giovedì, Ottobre 22, 2026

Artemisia Gentileschi torna a Firenze in una mostra all’Ospedale degli Innocenti

di Susanna Daniele

FIRENZE – Nella prestigiosa sede dell’Ospedale degli Innocenti da oggi è aperta la mostra “Artemisia Gentileschi a Firenze”, visitabile fino al 4 aprile del 2027.

La scelta dei tre curatori, Cristina Acidini, Sandro Bellesi e Costantino D’Orazio è caduta sull’indagine del periodo fiorentino di Artemisia, dove si rifugia poco più che ventenne lasciando Roma e i terribili ricordi del processo per stupro contro Agostino Tassi.

Il suo soggiorno fiorentino si prolunga per sette anni, dal 1613 al 1620, durante il quale la pittrice romana si fa conoscere e apprezzare, riceve commissioni dalla corte medicea e dal pronipote di Michelangelo Buonarroti, si confronta da pari a pari con gli artisti più noti della corte medicea, entra in contatto con intellettuali del calibro di Galilei.

Uno scatto del percorso espositivo della mostra su Artemisia Gentileschi a Firenze (foto Ansa)

Non piccolo segno di grande apprezzamento del suo lavoro, nel luglio 1616 viene ammessa, prima pittrice donna, all’Accademia delle Arti e del Disegno. L’ingresso di Artemisia nell’Accademia, mondo fino ad allora dominato dagli uomini, rappresentò una rottura storica, aprendo la strada a successive ammissioni femminili.

A Firenze Artemisia lavora per conto dei granduchi di Toscana a opere destinate alla villa di Artimino ed è chiamata a partecipare all’impresa collettiva per la decorazione di casa Buonarroti per la quale dipinge l’”Allegoria dell’Inclinazione”, opera dedicata alla vocazione di una persona verso ciò per cui si sente portata.

La mostra espone cinquanta opere provenienti da più di quaranta musei, fondazioni e collezioni private.

Apre l’esposizione un’opera giovanile di Caravaggio, “Ragazzo che monda un frutto”, rimasto per secoli di attribuzione incerta, quando nel 1996 fu riconosciuto dallo storico dell’arte Spike come originale. Il dibattito fra gli studiosi non si è mai spento anche a causa delle numerose versioni del dipinto.

I lavori di Artemisia sono posti a confronto con quelli di pittori coevi che operano a Firenze quali Allori, Furini, Dandini, Martinelli, Tarchiani, Vannini, Lippi, il Volterrano e Vignali.

La mostra ha sezioni molto suggestive con immagini e luci immersive, pannelli multimediali e in ogni sala pannelli che illustrano le varie opere e gli autori esposti.

Alcuni grandi tele di Artemisia sono state sistemate negli spazi del primo piano dell’edificio che attualmente ospitano la pinacoteca del Museo dell’Ospedale degli Innocenti, permettendo così di visitare anche le opere della collezione permanente.

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