PISTOIA – Tre posti letto dedicati alle terapie trasfusionali, con attrezzature che consentono di assistere anche pazienti con bisogni assistenziali complessi. È stata attivata ed è già operativa all’ospedale San Jacopo di Pistoia la nuova stanza dell’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, realizzata grazie a una importante donazione da parte di Ail Pistoia, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mielomi, presieduta dalla professoressa Elisabetta Meacci.

La nuova area amplia la capacità di accoglienza del servizio e permette di gestire direttamente in ospedale un maggior numero di trattamenti, riducendo gli accessi al Pronto soccorso legati alla necessità di una trasfusione. La stanza dispone di tre letti meccanizzati e testate ospedaliere attrezzate con gas medicali e sistemi di aspirazione, dotazioni che migliorano le condizioni di assistenza e la sicurezza delle cure.
La struttura consente inoltre di trattare al San Jacopo anche l’aferesi terapeutica, storicamente svolta nella dialisi dell’ex ospedale del Ceppo grazie alla collaborazione del personale medico e infermieristico della Nefrologia. La concentrazione delle attività nella sede ospedaliera permette di organizzare in modo più efficiente le risorse professionali dell’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale.

«Ringrazio la professoressa Elisabetta Meacci e Ail Pistoia per il sostegno concreto che da tempo garantiscono al nostro ospedale e al servizio trasfusionale. Si tratta di un contributo che si inserisce in un rapporto di collaborazione importante, costruito nel tempo e orientato a rispondere ai bisogni dei pazienti», ha detto Lucilla Di Renzo, direttrice del presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia.
«Ringrazio Ail Pistoia per la vicinanza al servizio trasfusionale e per l’attenzione che da tempo dedica ai pazienti – ha affermato Daniele Berretti, direttore dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale San Jacopo e Santi Cosma e Damiano –. La donazione di sangue è un gesto volontario che non può essere dato per scontato: per rispondere alle necessità assistenziali è importante che le donazioni siano regolari e che il numero dei donatori continui a crescere. Ogni nuova adesione contribuisce a mantenere una disponibilità adeguata di sangue ed emocomponenti, indispensabili per garantire le cure a chi ne ha bisogno. Un grazie va anche a tutte le donatrici, ai donatori e alle associazioni che ogni giorno sostengono questo impegno».
«La rete dei donatori è una risorsa che va consolidata nel tempo – ha aggiunto Franco Vocioni, direttore del Dipartimento Medicina di Laboratorio –, attraverso la collaborazione tra servizi sanitari, associazioni di volontariato e cittadini. È importante coinvolgere nuove persone, soprattutto chi ancora non ha scelto di avvicinarsi alla donazione, e far comprendere quanto questo gesto incida concretamente sulla possibilità di curare. Ringrazio AIL Pistoia, tutte le associazioni impegnate in questo ambito e la comunità delle donatrici e dei donatori: il loro contributo rappresenta una risorsa essenziale per il sistema sanitario e per la tutela della salute collettiva».
Negli anni Ail Pistoia ha sostenuto il servizio anche con l’acquisto di poltrone per la donazione, una frigoemoteca per le emergenze e un incubatore necessario alla produzione di pool piastrinici, emocomponenti fondamentali per la terapia trasfusionale. Un sostegno che valorizza anche il contributo dei donatori di sangue del territorio.







