PISTOIA – L’estate alle porte porta in dote la consapevolezza che il lavoro per il settore dell’accoglienza crescerà, rispetto ad un anno fa. Lo dicono – sentiti da Confcommercio – i protagonisti del settore alberghiero e della ristorazione, evidenziando le opportunità e le inevitabili sfide che questo periodo porterà con sé.
“Le nostre – commenta Veronica Bozzi per quel che concerne gli alberghi – si confermano zone di buona attrattiva turistica per il fatto che ci troviamo in una posizione baricentrica, tra il mare e Firenze, e che la spesa media è minore. Il tallone d’Achille resta l’assenza di eventi di grande richiamo, ma si tratta ormai di una carenza con cui facciamo i conti da anni. Pistoia, come tutte le città d’arte, dovrà sperare che il meteo sia clemente, e cioè che questa estate il caldo non diventi eccessivo. Ad ogni modo, siamo pronti ad accogliere i flussi turistici classicamente affezionati al nostro territorio – quelli che provengono da Germania, Olanda e Belgio – e che cercano la Toscana più autentica, tranquilla, l’esperienza che fonde cultura e natura. Loro tendono a rimanere di più, mentre per le altre tipologie di clienti la permanenza media si aggira tra le 2/3 notti. Quest’anno – aggiunge Bozzi – osserviamo inoltre un incremento di turisti asiatici dovuto alla saturazione di Firenze, sempre più in difficoltà ad ospitare i gruppi. Non solo: per la prima volta è in arrivo anche il turismo legato al Giubileo, con molti pellegrini diretti a Roma che faranno tappa da noi”.
“Per questa estate – commenta Daniele Andreotti, dal fronte della ristorazione – le sensazioni sono buone. Il mercato sembrava bloccato fino a qualche settimana fa, complici le incertezze vissute sul piano internazionale, ma adesso è ripartito con un ritmo che ci fa ben sperare. Questa dinamica però si lega alla difficoltà cronica di reperire personale qualificato. La situazione, anno dopo anno, ci appare sempre più drastica: riuscire ad individuare persone che abbiano le competenze necessarie, la passione per questo mestiere e la disponibilità a sacrificarsi lavorando nei weekend è davvero un’impresa”.







