MONTALE – Le parole espresse da Sinistra Italiana e gli interrogativi posti con l’ultimo comunicato sembrano non tener conto del fatto che il PD è una forza politica che guarda al futuro oltre i confini comunali. Il problema del raddoppio del termovalorizzatore di Montale – e più in generale alle politiche ambientali in materia di rifiuti – non è legato al destino politico di un’amministrazione locale ma è un tema di ampio respiro che attiene allo sviluppo del nostro territorio con implicazioni importanti a livello regionale. La problematica è di così ampia portata che evidentemente le contraddizioni sono all’ordine del giorno anche nel cosiddetto campo largo.
Prova ne è il fatto che il piano così detto “ottimizzato” proposto dall’ATO Toscana Centro è stato approvato con una maggioranza “bulgara” dell’89% di sindaci comprendenti le più varie maggioranze e sindaci anche di diretta espressione di Sinistra Italiana.
E’ chiaro che l’intero processo decisionale alla base di questi provvedimenti, piombati nel dibattito locale senza un reale approfondimento politico, pone un serio problema all’intero arco delle forze di sinistra, a tutte e non solo al PD.
Il PD di Montale ha espresso le proprie perplessità e si è adoperato per un rinvio delle decisioni, chiedendo la consultazione popolare e la sospensione del voto in assemblea ATO fino all’esito della stessa, e aprendo ad una riflessione politica, anche a livello regionale, dove ci risulta che Sinistra Italiana abbia un qualche ruolo e dove si giocano in effetti le sorti dell’intero piano ATO.
A fronte della chiarezza delle nostre posizioni, non abbiamo invece potuto leggere nessun documento della segreteria provinciale di SI – evidentemente troppo presa dai ristretti orizzonti montalesi – in merito per esempio al mancato voto del Comune di Pistoia sull’atto in questione. Se di contraddizioni vogliamo parlare Sinistra Italiana dovrebbe chiarire perché al livello regionale l’assessore espressione di AVS ha votato contro l’ossicombustione di Peccioli ma non per questo ha pensato – e meno male – di dimettersi dalla Giunta regionale.
Sarebbe questo il momento non delle sterili polemiche a livello locale, tendenti soltanto ad una crisi istituzionale per assecondare ambizioni locali, ma quello di intraprendere un’azione comune anche verso un pronunciamento, che noi intendiamo il più diffuso e partecipato possibile, dei cittadini montalesi, per modificare gli indirizzi regionali della cui maggioranza facciamo comunemente parte.
Partito Democratico di Montale









