lunedì, Ottobre 19, 2026

Ramini, dopo mesi di silenzio sulla parrocchia servono chiarezza e verità

PISTOIA – Dopo mesi di silenzio, in attesa di notizie e chiarimenti sulla situazione e sulla gestione della nostra parrocchia, abbiamo deciso di prendere la parola.

Troppe informazioni non corrispondenti al vero continuano a essere diffuse da chi oggi non ha più la gestione della parrocchia, sostiene il Comitato di Ramini. “Non possiamo lasciare che queste ricostruzioni alimentino confusione tra i cittadini e nella comunità parrocchiale. La scorsa settimana, dopo aver raccolto la documentazione, abbiamo inviato una diffida stragiudiziale al sindaco, al prefetto, ai Vigili del fuoco e all’ASL, portando formalmente alla loro attenzione la situazione. Oggi condividiamo questo atto e i dati ufficiali in esso richiamati, affinché tutti possano conoscere gli elementi documentati relativi all’attuale situazione di Ramini. La nostra comunità merita chiarezza, risposte e rispetto. Dopo mesi di attesa, chiediamo che a parlare siano i fatti e i documenti”.

Ecco il testo della diffida.

Il Comitato dei residenti di Ramini è organismo spontaneo che ad oggi rappresenta attivamente circa 100 famiglie del paese. Desideriamo premettere un punto essenziale, rivolgendoci con trasparenza sia alle istituzioni che agli organi d’informazione: la comunità di Ramini e il Comitato che la rappresenta sono profondamente e convintamente a favore di un’accoglienza virtuosa, dignitosa e rigorosamente integrata nel rispetto delle leggi dello Stato.

Riteniamo che una società civile debba offrire a chi si trova in condizioni di fragilità un percorso umano fatto di protezione, decoro, igiene e sicurezza. Non possiamo tuttavia accettare che si definisca “accoglienza” quello che gli stessi organi tecnici dello Stato hanno fotografato come uno stipamento di esseri umani in locali inagibili, insalubri e privi delle minime garanzie di sicurezza.

Le preoccupazioni dei residenti non nascono da impressioni personali, ma da atti pubblici ufficiali, frutto dei sopralluoghi congiunti effettuati dalle autorità preposte in data 13 gennaio 2026 e 17 febbraio 2026.

Di seguito si riportano i passaggi salienti e le citazioni testuali estratte dai verbali ufficiali rilasciati dagli Enti preposti a seguito di regolare accesso agli atti:

Azienda Usl Toscana Centro

«In data 13 gennaio 2026 è stato avviato un procedimento amministrativo di contenzioso edilizio finalizzato alla regolarizzazione delle opere e contestuale inagibilità e diffida all’uso delle porzioni abusive dell’immobile…»

«È stato dichiarato approvvigionamento autonomo da pozzo privo di certificazione di idoneità al consumo umano per i servizi igienici e le cucine…»

«Gli ambienti non erano riscaldati e non era disponibile acqua calda; 3/5 lavandini non erano funzionanti; non erano presenti arredi corredi per rimettere oggetti / effetti personali…»

«Assenza di documentazione a corredo della conformità impiantistica (elettrica, idro-termo-sanitaria) …»

La conclusione formale dell’Azienda Sanitaria non lascia adito a dubbi: «Superate le carenze di cui sopra, non sussistono i requisiti igienico-sanitari d’agibilità.»

Comando provinciale dei vigili del fuoco di Pistoia

Nota del 23 febbraio 2026 in seguito al sopralluogo del 17 febbraio 2026

«Il numero complessivo dei posti letto occupati nell’intero complesso parrocchiale è pari a n. 45. Di queste n. 45 persone occupanti i letti non è possibile risalire alle generalità poiché don Biancalani dichiara di non avere un registro delle persone accolte.»

«L’affollamento degli edifici, non nati come struttura ricettiva, è al di sopra di quanto consentito dagli spazi occupati…»

«Si evidenziano criticità connesse con l’esodo in caso di emergenza soprattutto per il locale denominato ‘Corale’ dove risiedono sedici (16) persone ed il cui esodo di emergenza passa per un’unica porta che conduce all’interno della chiesa e da qui, tramite uno stretto corridoio, all’uscita…»

Riscontrata inoltre la presenza di impianti non a norma, stufe disattivate e stese di indumenti ed effetti letterecci «in materiale facilmente infiammabile per lo più coperte pesanti in materiale sintetico» in ambienti fortemente sovraffollati.

Polizia locale del Comune di Pistoia. Nucleo Polizia ambientale

Relazione di servizio prot. N. 0079192/2026 del 9 luglio 2026)

Presenza di ambienti con «soffitto con vistose macchie di infiltrazione e muffa» e pareti gravemente deteriorate.

Trovato un «bagno non utilizzabile, non era stato installato il lavabo e il wc era stato chiuso con del nylon».

Locali adibiti a dormitorio con finestre «oscurate con teli di stoffa» ed assenza di elenchi certi sulle presenze umane all’interno della struttura.

L’inaccettabile silenzio delle istituzioni civili

I verbali sopra citati non sono opinioni: sono atti pubblici consultabili, stilati da pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni. Essi testimoniano che decine di giovani vulnerabili sono stati lasciati vivere senza acqua calda, senza riscaldamento, con acqua di pozzo non certificata e con vie di fuga antincendio compromesse.

L’inazione delle autorità civili di fronte a violazioni sanitarie ed edilizie così palesi non è più tollerabile. Far finta di nulla non significa proteggere l’accoglienza, ma avallare una condizione di permanente insicurezza sia per chi è ospitato nelle strutture, sia per l’intera comunità di Ramini.

Intimazione e diffida

Alla luce di quanto sopra, lo scrivente Comitato, in nome delle famiglie rappresentate:

1. Intima e diffida il Sindaco del Comune di Pistoia, nella sua qualità di autorità sanitaria locale e responsabile della pubblica incolumità, ad adottare senza ulteriori indugi un’ordinanza contingibile e urgente che disponga l’immediata cessazione dell’uso abitativo/ricettivo di tutti i locali e vani dichiarati inagibili, abusivi e privi delle necessarie condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza;

2. Sollecita la Prefettura di Pistoia, il Comando dei vigili del fuoxo e l’azienda Usl Toscana centro, ciascuno per le proprie competenze di legge, ad attivare gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’area e garantire il ricollocamento dignitoso e protetto degli ospiti in strutture idonee nonché di comunicare al presente Comitato i rispettivi responsabili del procedimento;

3. Avverte che, qualora entro il termine perentorio di giorni 30 (trenta) dalla ricezione della presente non vengano adottati i dovuti provvedimenti amministrativi, il Comitato si riserva la possibilità di adire la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia per l’accertamento di eventuali omissioni o responsabilità penali a tutela della salute pubblica e dell’incolumità della popolazione.

Per il Comitato dei Residenti di Ramini, il presidente, Matteo Pomposi

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