di Simone Tofani
PRATO – Domenica 6 aprile, l’ultimo appuntamento della categoria “Under 30. Più giovani del festival” ha segnato l’avvicinarsi del termine di un ricchissimo cartellone musicale e non solo, che ha celebrato il trentesimo anniversario del MetJazz.
Un festival che ha saputo valorizzare sia grandi artisti di fama nazionale e internazionale, sia promettenti talenti emergenti, grazie agli eventi ospitati nei palcoscenici scelti dalla Fondazione Teatro Metastasio di Prato, per le numerose esibizioni.

Il duo “Bilico,” composto da Jacopo Fagioli alla tromba e Nico Tangherlini al pianoforte, ha chiuso questa categoria presso la Scuola di Musica G. Verdi di Prato. I due giovani artisti, un toscano e un marchigiano, hanno offerto una performance che ha incarnato lo spirito del festival, fondendo la tradizione classica con l’energia e l’improvvisazione proprie del jazz. Con una profonda sensibilità musicale, il duo ha condotto il pubblico in un viaggio tra suono e silenzio, esplorando composizioni originali attraverso un dialogo intimo e intenso.

Jacopo Fagioli, con il suono limpido e versatile della sua tromba, ha intrecciato linee melodiche che evocavano un’ampia gamma di emozioni, dalla contemplazione alla vivacità. Nico Tangherlini, al pianoforte, ha accompagnato con raffinatezza, offrendo armonie che variavano da dolci e rasserenanti a energiche e vibranti.

La loro capacità di dialogare attraverso gli strumenti ha creato un’atmosfera intima e raccolta, dove l’improvvisazione ha giocato un ruolo centrale, trasformando ogni nota in qualcosa di unico e irripetibile.
L’idea di “rimanere in bilico”, concettualmente rappresentata dal nome del duo, si è manifestata non solo nel loro approccio artistico ma anche nella filosofia musicale: il costante oscillare tra struttura e libertà, tra composizioni studiate e abbandono creativo. La loro performance è stata un esempio di come il jazz possa essere al tempo stesso meditativo e dinamico, regalando agli ascoltatori momenti di riflessione e di puro abbandono emotivo.

Questo concerto nato dalla sinergia tra Fondazione Teatro Metastasio di Prato e la Scuola di Musica G. Verdi è andato così a rimarcare la chiave di questo festival che, nel suo trentesimo anno, ha continuato a dare spazio sia ai grandi maestri sia alle nuove generazioni di artisti. Dimostrando quanto la musica sia un linguaggio universale che unisce tradizione e innovazione.









