giovedì, Ottobre 29, 2026

All’Einaudi è autogestione per due giorni: studenti e docenti assieme per il dialogo, l’ascolto e la partecipazione

PISTOIA – Due giornate di autogestione all’Istituto Luigi Einaudi di Pistoia, dove gli
studenti diventano protagonisti di un percorso di confronto, riflessione e partecipazione attiva, affrontando temi di attualità e questioni che toccano da vicino il mondo giovanile.
«Abbiamo lavorato fino a tarda serata con i neoeletti rappresentanti di istituto – spiegano la dirigente scolastica, dottoressa Elena Pignolo, e il vicepreside, prof. Matteo Mazzone –. Come avevamo promesso ai nostri studenti, abbiamo voluto concedere subito questa opportunità, accogliendo una richiesta accompagnata da un programma chiaro, limpido e ben strutturato. I ragazzi e le ragazze hanno dimostrato serietà, capacità organizzativa e senso di responsabilità».

Anche la vicepreside, professoress Francesca Susini, spiega che «l’autogestione nasce dalla necessità, avvertita dai ragazzi, di fermarsi un momento per riflettere e discutere. Non soltanto sulle proteste e sulle manifestazioni di questi giorni, ma anche sul ruolo dei giovani nella società, sull’inclusione e sulle discriminazioni che troppo spesso rischiano di far sentire ragazze e ragazzi esclusi, inadeguati o non ascoltati».
Il programma predisposto dai rappresentanti prevede tre ambiti di attività: la proiezione di film dedicati a temi come bullismo, cyberbullismo, razzismo e omofobia; momenti di approfondimento e discussione sulle questioni di attualità; attività ludico-ricreative e sportive, pensate per favorire la socializzazione e la collaborazione tra pari.
In un periodo caratterizzato da manifestazioni, scioperi e mobilitazioni studentesche, l’Einaudi sceglie di offrire uno spazio protetto e concreto di partecipazione e confronto, confermando la scuola come luogo sicuro, aperto e capace di accogliere le voci delle nuove generazioni.
«In questo percorso si conferma centrale il ruolo della dirigente scolastica, la dottoressa Elena Pignolo – affermano i neoeletti rappresentanti degli studenti – che ancora una volta dimostra la propria vicinanza agli studenti, la disponibilità all’ascolto e la fiducia nella nostra capacità di assumerci responsabilità».
Anche i docenti partecipano a questa esperienza con una modalità diversa, senza venir meno alla propria funzione educativa e di vigilanza: lasciano spazio all’iniziativa degli studenti e si avvicinano ulteriormente all’ascolto dei loro bisogni. Scendere, almeno simbolicamente, dalla cattedra significa riconoscere che l’educazione passa anche attraverso il dialogo, la condivisione e la possibilità di affrontare insieme questioni complesse.
La scuola si conferma così un luogo di incontro, ma anche di confronto critico e di dissenso
costruttivo, nel quale opinioni diverse possono emergere ed essere discusse nel rispetto reciproco.
Perché la partecipazione non è un ostacolo al percorso educativo, ma una delle sue componenti fondamentali. Le due giornate di autogestione rappresentano, dunque, un’occasione per ribadire una convinzione importante: ascoltare gli studenti significa riconoscerli come parte attiva della comunità scolastica, capaci di esprimere idee, assumersi responsabilità e contribuire alla costruzione di una scuola più inclusiva e consapevole. Una scuola che non teme le domande, che dà spazio alle idee e che sa mettersi in ascolto è una scuola che educa davvero: non soltanto attraverso le lezioni, ma anche attraverso la fiducia, il dialogo e la partecipazione.

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