di Marzio Dolfi
NIEVOLE – “Quando me l’hanno detto non ci credevo nemmeno io”. E non è facile infatti trovarsi in ritiro a poche centinaia di metri da casa.

Incontro Federico Russo, centrocampista del Livorno, pistoiesissimo anche se non ha vestito mai la maglia arancione, nonostante più volte voci di mercato lo abbiano dato fra i possibili arrivi alla Pistoiese.
Federico Russo ha il calcio nel Dna: ha seguito passo passo infatti la passione del padre. Lo incontriamo in un momento di intervallo durante il ritiro del Livorno nel campo di Nievole.
Non capita spesso, per un professionista, di trovarsi in ritiro a due passi da casa. E Federico è serravallino, molto legato alle sue radici, e da poco ha comprato casa proprio nella zona della Nievole. Una singolare coincidenza.
E’ stato riconfermato nel Livorno dove lo scorso anno ha chiuso la stagione che ha riportato gli Amaranto fra i professionisti della serie C, anche grazie ai suoi 10 gol e i parecchi assist che ha servito ai suoi compagni, come ci si aspetta da un centrocampista di razza.
Del resto i numeri della sua carriera (già lunga anche se giovanissimo) parlano chiaro: negli ultimi cinque campionati, fra serie C e serie D, ha collezionato 53 gol, giocando con Aglianese, San Donato, Lucchese e Livorno. Un atleta responsabile che conosce bene le regole, gli alti e i bassi del suo sport.

Lo abbiamo preso… al volo per parlare un po’ con lui, quando la sua squadra sta completando un avvio di preparazione nella struttura di Nievole, tirata a lucido per ospitare la prima stagione in terza categoria del Real Montecatini.
“La squadra fa i primi passi, non è pronta ancora – mi dice Russo – ma questo ritorno in serie C ci dà la carica. E io mi aspetto una stagione da protagonista in una piazza importantissima come è quella di Livorno. Lo scorso anno ho fatto un passo indietro (era infatti nella Lucchese) per farne poi due in avanti. Eravamo partiti per vincere e non credo ci siano mai stati dubbi che avremmo centrato l’obiettivo”.
Russo racconta quella che è stata la svolta della sua carriera: tre anni fa quando col San Donato vinse il campionato di serie D, mettendo a segno 20 gol e 10 assist. Una esperienza entusiasmante.
Col Livorno poi, dopo un intervallo nella Lucchese, ha cambiato casacca e ambiente. “Allo stadio Armando Picchi – dice – c’è un tifo passionale e a Livorno mi trovo benissimo, con un ottimo rapporto sia con la città che con gli sportivi”.
A 28 anni Federico ha ancora molto da chiedere al calcio, anche se sa bene che non è un mondo in cui tutto è facile: “non mi hanno regalato nulla e una cosa è certa: io do il massimo sia in campo che fuori, sto attento alla nutrizione, alle abitudini, alla palestra. Poi ho la fortuna di avere con me una famiglia che mi aiuta sempre”. E ricorda il babbo (che gli dà “una grossa mano”) e la ragazza con cui convive che lo “segue sempre” e lo ha aiutato “anche nei momenti più complicati”.
L’intervallo è finito e Federico raggiunge i suoi compagni per completare la giornata di preparazione. Anche per me si è trattato di un incontro in qualche modo particolare, di quelli che restano da annotare nella memoria. Federico infatti l’ho conosciuto parecchi anni fa quando io facevo l’insegnante alla scuola media di Masotti e lui era uno dei migliori alunni della classe. Non ha perso l’abitudine di essere ai vertici e di saperci restare.

Il Campo di Nievole, nell’anno del rilancio
Fino a poco tempo fa la struttura di Nievole era decisamente mal ridotta e solo da poco ha cambiato volto, tanto che quest’anno ha ospitato il Livorno e aspetta un’altra squadra di Eccellenza, il Legnano. Il mutamento di rotta è stato voluto con decisione da Massimo Puccinelli, proprietario del Lago Verde. Ma il “nuovo” campo sarà anche il terreno di casa di due squadre già allestite: una di Terza categoria la ‘Real Montecatini’ e una di Promozione Uisp.
Ma i progetti sono anche altri: si pensa infatti a una scuola calcio da far nascere sul terreno che è nel comune di Montecatini, ma dal quale si vedono sullo sfondo le torri medioevali di Serravalle. “Una iniziativa di Montecatini che guarda a Serravalle”, come piace definirla proprio a Massimo Puccinelli.



