giovedì, Ottobre 1, 2026

Si estende l’eco della morte dell’operaio caduto dal tetto a Sant’Agostino

PISTOIA – Abbiamo già messo in coda alla cronaca della tragedia avvenuta questo pomeriggio le riflessioni del Sindaco e del Vescovo di Pistoia. L’eco si sta estendendo in città e riportiamo qui altri interventi arrivati alla posta di Reportpistoia, a partire dalla nota unitaria dei sindacati di settore di Cgil, Cisl e Uil. FENEAL UIL FILCA CISL e FILLEA CGIL

Pistoia: Ennessima morte sul lavoro, non si può continuare a morire lavorando

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’operaio di 43 anni che oggi ha perso la vita in un cantiere nella zona industriale di Sant’Agostino, a Pistoia.

Un’altra vita spezzata mentre si lavorava. Un’altra famiglia costretta ad affrontare un dolore enorme. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: è necessario capire fino in fondo che cosa sia accaduto e verificare che tutte le condizioni di sicurezza previste dalla legge fossero effettivamente garantite.

La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli organi competenti e saranno le indagini a stabilire responsabilità e cause. Come organizzazioni sindacali chiediamo però che gli accertamenti siano rapidi, completi e rigorosi e che si faccia piena luce su ogni aspetto dell’organizzazione del lavoro e della sicurezza nel cantiere.

“Non si può più tollerare un massacro del genere. Una media di tre morti al giorno sul lavoro è un dato abnorme, che non può essere considerato normale né tantomeno inevitabile”, dichiara Daniele Vaccaro della Responsabile Territoriale FILCA CISL TOSCANA.

“Continuare a contare vittime significa che qualcosa nel nostro sistema di prevenzione e sicurezza non sta funzionando come dovrebbe. Servono più controlli, più prevenzione, più formazione e, soprattutto, una cultura della sicurezza che metta davvero la vita delle lavoratrici e dei lavoratori al primo posto.”

“Siamo davanti all’ennesima ‘strage’ annunciata e non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio ‘operaicidio’ che continua a consumarsi nel silenzio generale, mentre lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno. Queste persone sono vittime del dovere, cadute mentre svolgevano il proprio lavoro, spesso in condizioni difficili, sotto pressione, tra appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti”, dichiara Davide Chiappinelli, Segretario Generale Fillea CGIL Prato Pistoia.

Per la FENEAL TOSCANA Francesco Romano ribadisce che “il nostro obiettivo è: Zero Morti sul lavoro. Purtroppo anche oggi si è dimostrato la scarsa cultura della sicurezza del lavoro. Si chiede alle istituzioni più controlli e prevenzione”.

Nel settore delle costruzioni non può esistere alcun margine di tolleranza quando è in gioco la vita delle persone. Formazione, prevenzione, dispositivi di protezione, corretta organizzazione del lavoro e rispetto delle procedure di sicurezza non possono essere FENEAL UIL Toscana FILCA CISL Toscana FILLEA CGIL Pistoia considerati semplici adempimenti burocratici, ma devono essere parte integrante del lavoro quotidiano.

Non possiamo continuare a contare morti nei luoghi di lavoro e limitarci a intervenire dopo ogni tragedia. La sicurezza deve venire prima del profitto, dei tempi di consegna e di qualsiasi altra esigenza produttiva.

Morire sul lavoro non può essere considerato una fatalità quando esistono strumenti di prevenzione, formazione, controlli e regole precise da rispettare.

La sicurezza sul lavoro non è un costo: è un diritto. La vita delle lavoratrici e dei lavoratori non si tocca.

Alla famiglia del lavoratore va il nostro più sincero cordoglio. Ai suoi colleghi e a tutti coloro che oggi sono stati coinvolti in questa tragedia esprimiamo la nostra piena vicinanza.

Non vogliamo più comunicati da scrivere dopo una morte. Vogliamo cantieri dove si torni a casa, ogni giorno. Perché dietro ogni numero c’è una vita, una famiglia, una storia: e nessun lavoro può valere la vita di una persona.

