mercoledì, Settembre 9, 2026

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Storie dall’Osservatorio di Pian de’ Termini

GAVINANA – Facile da dire, difficile da fare a causa dell’inquinamento luminoso che pervade città e campagna. Solo l’isolamento luminoso in alta montagna lontano da centri abitati consente di vedere il cielo e le stelle in tutta la loro  bellezza.

Osservazione al telescopio a Pian de’ Termini

Per i soci ed alcuni amici dell’ Accademia della  Chionchina è stato possibile grazie ad una visita all’Osservatorio Astronomico di Pian de’ Termini nel comune di San Marcello-Piteglio, poco distante da Gavinana.

Qui la sapiente competenza di due guide volontarie dell’osservatorio, Samuele Marconi e Geronimo Bartolomei, dopo una “lezione” teorica su asteroidi, comete e buchi neri, sono passati a far conoscere  qualcosa del firmamento e vedere frammenti di cielo, stelle, galassie e Costellazioni prima ad occhio nudo poi attraverso uno dei telescopi del Centro.

In particolare si sono visti l’ammasso globulare di stelle, individuato con la sigla M13, lontane 21 mila anni luce che si trova nella Costellazione di Ercole e la Galassia Whirlpool, nella Costellazione dei Cani, in sigla M51, detta la “cannibale” perché si sta divorando un’altra Galassia a lei vicina: la distanza di questa Galassia è di 30 milioni di anni luce. Ciò significa che quanto vediamo forse non esiste più.

La lezione è iniziata nella sala delle conferenze dove gli esperti aiutano a far capire la complessità dell’astronomia ma anche la sua bellezza. Dopo l’aula la visita prosegue all’esterno con l’osservazione delle costellazioni dell’Orsa Maggiore e Orsa Minore ed altri segni zodiacali visibili in questa parte di stagione, una stagione che non consente, purtroppo, di vedere i pianeti. Quelli visibili a questa latitudine a metà settembre e ottobre, sono Saturno e Giove.

Fra una stella e l’altra non poteva mancare la Stella Polare che sta nella coda dell’Orsa Minore e che non a caso si chiama polare perché, come sappiamo indica il Polo Nord ed aiutava i navigatori ad orientarsi . Ma perché proprio quella stella. La risposta ci riporta alle nozioni di astrofica delle scuole medie dove avevamo appreso che quella è l’unica stella visibile che non si sposta nella rotazione terrestre, come fanno le altre stelle, perché sta sull’asse terrestre e dunque è fissa.

L’Osservatorio ha compiuto di 35 anni e vive grazie ai contributi pubblici di Stato, Regione e comune di San Marcello-Piteglio ma soprattutto grazie ai volontari riuniti nel Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese che oltre a fare ricerca nei meandri dei cieli ogni anno accompagnano le circa 4000 persone che visitano l’Osservatorio.  

Per concludere ci sovviene quanto ebbe a dire la grande astrofisica Margherita Hack: “… nel tempo  (l’uomo) ha scoperto che il sole occupa una posizione periferica nella via Lattea,  che questa è una galassia fra miliardi di altre, e che tutte insieme costituiscono  il nostro universo. E ora ci domandiamo: ma questo è veramente tutto ciò che esiste, o è solo un universo fra infiniti altri”?

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