mercoledì, Settembre 9, 2026

Intervista ad Alessio Laschi, segretario Avs Prato: ‘se il candidato fosse Biffoni lo appoggerei’

di Andrea Mori

PRATO – Prato ha sperimentato alle scorse elezioni comunali il cosiddetto campo largo, vincendo. La storia successiva è conosciuta da tutti. 

Per arrivare ad oggi, basti dire in estrema sintesi che le dimissioni di Ilaria Bugetti (Pd) da prima cittadina, dopo l’apertura di un’indagine a suo carico per l’ipotizzato reato di corruzione, hanno portato al primo commissariamento nella storia del Comune.

Alessio Laschi

Da lì le divisioni interne al Partito Democratico si sono fatte più nette, creando un clima all’interno incandescente. Il segretario provinciale Biagioni si è dimesso e ora si attende (questione di giorni) che uno nuovo venga ufficialmente scelto e traghetti il partito attraverso una tempesta che, seppur per adesso placata, resta sempre in agguato.

Detto questo, il Pd è la forza maggiore nel centrosinistra e adesso si deve confrontare con gli alleati per la scelta del candidato sindaco, il programma, la gestione della campagna elettorale. Alleanza Verdi e Sinistra è tra gli alleati, Alessio Laschi ne è segretario a Prato. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Laschi, che futuro vede per AVS in città?

Credo che possiamo fare un risultato discreto, e cioè prendere più del 4% che raggiungemmo nel 2024. Le possibilità ci sono. 

Come valuta il comportamento dei vostri alleati in questo momento?

Penso che il Partito Democratico sia in forte ritardo. Hanno fatto questo percorso di rigenerazione che Biagioni ha fortemente voluto, quasi come fosse un suo lascito. Credo però che così facendo abbia allungato l’agonia.

Da quel che so, in settimana, dovrebbero ritrovarsi per eleggere il segretario di transizione, poi vediamo cosa emerge, Comunque qui c’è bisogno di una guida seria. 

Sul candidato sindaco: a noi va bene che sia del Pd, ma deve essere di tutti, perché lo decide la coalizione. Ilaria Bugetti, per intenderci, fu espressione del Partito Democratico e non di tutti. Solo dopo è diventata espressione della coalizione.

A proposito di Ilaria Bugetti, subito dopo la caduta dell’amministrazione tra le prime dichiarazioni pubbliche del Partito Democratico ci furono risposte alle accuse del centrodestra. C’è chi si è meravigliato che non siano arrivate delle scuse ai cittadini. Lei avrebbe chiesto scusa?

Sì. Poi siamo ovviamente d’accordo che la legge deve fare il suo percorso. Però io non posso dimenticare le persone che ho visto credere in lei, perché per esempio era la prima donna che provava a diventare sindaca di Prato. Rappresentava una storia, era una grande attesa.

Hanno sbagliato in tanti. Se qualcuno sapeva di frequentazioni strette con personaggi discutibili come Bresci, si doveva fermare prima.

Quanto pesa, secondo lei, la responsabilità della classe dirigente?

Secondo me Biagioni doveva andare in assemblea e dimettersi. Non perché dovesse pagare lui, ma perché se sei il segretario ti assumi la responsabilità della linea guida. Poi, se l’assemblea gliele respingeva, era un altro discorso. Ma almeno avrebbe fatto un atto da uomo politico.

Cioè?

Non siamo a giocare coi soldatini. Chi fa politica e ha ruoli nella società deve essere credibile, inattaccabile, un libro aperto. Devi conquistare le persone mettendoci la faccia, perché le rappresenti.

Secondo lei alle regionali ha vinto il Pd o Biffoni?

Ha vinto Biffoni.

Dopo quel risultato si è creata un po’ l’idea che la “bomba” commissariamento non abbia fatto così tanti danni reputazionali al Partito Democratico a livello locale.

Senza Matteo Biffoni non prendeva quei risultati a Prato, sfido chiunque a dire il contrario. Io voglio bene al Pd, ma è così.

A proposito dell’ex sindaco, gira la voce tra i dem che potrebbe ricandidarsi. AVS lo sosterrebbe?

Sì. Nonostante in passato abbia avuto determinate posizioni, soprattutto sulla multiutility, sarebbe difficile non sostenerlo. Alla fine bisogna dirlo: dall’altra parte, oggi, c’è una destra più pericolosa di quella di Berlusconi. Noi dobbiamo essere sentinelle.

Cosa intende quando parla di una destra più pericolosa?

Intendo dire che quella di Berlusconi era più cauta su alcuni temi. Questa no. Quando uno come Vannacci dice prima l’Italia e poi il diritto, beh è un messaggio pesante. Penso poi per esempio al decreto sicurezza, ai provvedimenti in materia penale sulla violenza sessuale: sono segnali che, messi insieme, ci riportano indietro dal punto di vista dei diritti.

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