Alta Toscana Alessandro Pratesi e del presidente dell’ODCEC di Pistoia Angelo Vaccaro, è stata la volta delle testimonianze e delle relazioni.
Nel primo incontro-dibattito, coordinati da Jean-Marie Del Bo (vice direttore del Sole 24 ore), sono intervenuti Franco Fichera (professore ordinario di diritto tributario), Giovanni Calì (presidente dell’ODCEC di Roma), Mauro Banchini (Associazione “Pistoia nessuno si salva da solo”.
Nella seconda parte della mattinata infine, è stata la volta delle relazioni coordinate dal presidente di LAFIS Laboratorio fiscale Vieri Ceriani. Sono intervenuti Franco Gallo (presidente emerito della Corte costituzionale), Lorenzo Franchini (professore ordinario di Diritto romano e diritti dell’antichità), Pietro Tommasino (Banca d’Italia), Sofia Cecconi ( avvocata, componente Per Agi Toscana), Ernesto Maria Ruffini (direttore dell’Agenzia delle entrate).







