mercoledì, Settembre 9, 2026

Intelligenza Naturale, il terzo magazine di Vannucci Piante: “la cura”

di Riccardo Agostini

PISTOIA – La Vannucci Piante ha presentato il terzo numero del suo corporate magazine “Intelligenza Naturale”, realizzato in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, nel corso di un evento organizzato il 27 novembre presso “Le Stanze” di Via Curtatone e Montanara a Pistoia.

Questa edizione della rivista ha come tema la “Cura”, dopo che i due numeri precedenti riguardavano il “Tempo” e le “Radici”. Il prossimo anno il progetto si concluderà alla Biblioteca San Giorgio per celebrare Pistoia quale capitale italiana del libro. L’argomento, come dicevamo, è la “Cura”.

Un tema che la rivista tratta affrontandolo da vari punti di vista. Perciò alla cerimonia di presentazione Andrea Massaini ha chiamato tre ospiti che ne hanno delineato alcuni aspetti: la cura del territorio, degli oggetti e delle persone.

Dopo una suggestiva sfilata con piante ornamentali sotto una cascata di bolle di sapone profumate, sono intervenuti l’accompagnatore escursionistico del CAI Emiliano Gelli, il liutaio Manuele Curtoni e la psicoterapeuta infantile Manuela Trinci. Ognuno ha interpretato il soggetto secondo la propria esperienza e sensibilità.

Per Emiliano Gelli la cura del territorio si traduce nel mantenimento degli oltre 300 chilometri di sentieri che attraversano la montagna pistoiese e che il Club Alpino Italiano rende permanentemente accessibili e puliti.

Per Manuele Curtoni ha a che fare con l’estrema precisione con la quale occorre trattare il legno per costruire strumenti musicali (violini). Infine, per Manuela Trinci ,che lavora all’ospedale Meyer di Firenze, significa dare assistenza medica e spirituale ai bambini affetti dalla malattia.

Tre modi di declinare un tema importante come la “cura” che, nella rivista viene suddivisa in quattro capitoli: “Il cerchio della cura”, “Il potere della bellezza”, “Dove comincia e dove finisce il nostro io?” e “La tempesta dei mille anni”.

Si parte dalla scoperta dello psicologo ambientale Roger Ulrich (I capitolo) che nel 1984 aveva dimostrato come la vista degli alberi dalla finestra di una stanza d’ospedale poteva bastare a ridurre il dolore e accelerare la guarigione.

Il giardino, dunque, secondo il biologo scozzese Patrick Geddes (II capitolo), pioniere dell’idea di Green City, smette di essere un privilegio privato e diventa bene pubblico. Bene pubblico che va conservato e protetto, anche se le piante (III capitolo), essendo esseri stanziali, aspettano la vita a foglie aperte; nutrendosi sul posto e scavando il cielo alla ricerca di luce, hanno messo in conto di poter essere predate da noi, da quel regno che invece la vita non l’aspetta: la insegue e la morde.

Infatti, si dice nell’ultimo capitolo, il cambiamento climatico si prefigura alle nostre menti come la scena di un film apocalittico. Sul bollente deserto creatosi nelle nostre città, un giorno il sole si oscurerà, lampi funesti solcheranno il cielo, nubifragi e tornadi cadranno su di noi come un giudizio divino.

Purtroppo o per fortuna, sempre citando le conclusioni della rivista, questa visione non è vera. Il cambiamento avviene lentamente e si può ancora fare qualcosa. Basta volerlo. Il mondo vegetale può venirci in aiuto. Le piante possono essere la nostra ancora di salvezza. La terza puntata della rivista “Intelligenza Naturale” della Vannucci Piante, nata in collaborazione con la scuola Holden, contiene dunque un messaggio di speranza. 

“L’Idea di questo magazine – dice Andrea Massaini – ci è venuta nel 2024 con l’intento di affrontare il mondo del vivaismo in maniera insolita, originale, realizzando quattro numeri speciali, con l’ultimo previsto alla Biblioteca San Giorgio nel 2026. Si ratta di un prodotto di nicchia, ma è stata per noi una esperienza estremamente positiva, una pubblicazione che cerca più che altro di fare discutere. Siamo contenti di come sta andando e stiamo valutando se farla proseguire”. 

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