FENEAL UIL FILCA CISL e FILLEA CGIL

 Furfaro (Pd): “A Pistoia un’altra vita spezzata”

“Un uomo di 43 anni è morto oggi a Pistoia mentre stava lavorando sul tetto di un capannone. È precipitato per circa otto metri mentre montava dei pannelli di copertura. La dinamica è ancora in corso di accertamento e saranno le autorità competenti a stabilire cosa sia accaduto. Ma una cosa, purtroppo, la sappiamo già: una persona è uscita di casa per andare a lavorare e non tornerà più. Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi va tutta la mia vicinanza”.

“Non possiamo continuare a contare lavoratrici e lavoratori che perdono la vita e poi limitarci, ogni volta, a dire che è una tragedia. Morire sul lavoro non può diventare una notizia alla quale ci abituiamo. Servono prevenzione, formazione, controlli e ispettori; serve che la sicurezza venga considerata un investimento e non un costo da comprimere. E serve farlo prima degli incidenti, non dopo. Oggi è il momento del dolore e del rispetto per chi ha perso la vita. Ma da domani la politica ha il dovere di fare tutto ciò che è necessario perché andare a lavorare non significhi rischiare di non tornare a casa”.

Marco Furfaro, deputato Pd ed esponente della segreteria nazionale del Partito Democratico.

Rifondazione: “Morire per vivere: la strage continua. Non basta più indignarsi”

“43 anni, veniva dall’est Europa e lavorava per una ditta di Milano; era su un tetto di S. Agostino, area produttiva del comune di Pistoia. A 1 km in linea d’aria dal Palazzo Comunale dove si stava firmando il protocollo per il gemellaggio con Gerico, città palestinese con 10.000 anni di storia alle spalle. Ed è volato giù, in un salto senza speranza, cadendo da otto metri ed è morto sul colpo. Sembra fosse senza imbracatura.

E così anche Pistoia continua con il suo tributo di sangue operaio alla produzione di PIL nazionale. Adesso partiranno lamenti e riflessioni sulla vita e quant’altro. Ma, in realtà, si rischia da un lato l’assuefazione e dall’altro siamo stanchi di dover ribadire che mancano i controlli nei cantieri, di segnalare ancora una volta la mancanza di personale negli enti preposti, di quanto se ne fregano i vari capi e capetti dei cantieri. Certo, lo sappiamo che è necessario ribadire che la rabbia per morti che si possono evitare sta crescendo; naturalmente, Rifondazione Comunista sta con il sindacato che lancerà una protesta e saremo presenti in piazza nel vivo della protesta: ma non basta più! È necessario, visto che da anni si sentono le stesse litanie ma poi non cambia nulla, introdurre nel nostro codice, in caso di gravi responsabilità, il reato di omicidio sul lavoro. La sostanziale impunità di cui godono i padroni, deve finire. Le forme, presenti anche nella nostra provincia che non vuole vederle, di caporalato, devono essere spazzate via. Le forze politiche devono dirlo con chiarezza da che parte stanno anche inserendo nei programmi la proposta di legge di omicidio sul lavoro. O preferiamo continuare a esprimere le nostre condoglianze ai familiari e a piangere 3 morti al giorno in questo inferno chiamato mondo del lavoro?”

Paolo Benvegnù, Responsabile Lavoro DirezioneNazionale del Partito della Rifondazione Comunista e Giampaolo Guelfi, segreteria provinciale di Pistoia

Querci (Pd): “andare al lavoro non può significare rischiare di non tornare a casa“

“Un’altra vita spezzata sul lavoro. Oggi a Pistoia un operaio di 43 anni è morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone nella zona industriale di Sant’Agostino.

Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi va tutta la mia vicinanza.

Saranno gli accertamenti a chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità. Ma una cosa dobbiamo continuare a ripeterla con forza: andare a lavorare non può significare rischiare di non tornare a casa.

La sicurezza sul lavoro non è un costo né un adempimento burocratico. È un diritto fondamentale, che richiede prevenzione, controlli, formazione e investimenti continui.

Non possiamo abituarci a queste notizie”.

Simona Querci, Consigliera regionale Pd

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